Grano, i prezzi salgono ancora: mancato accordo Russia e maltempo
Grano, i prezzi salgono ancora: mancato accordo con la Russia e maltempo le cause
Grano, i prezzi sono continuati a salire per tutto luglio, fondamentalmente per due fattori principali: il mancato accordo con la Russia e maltempo.
La produzione è in calo a causa delle condizioni climatiche. E il mancato accordo con la Russia sta cambiando gli equilibri.
Il prezzo del grano continua quindi a salire e le cause sono da ricercare in due fattori determinanti. Il primo riguarda l'aspetto climatico, con la prima parte del 2023 che si è resa protagonista di condizioni pessime.
L'altro fa riferimento alla situazione legata alla guerra in Ucraina, con la decisione della Russia di non rinnovare l’accordo sul grano che consentiva di far passare dal Mar Nero i prodotti agricoli verso l’Europa.
Stimato un forte calo
Secondo le stime di Copa (rappresenta oltre 22 milioni di agricoltori europei) e Cogeca (difende gli interessi delle cooperative agroalimentari), le aziende agricole europee potrebbero dover far fronte a una forte riduzione della produzione di cereali, con un calo previsto fino al 60% rispetto allo scorso anno.
Per i cereali si tratterebbe del peggior raccolto dal 2007 e di un -10% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. L'unico dato positivo è previsto per il mais, dove le stime parlano di un eventuale +12%.
Ma al di là dei numeri, sembra preoccupare – sempre causa maltempo – anche la qualità della produzione in molte regioni. Ma questo sarà un aspetto che sarà valutabile meglio in itinere.
Accordo sul grano scaduto
Come anticipato, l’accordo sul grano è ufficialmente scaduto e la Russia ha spiegato di non volerlo rinnovare.
L’intesa tra Kiev e Mosca – che era stata raggiunta con la mediazione di Turchia e Onu – garantiva un corridoio sicuro per il commercio dei cereali.
Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di non prorogarlo, almeno fino a quando non "saranno soddisfatte tutte le condizioni" che erano previste nell’accordo; il quale permetteva soprattutto ai Paesi in via di sviluppo di beneficiare delle esportazioni di grano garantite dall’intesa.
Altre soluzioni
L'alternativa al passaggio attraverso il Mar Nero, per il grano ucraino, non è certamente priva di insidie.
Perché a quanto pare l'unica soluzione sembra essere quella di sfruttare il passaggio "via terra", attraverso i paesi confinanti (fatta eccezione ovviamente per Russia e Bielorussia). Ma emergono delle difficoltà logistiche che porterebbero inevitabilmente a dei tempi più lunghi e a una capienza ridotta di trasporto.
Insomma, ad oggi la situazione sembra tutt’altro che rassicurante.
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