Buone notizie per biometano e la filiera ad esso connessa, visto che è stato sbloccato il decreto da 1,7 miliardi previsti nel Pnrr.

È una notizia importante se consideriamo che in conseguenza agli incentivi avvieranno investimenti per potenziare la produzione delle imprese agricole.

Le ricadute? Ovviamente positive; il Consorzio italiano Biogas (Cib) stima in otto miliardi di metri cubi (dei quali 6,5 miliardi dal settore agricolo e 1,5 miliardi dal riutilizzo dei rifiuti organici), il biogas e il biometano realizzati grazie alla manovra.

Biometano, sbloccato il decreto da 1,7 miliardi previsti nel Pnrr

Tradotto si tratta di una copertura pari al 15 e il 20% del fabbisogno italiano di gas, riducendo l’impatto della attuale crisi russo-ucraina, grazie alla reintroduzione nel ciclo di produzione del biogas di scarti agricoli e zootecnici e sottoprodotti industriali e di approccio colturale alle coltivazioni da trinciato.

Verso il bonus impianti biogas?

È di una settimana fa la firma da parte del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, di un nuovo decreto in materia di incentivi per la produzione di biogas e biometano che consentirà di avviare gli investimenti per potenziare la produzione italiana e ridurre la dipendenza dal gas estero.

Si tratta del provvedimento che sblocca la misura del Pnrr per la quale sono stanziati 1,7 miliardi di euro per ringiovanire gli impianti esistenti o costruirne di nuovi, incrementando ed efficentando la produzione italiana di biometano sostenibile.

Biometano, sbloccato il decreto da 1,7 miliardi previsti nel Pnrr

È una firma non da poco anche perché si tratta di una produzione d pieno campo per le colture da trinciato, ma soprattutto a quella zootecnica (gestione reflui zootecnici) che attraverso la produzione di biogas riduce il proprio impatto ambientale e ottiene al tempo stesso una fonte di energia a costi ridotti.

Aspetto di non poco conto considerato che la filiera zootecnica è tra quelle più toccate dall'impennata dei costi energetici e di esercizio per l gestione della stalla.
 

Otto mesi di stand by dall'Ue

Si tratta di un provvedimento molto atteso dai produttori italiani e che è rimasto in sospeso per troppo tempo.

La Commissione Ue ha impiegato oltre otto mesi per dare l’ok al provvedimento notificato dall’Italia nello scorso novembre. Adesso arriva questa misura chiave per accelerare sul rafforzamento della produzione di biogas e biometano agricolo, come ha dichiarato ha commentato il presidente del Consorzio italiano biogas, Piero Gattoni:

È decisivo passare al più presto alla fase degli investimenti.

Adesso dobbiamo accelerare con l’adozione delle procedure applicative per l’apertura delle prime aste. La filiera del biogas e biometano può arrivare a coprire tra il 15 e il 20% del fabbisogno italiano di gas. Un’opzione fondamentale per un Paese alla ricerca di strade per diversificare le forniture di gas dalla Russia.

Restano aperti alcuni nodi critici. Il Governo dovrebbe intervenire sul testo per permettere davvero al settore primario di dare un contributo effettivo nella risoluzione della crisi energetica.

Lo sblocco del Decreto Fer 2

Tra le misure ferme e che potrebbero dare nuovo impulso al settore, c’è infatti anche il Decreto Fer 2, il provvedimento che sostiene attraverso incentivi dedicati la produzione elettrica di impianti rinnovabili innovativi tra cui quelli destinati al biogas.

Biometano, sbloccato il decreto da 1,7 miliardi previsti nel Pnrr


Il decreto, atteso dal settore da più di cinque anni, è stato all’esame della Conferenza Unificata. Il presidente del Cib ha commentato:



La necessaria accelerazione sugli investimenti del Pnrr (che oggi hanno un ritardo medio di 12 mesi) e il nodo relativo al Decreto Fer2 rappresentano solo un aspetto del problema, quello relativo agli investimenti strutturali e di più ampio periodo. L’altra riflessione da avviare subito è cosa fare nel breve termine.

Come imprese agricole e agroindustriali ci avviamo ad avere la terza ondata di razionamento: abbiamo affrontato prima la mancanza di fertilizzanti, poi quella di acqua, ora andiamo verso la gestione efficiente del gas (se non il vero e proprio razionamento) in autunno.

Come produttori stiamo vivendo un paradosso: da un lato abbiamo un sistema di incentivi inadeguato a una realtà di grande incremento dei costi. Dall’altro ci confrontiamo con un meccanismo che ci spinge a immettere energia elettrica in rete a un prezzo inferiore al prezzo di mercato. I nostri impianti stanno producendo a 280 euro a megawatt e al tempo stesso acquistano energia a 650 euro.

Occorrerebbe andare verso un sistema in cui un produttore possa fare accordi di filiera di medio periodo con le industrie per avere una riduzione del costo della bolletta incrementando la parte di energia autoconsumata. Bisogna rivedere un sistema che è troppo rigido.

Attendiamo da aprile che dal Gse ci dicano come produrre quel 10-15% di energia in più a prezzi di mercato mentre restiamo vincolati a un tetto prefissato. Serve quindi una strategia a due livelli: da un lato rendere più flessibile l’attuale produzione rendendo la filiera più efficiente.

E nel medio lungo termine far sì che le risorse del Pnrr per il biometano si traducano presto in investimenti effettivi.

Biometano, sbloccato il decreto da 1,7 miliardi previsti nel Pnrr