Dotori agronomi e forestali: giovani e donne in crescita
Dotori agronomi e forestali: giovani e donne in crescita a riprova che il settore agricolo è in crescita e attrae
Giovani e donne sono in crescita tra i dottori agronomi e forestali.
Il segmento delle laure in agronomia e foreste sta vivendo una rinascita che sfida le tendenze generali del mercato del lavoro. La professione, che ha celebrato 100 anni il 30 novembre 2024, sta attirando un numero crescente di giovani under 30 e donne, grazie all'integrazione di nuove tecnologie e opportunità in ambiti emergenti come l'agrivoltaico e la sostenibilità ambientale.
Il futuro dei dottori agronomi e forestali appareroseo, grazie alla capacità del settore di attrarre giovani talenti e di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Con una domanda che supera l'offerta e un’espansione verso ambiti innovativi, questa professione si conferma cruciale per lo sviluppo sostenibile e l'innovazione in agricoltura e ambiente.
Giovani e Donne in Crescita tra i Dottori Agronomi e Forestali: Un Settore in Evoluzione
Numeri in crescita post-pandemia
Tra il 2019 e il 2023, i professionisti under 30 in questo settore sono aumentati del 44,8%, mentre la quota di donne è cresciuta del 4,17%.
Questo trend positivo ha contribuito ad abbassare l'età media della categoria da 54,9 a 52,6 anni. Parallelamente, è raddoppiato il numero di agronomi e forestali junior (laureati triennali) abilitati, passando da 51 a 106 tra il 2018 e il 2022. Anche i dottori magistrali sono aumentati, da 413 a 564 nello stesso periodo (+36%).
Settore multidisciplinare e versatile
La legge 3/1976 delinea le attività principali dei dottori agronomi e forestali, che spaziano dalla gestione delle aziende agricole alla progettazione del verde urbano, dalle opere di bonifica all’analisi dei suoli. Recentemente, i professionisti hanno assunto un ruolo chiave nella gestione sostenibile delle risorse, nell’uso dell’IoT per ottimizzare irrigazione e fertilizzanti, e nella difesa di boschi e foreste dai cambiamenti climatici.
L’innovazione tecnologica e l’attenzione alle questioni ambientali hanno ampliato le opportunità lavorative. Un esempio è l'agrivoltaico, dove i dottori agronomi sono chiamati a certificare perizie asseverate. Le banche stesse si affidano a questi esperti per valutare la resilienza delle aziende agricole agli eventi climatici estremi, come alluvioni e siccità.
Domanda che supera l'offerta
Secondo Mauro Uniformi, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali (Conaf), la domanda di professionisti in questi ambiti è nettamente superiore all’offerta. Per rispondere a questa necessità, il Conaf sta collaborando con le università per orientare i giovani verso questa professione. Grazie a una partnership con la conferenza A.G.R.A.R.I.A., sono in fase di progettazione nuovi corsi di laurea, tra cui un programma dedicato alla sostenibilità ambientale presso l’Università di Teramo.
Prospettive economiche migliorabili
Il reddito medio dei dottori agronomi e forestali è cresciuto del 20% nel periodo post-pandemia, raggiungendo i 27.615 euro annui dichiarati nel 2023. Tuttavia, rimane ancora al di sotto dei 30.000 euro, evidenziando un margine di miglioramento in termini di riconoscimento economico.
Le nuove sfide
La professione, istituita formalmente nel 1924, ha attraversato un secolo di cambiamenti, evolvendosi per affrontare sfide come il cambiamento climatico e le esigenze tecnologiche. Grazie alla loro multidisciplinarità, i dottori agronomi e forestali si trovano oggi al centro di settori chiave per la sostenibilità, offrendo opportunità di carriera stimolanti e in continua crescita.
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