Caro materie prime: una botta per i contoterzisti
Prezzi materie prime: botta ai contoterzisti. Ecco la situazione e le sue dinamiche complete spiegate da Aproniano Tassinari di UNCAI
Il caro materie prime si sta rivelando sempre di più un problema non da poco per i contoterzisti. Ci spiega il motivo Aproniano Tassinari, presidente di Uncai, l'Unione nazionale dei contoterzisti aeromeccanica e industriali
"La sommatoria di pandemia, calo delle produzioni, carenza di materie prime e speculazione non può essere gestita dalle singole aziende agricole o agromeccaniche e difficilmente lo può essere politicamente. Occorre affiancare all’accresciuta sensibilità ambientale l’innovazione genetica e agromeccanica e un uso scientifico di tutte le risorse disponibili"
Aumenti prima di tutto energetici
In Europa il gas ha raggiunto aumenti nell’ordine del 300%, la curva dei costi energetici è un proiettile che piomba sui costi di produzione, del carburante, delle sementi e dei fertilizzanti necessari per avviare la stagione agraria con le prime lavorazioni agromeccaniche.
La stasi dei tariffari agromeccanici
In questa situazione di caro materie prime, i tariffari delle lavorazioni agromeccaniche sono pressoché fermi da diversi anni. Nella situazione attuale i contoterzisti lottano contro i rincari, contenendo i costi, consapevoli che ogni aumento peserebbe sulle aziende agricole e avrebbe delle ricadute sui consumi.
“La sommatoria di pandemia, calo delle produzioni, carenza di materie prime e speculazione non può essere gestita dalle singole aziende agricole o agromeccaniche, neppure all’interno di un nuovo accordo di ripartizione del valore nella filiera agroalimentare che coinvolga anche distribuzione e industria”, aggiunge il Presidente di Uncai. “Le tensioni di mercato si risolvono con l’aumento delle produzioni agricole al fine di raggiungere quella autosufficienza alimentare europea auspicata da Bruxelles un anno fa, al culmine dell’emergenza coronavirus”.
La ricetta per Uncai passa da un’accresciuta sensibilità ambientale supportata dall’innovazione genetica e agromeccanica e da un uso scientifico delle risorse, dall’acqua alle bioenergie, al sole, senza lasciar fuori nulla.
“Le risorse in arrivo dell’Europa devono essere utilizzate coerentemente e completamente per l’autosufficienza alimentare e la sostenibilità economica del sistema agricolo, senza compromessi pseudoscientifici. Occorre ascoltare e seguire di più la scienza, le accademie, le università. C’è troppa politica nell’agricoltura e ancora pochi tecnici nei posti chiave per discutere della fattibilità di progetti e strategie”, conclude il Presidente Tassinari.
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