Riforma Ue Dop e Igp: c'è il via libera per un nuovo sistema del valore i 20 miliardi che include maggiori poteri per consorzi e produttori, ma soprattutto una semplificata la registrazione dei prodotti.

Il Parlamento europeo ha. in poche parole, dato il via libera definitiva alla riforma del regolamento sulla protezione delle Indicazioni geografiche (Dop e Igp) per prodotti alimentari, vini e bevande spiritose.

Le nuove norme, approvate con 520 voti favorevoli, 19 contrari e 64 astenuti, danno maggiori poteri ai produttori e ai consorzi e semplificano la registrazione delle Ig.

Riforma Ue Dop e Igp: c'è il via libera

Le autorità nazionali dovranno adottare misure amministrative e giudiziarie per prevenire o fermare l’uso illegale delle Ig, non solo offline, ma anche online.

Le indicazioni geografiche dovranno inoltre essere tutelate anche quando costituiscono un ingrediente all’interno di un altro prodotto. Infine, i produttori avranno margini di manovra più ampi per contrastare le pratiche commerciali pregiudizievoli per l’immagine e il valore dei loro prodotti, compreso l’abbassamento dei prezzi.

In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue

Una volta che il Consiglio lo adotterà formalmente, il regola- mento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale Ue; la sua entrata in vigore è prevista nella prima metà  del prossimo mese.

Le nuove norme - spiega Paolo De Castro, relatore del provvedimento per il Parlamento europeo - faranno evolvere un sistema senza eguali nel mondo, capace di generare valore senza investire alcun fondo pubblico ma rafforzando i consorzi, veri motori per lo sviluppo di Dop e Igp.

Italia in testa per le eccellenze

Con 892 prodotti riconosciuti tra alimentari, vini e liquori, l’Italia è il Paese in Europa con il maggior numero di Dop.

Complessivamente, si tratta di un comparto che vale otre 20 miliardi di euro e dà lavoro a 890mila persone lungo tutta la filiera.

L’approvazione del regolamento è un risultato importante perché per la prima volta il settore ha a disposizione un’unica base legislativa.

Soddisfazione per il risultato raggiunto in Europa arriva da tutte le associazioni agroalimentari italiane, sia agricole che industriali.

Riforma Ue Dop e Igp: c'è il via libera

Dalla difesa del sistema delle indicazioni geografiche europee - sottolinea il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - dipende la lotta al falso made in Italy alimentare, che nel mondo vale oltre 120 miliardi di euro.

Mentre per Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori italiani al Sole 24 Ore ha dichiarato:

così Bruxelles dà prova di lavo- rare per un modello agroalimentare più solido, orientato alla semplificazione e alla protezione degli agricoltori, in modo da renderli sempre più competitivi e sostenibili.

Igp un pilastro dell'agroalimentare

Le Indicazioni geografiche a livello europeo sono cresciute nel corso degli ultimi decenni fino a diventare un pilastro della politica europea.

Le imprese italiane hanno creduto nel valore di questi prodotti, talvolta dimenticati, e investito risorse importanti per riportarli alla ribalta, tutelarne la qualità, l’aderenza alle tradizioni, i legami con il territorio.

In Italia si contano 57 denominazioni riconosciute nel settore lattiero-caseario: a livello nazionale, i formaggi rappresentano la categoria più importante in termini economici, con circa il 60% del valore alla produzione dell’intero comparto del cibo Dop e Igp.

Ora è essenziale che il sistema italiano dei consorzi non subisca modifiche sostanziali, ma che venga piuttosto migliorato attraverso il recepimento di alcuni elementi presenti nello stesso te- sto comunitario.