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Riceverai 64,30 €/ha? Controlla se il tuo campo rientra

Pagamenti per ettaro legati alla Domanda unica PAC 2026, con impatti diversi su cereali, olivo, mais e piani di concimazione aziendali

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il sostegno pubblico contro il caro-fertilizzanti è operativo dall’estate 2026 e compensa i maggiori costi sostenuti dalle aziende a partire dal 1° marzo 2026. Riguarda cereali, mais, olivo e altre colture individuate dal Masaf, il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con importi da 25,55 a 64,30 euro per ettaro.

Non serve presentare alcuna domanda aggiuntiva: gli organismi pagatori individuano i beneficiari incrociando gli ettari dichiarati nella Domanda unica PAC 2026 presentata entro il 25 luglio scorso. Il costo complessivo stimato dell'aumento dei fertilizzanti per le aziende italiane è di 396,7 milioni di euro, a fronte di una dotazione pubblica che in parte lo compensa con pagamenti automatici.

Aiuti coltura per coltura: chi prende cosa

Il pacchetto riguarda cereali, mais, foraggere non leguminose, barbabietola da zucchero, girasole, colza, olivo e nocciolo, con importi differenziati in base al costo di concimazione tipico di ciascuna coltura. Il mais da granella, che richiede apporti azotati più intensivi, riceve il contributo più alto, pari a 64,30 euro per ettaro, mentre l'olivo si ferma a 25,55 euro per ettaro.

Caro fertilizzanti, come cambiano gli aiuti coltura per coltura
Gli importi del sostegno variano in funzione delle colture e dei relativi fabbisogni di concimazione OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Le colture non comprese nella riserva di crisi non restano scoperte, perché possono accedere a indennizzi compensativi gestiti direttamente da Regioni e Province autonome. I criteri e le tempistiche variano territorio per territorio, secondo una logica già sperimentata per altre emergenze di prezzo agricolo, e riprendono lo schema dei precedenti aiuti fertilizzanti per il grano duro.

Il finanziamento passa dai fondi dello sviluppo rurale, attivabile tramite modifica del Piano strategico nazionale 2023-2027, e non da un fondo emergenziale separato. Questa scelta tecnica lega l'intervento alla programmazione PAC ordinaria invece che a uno stanziamento straordinario, con riflessi concreti sui tempi di pagamento in azienda.

Norme UE, importi complessivi e ruolo delle Regioni

La base giuridica è il Regolamento di esecuzione UE 2026/1894 del 27 luglio 2026, che ha attivato la riserva di crisi della PAC contro il caro-fertilizzanti collegato alla crisi in Medio Oriente. All'Italia sono stati assegnati 45,6 milioni di euro europei, integrati con cofinanziamento nazionale fino a una dotazione complessiva di 136,8 milioni di euro.

La quota nazionale aggiuntiva ammonta quindi a circa 91,2 milioni di euro, che si sommano ai 45,6 milioni dell’Unione europea. Il decreto ministeriale Masaf, definito a settembre 2026 dopo l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, ha reso operativa la misura con riparti regionali già comunicati, come per il Veneto che riceve quasi 15 milioni di euro.

Le amministrazioni regionali hanno iniziato a informare gli agricoltori tramite propri canali, senza richiedere ulteriore burocrazia a chi ha presentato la Domanda unica PAC 2026. Per ogni azienda agricola conta quindi verificare le superfici ammissibili e la coltura prevalente, così da stimare l’entrata attesa e coordinarla con i piani colturali 2026-2027.

Scadenze, crediti d'imposta e cash flow aziendale

Le scadenze finanziarie sono due e non coincidono con l'arrivo dei soldi in azienda: la quota europea di 45,6 milioni di euro va versata integralmente entro il 28 febbraio 2027, mentre la dotazione complessiva, inclusa la parte nazionale, deve essere erogata entro il 31 maggio 2027. Per chi pianifica il cash flow, il contributo va considerato su un orizzonte di oltre un anno.

Il credito d'imposta fertilizzanti, introdotto dal decreto-legge 89/2026 fino al 30% della spesa sostenuta, resta per ora sulla carta. Manca infatti il decreto attuativo MASAF-MEF con i codici tributo per la compensazione, quindi chi programma gli acquisti di concime non può ancora inserirlo con certezza nei bilanci di breve periodo.

Diverso lo stato del credito d'imposta sui carburanti agricoli, già operativo dal decreto interministeriale del 27 luglio 2026. Le domande vanno presentate su piattaforma AGEA entro il 30 settembre 2026, con compensazione utilizzabile fino al 31 dicembre, secondo quanto stabilito dalle istruzioni applicative diffuse a fine luglio.

Per i contoterzisti e le aziende con superfici estese, l'incastro tra pagamento automatico PAC, credito carburanti già attivo e credito fertilizzanti ancora sospeso richiede una pianificazione degli acquisti di concime scaglionata. È prudente evitare di anticipare spesa contando su un beneficio fiscale non ancora esigibile, usando invece la PAC 2026 sul caro fertilizzanti come riferimento per i pagamenti automatici e le indicazioni regionali per le misure aggiuntive.