Kubota, utile operativo +65%: boom che scuote il settore
Kubota corre nel 2026: ricavi a 1.690,3 miliardi di yen, utile operativo +64,7%, Farm & Industrial Machinery all’88,6%
Kubota ha chiuso il primo semestre 2026 con un fatturato consolidato di 1.690,3 miliardi di yen, circa 9,1 miliardi di euro, in crescita del 16,2% sullo stesso periodo del 2025. L'utile operativo balza del 64,7%, a 235,6 miliardi di yen: un salto che il costruttore giapponese attribuisce a maggiori volumi e revisioni di prezzo, supportati da tassi di cambio favorevoli e dai rimborsi tariffari USA.
Il gruppo Kubota ha rivisto al rialzo anche le stime per l'intero 2026: fatturato atteso a 3.280 miliardi di yen (oltre 18 miliardi di euro) e utile operativo a 400 miliardi di yen (oltre 2 miliardi), rispettivamente 130 e 100 miliardi di yen in più rispetto alle previsioni precedenti. Nella revisione pesano aspettative di ulteriore deprezzamento dello yen e il contributo dei rimborsi tariffari USA, oltre all'effetto di volume generato da mercati chiave.
Risultati Kubota 2026: come cresce il fatturato
Il traino principale arriva dal segmento Farm & Industrial Machinery, che da solo genera 1.496,9 miliardi di yen, pari all'88,6% del fatturato consolidato, con un incremento del 18,1%. È la conferma che il gruppo non dipende da un singolo prodotto: dentro questa divisione convivono trattori, macchine per la risicoltura, attrezzature da cantiere e motori industriali.
Dentro questo segmento la crescita si divide tra Giappone, +13,1%, e mercati esteri, +18,9%: è la componente internazionale a spingere di più, coerente con la strategia di espansione globale illustrata nel piano di crescita Kubota per lo smart farming presentato ad Agritechnica 2025. Il business agricolo in senso stretto ha prodotto 1.125,4 miliardi di yen, +13,1% sul primo semestre 2025, un ritmo comunque solido anche se inferiore alla media del segmento allargato.
Mercati e divisioni che spingono ricavi e utili
La lettura che Kubota dà dei propri numeri insiste su un punto: la crescita non nasce da un solo mercato o da una sola linea di prodotto, ma da un portafoglio che copre trattori compatti e di media potenza, attrezzature per il verde, macchine movimento terra e motori. Nel semestre, però, la domanda di trattori in Nord America nei segmenti 0–40 CV e 40–100 CV si è indebolita, mentre a trainare sono soprattutto il mercato indiano e le macchine da costruzione.
Per il mercato europeo, e quindi italiano, la nota ufficiale conferma che l'area resta centrale nei piani di espansione: la revisione al rialzo delle stime annuali riflette ordini e volumi ancora sostenuti, pur con andamenti diversi tra aree e prodotti. Non ci sono, allo stato attuale, indicazioni ufficiali su variazioni di disponibilità prodotto o tempi di consegna in Italia, ma il quadro finanziario segnala una rete di produzione e fornitura che regge il passo della domanda estera.
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