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Le 4 mosse che salvano le brassicacee nelle prime 4 settimane

Beloukha, Rapsan 500 SC, Lentagran 45 WP, Privium: 4 mosse in 4-6 settimane per cavolfiore e cavolo cappuccio

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Nelle brassicacee, da cavolfiore a cavolo cappuccio, il diserbo si gioca nelle prime 4-6 settimane dopo il trapianto. In questa finestra, un campo pulito fa la differenza tra piante che chiudono presto la fila e lotti asfissiati da graminacee e dicotiledoni. Per ottenere questo risultato serve combinare in modo mirato pre-trapianto, post trapianto, post emergenza e lavorazioni meccaniche.

Le esperienze di campo mostrano che non basta un passaggio chimico isolato, specie su specie difficili o dove si teme la resistenza agli erbicidi. Nelle brassiche, inoltre, la sensibilità ai residui è elevata, quindi occorrono prodotti selettivi e attrezzature precise. Un programma integrato consente di modulare dosi e momenti di intervento, limitare fallanze, evitare fitotossicità e sfruttare anche rotazioni e lavorazioni superficiali per alleggerire la pressione delle infestanti.

Diserbo brassicacee: le 4 soluzioni da conoscere
Il diserbo delle brassicacee è particolarmente importante nelle prime settimane dopo il trapianto, quando cavoli e cavolfiori competono con le infestanti per acqua, luce e nutrienti. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Diserbo delle brassicacee, le quattro soluzioni

Un programma completo di diserbo delle brassicacee comprende tre fasi chimiche più una meccanica. In pre trapianto si utilizza un erbicida non selettivo a contatto, in post trapianto precoce un residuale di suolo, in post emergenza fogliare selettivo sulle dicotiledoni e, a parte, un graminicida specifico. A questi si aggiunge la sarchiatura interfilare per rifinire fra le file.

Tra i prodotti oggi impiegati si segnala Beloukha, a base di acido pelargonico (680 grammi per litro), che agisce come non selettivo di contatto prima del trapianto con dose massima di 16 litri per ettaro. Nel post trapianto si inserisce Rapsan 500 SC, metazachlor 500 g/L, applicato a 1,5-2 litri per ettaro con azione residuale, seguito da Lentagran 45 WP e Privium nelle fasi successive.

Pre-emergenza e post-emergenza nelle brassicacee

Nelle fasi iniziali la combinazione tra pre trapianto e post trapianto è decisiva per ridurre il carico di infestanti. Beloukha, grazie all’acido pelargonico, permette di “rasare” la flora spontanea prima del trapianto, purché il terreno sia ben preparato e l’infestazione emersa. Subito dopo il trapianto, Rapsan 500 SC crea un film residuale nel suolo, a 1,5-2 litri per ettaro, che limita nuove emergenze.

Quando le infestanti sfuggono al residuale o emergono più tardi, entra in gioco la post emergenza di Lentagran 45 WP, pyridate al 45%, con dose massima di 2 chilogrammi per ettaro all’anno. In appezzamenti dove si è già sperimentata post emergenza su colture come mais e soia, ad esempio con diserbo post-emergenza nel mais integrato e post-emergenza sulla soia, si sono viste le potenzialità e i limiti di questi interventi mirati.

Privium completa lo schema sulle graminacee, con fluazifop-p-butyl a 125 grammi per litro. Su cavolo cappuccio è utilizzato tra BBCH 13 e BBCH 45 a dosi da 0,75 a 2,5 litri per ettaro in funzione delle specie presenti. In un caso concreto, con forti attacchi di graminacee annuali fra la terza e la quinta foglia vera del cavolo, Privium ha contenuto le infestazioni senza sintomi evidenti di stress sulla coltura principale.

Rotazioni e lavorazioni superficiali

La rotazione colturale resta una delle leve principali per alleggerire la pressione delle infestanti nelle brassicacee. L’alternanza con colture come il mais o il girasole, dove si utilizzano schemi di diserbo integrato più diversificati, come mostrato dai programmi di diserbo integrato del girasole, aiuta a spezzare i cicli di specie problematiche e a distribuire sostanze attive differenti nel tempo.

Le lavorazioni superficiali del terreno, eseguite in pre semina o tra una coltura e l’altra, permettono di gestire la cosiddetta falsa semina e interrare residui di diserbi precedenti. Tuttavia, nelle brassicacee è essenziale evitare spostamenti di suolo profondi che possono riportare in superficie semi sepolti. Dopo impieghi di erbicidi residuali su colture precedenti, talvolta è necessario attendere almeno una stagione prima di reintrodurre brassiche, vista la loro elevata sensibilità ai residui.

Sarchiatura di precisione sulle brassicacee

La sarchiatura si colloca poco dopo il trapianto, quando le piante sono sufficientemente ancorate ma le infestanti sono ancora in stadio giovane. In questa fase la precisione delle attrezzature è determinante per non danneggiare le file di cavolo o cavolfiore, specialmente con interfile stretti. L’abbinamento di sarchiatrici con guida GPS e sensori consente di contenere meglio gli errori.

Esperienze su colture di pieno campo, come quelle sviluppate integrando pre emergenza e sarchiatura con guida satellitare nella soia, riportate per esempio nei programmi che integrano pre-emergenza e sarchiatura GPS sulla soia, indicano che la combinazione tra chimico e meccanico riduce la pressione delle infestanti senza aumentare eccessivamente l’uso di erbicidi. Sulle brassicacee questo approccio permette di ridurre le fallanze da fitotossicità e di rifinire dove i prodotti fogliari non riescono a coprire completamente il terreno.