Scarti di riso che valgono: pannelli per facciate e reddito
25 professionisti, oltre 100 agricoltori, RH-FACE e Biennale di Architettura di Venezia 2025: Ricehouse porta il riso in facciata
Paglia e lolla di riso, per decenni considerate solo uno scarto da smaltire, diventano oggi pannelli isolanti, intonaci e facciate ventilate per l'edilizia. È il modello messo a punto da Ricehouse, società benefit nata dieci anni fa tra le risaie del Biellese dall'incontro tra un'architetta, Tiziana Monterisi, e un geologo, Alessio Colombo. L'azienda oggi coinvolge 25 professionisti e più di 100 agricoltori locali in una filiera che trasforma un residuo agricolo in materia prima per la bioarchitettura.
Da scarto agricolo a materiale da costruzione
All'inizio la diffidenza tra i produttori di riso era comprensibile: cedere paglia e lolla, sottoprodotti ingombranti e difficili da smaltire, a due professionisti che volevano farne materiali edilizi sembrava un'idea poco concreta. Con il tempo il rapporto si è consolidato, perché Ricehouse ha dimostrato che questi scarti hanno caratteristiche naturali compatibili con i requisiti richiesti ai materiali da costruzione sostenibili, aprendo un canale di reddito aggiuntivo per le aziende risicole coinvolte.
Secondo quanto riportato nella Relazione di Impatto 2024 della società, il catalogo prodotti comprende pannelli strutturali in legno e paglia, pannelli isolanti e intonaci a base di sottoprodotti del riso, pensati per contropareti interne, facciate ventilate e pavimentazioni esterne. È un modello di business che valorizza l'intera filiera risicola, dal campo alla cantierizzazione, riducendo gli sprechi di una coltivazione che genera grandi quantità di residui ogni stagione. Ciò che per l'agricoltura è un residuo diventa, per l'edilizia, una risorsa da lavorare.
La stessa Monterisi sintetizza il principio alla base del progetto: «Lolla e paglia, con le caratteristiche naturali, soddisfano i requisiti richiesti ai materiali destinati alla bioarchitettura e quelli applicabili a prodotti trasversali per un modello di spazio abitativo naturale e sano». Una logica che si inserisce nel più ampio filone dell'agricoltura circolare basata sulla valorizzazione dei sottoprodotti di filiera, dove gli scarti di una lavorazione diventano input per un altro settore produttivo.
Le facciate ventilate a base di lolla di riso
Il prodotto più riconoscibile della gamma è RH-FACE, sistema di rivestimento per facciate ventilate composto da profili realizzati con un compound a base di silice ricavata dalla lolla di riso, integrata con una piccola percentuale di PVC riciclato. I profili possono essere montati sia in orizzontale sia in verticale, hanno un aspetto simile al legno esotico ma restano completamente riciclabili a fine vita, caratteristica che li distingue dai rivestimenti lignei tradizionali soggetti a trattamenti chimici.
Per gli impieghi in edifici con requisiti antincendio più stringenti, come strutture tecnologiche o industriali, il sistema è disponibile anche in versione certificata NRO per la reazione al fuoco. Questa doppia declinazione, estetica ma anche prestazionale, ha permesso a Ricehouse di collocare il prodotto sia in contesti residenziali sia in progetti dove la normativa sulla sicurezza edilizia impone standard più severi, ampliando il mercato potenziale oltre la nicchia della bioarchitettura.
Progetti pilota e riconoscimenti internazionali
La visibilità del modello Ricehouse è cresciuta attraverso progetti pilota e installazioni che hanno portato i materiali derivati dal riso su palcoscenici internazionali. Tra questi, la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2025 con installazioni come "A Matter of Radiance", "Fabbrica dell'Aria" e "Geology of Britannic Repair", tutte costruite impiegando materiali provenienti dalla filiera risicola come elemento centrale del progetto espositivo.
Più recentemente, secondo quanto documentato dalla rivista Wallpaper*, Ricehouse ha progettato un edificio residenziale in Piemonte in cui gli scarti risicoli vengono impiegati come isolamento tra pannelli prefabbricati in abete, un approccio in linea con i principi della green building applicati alla scala dell'abitazione singola. Un ulteriore filone di ricerca riguarda il Nature-based Retrofit System (NoRS), sistema prefabbricato di retrofit di facciata a base biologica assemblato a secco con pannelli in paglia di riso lavorati a controllo numerico, confrontato per prestazioni con equivalenti sistemi in legno secondo quanto descritto sulla rivista scientifica AGATHÓN.
Esperienze simili emergono anche fuori dai confini italiani: in Portogallo lo studio Summary ha realizzato la "Rice Husk House", casa prefabbricata i cui pannelli di involucro sono costituiti da lolla di riso, mentre a Esmoriz un progetto di ricerca denominato "RiceHUSK+" ha portato alla costruzione di un'abitazione con pannelli dello stesso materiale, segno che la valorizzazione degli scarti risicoli in edilizia non è un caso isolato ma una tendenza che attraversa più paesi europei.
Perché il modello interessa l'agricoltura professionale
Per le aziende risicole, la vendita di paglia e lolla a filiere come quella di Ricehouse rappresenta un'integrazione di reddito che riduce anche i costi di smaltimento di un sottoprodotto ingombrante. È un meccanismo economico che si affianca ad altre forme di valorizzazione degli scarti agricoli già sperimentate nel settore, come la produzione di biometano da reflui zootecnici, e che richiede agli operatori una gestione più attenta della logistica di raccolta e stoccaggio dei residui di lavorazione.
Il caso Ricehouse si inserisce in un contesto più ampio in cui la coltivazione del riso viene ripensata anche sotto il profilo tecnologico, con strumenti che permettono un monitoraggio più preciso delle risaie attraverso sensori e dati satellitari applicati alla gestione della risaia. Un miglior controllo della resa in campo si traduce, a valle, in una programmazione più efficiente anche dei volumi di paglia e lolla destinati alla filiera edilizia, elemento non secondario per chi deve pianificare vendite e stoccaggi su base annuale.
Progetti di ricerca e finanziamenti europei continuano a sostenere iniziative di economia circolare che collegano agricoltura e altri settori produttivi, un ambito in cui rientrano anche i programmi legati a Horizon Europe e LIFE per la sostenibilità dei sistemi agricoli. Per i produttori di riso, aderire a filiere come quella di Ricehouse significa entrare in un circuito che unisce redditività aziendale, riduzione dell'impatto ambientale e una domanda crescente di materiali da costruzione naturali certificati.
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