Vai al contenuto principale

Rivalutazione quote e terreni: scadenza il 30 novembre

Rivalutazione quote e terreni: una scelta cruciale che richiede un’attenta analisi. La scadenza è il 30 novembre 2024

 Rivalutazione quote e terreni: scadenza il 30 novembre
Foto di: OmniTrattore.it

 
La rivalutazione di terreni e partecipazioni è una scelta cruciale che richiede un’attenta analisi, poiché ha carattere irreversibile. Grazie alla Legge di Bilancio 2024, i termini per effettuare questa operazione sono stati riaperti, consentendo a persone fisiche e società semplici di rivalutare i beni non detenuti in regime di impresa. La scadenza iniziale del 30 giugno 2024 è stata prorogata dal Decreto Legge 113/2024 alla giornata di domani, 30 novembre 2024.

Cosa significa rivalutare terreni e partecipazioni?

Rivalutare significa rideterminare il valore fiscale di un terreno o di una partecipazione, aggiornandolo al valore di mercato attuale tramite una perizia. Questo permette, in caso di vendita, di ridurre o azzerare le eventuali plusvalenze tassabili. La rivalutazione si applica sia a terreni edificabili e agricoli che a partecipazioni, siano esse negoziate o meno sui mercati regolamentati.

 Rivalutazione quote e terreni: scadenza il 30 novembre

Rivalutazione quote e terreni: scadenza il 30 novembre

Foto di: OmniTrattore.it

Adempimenti necessari

Per procedere con la rivalutazione, è necessario rispettare tre adempimenti principali. Il primo consiste nella redazione di una perizia di stima, che deve essere redatta da un esperto qualificato, il quale varia a seconda del bene oggetto di rivalutazione: per i terreni è richiesto l’intervento di geometri o agronomi, mentre per le partecipazioni è necessario rivolgersi a commercialisti o esperti contabili.

Il secondo adempimento è il versamento dell’imposta sostitutiva, pari al 16% del valore risultante dalla perizia. Questo importo può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2024, oppure rateizzato in tre quote annuali di pari importo, con l’applicazione di un interesse del 3% annuo sulle rate successive alla prima.

Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici: 8055 per la rivalutazione di partecipazioni non negoziate, 8056 per quella di terreni edificabili e agricoli, e 8057 per titoli, quote o diritti negoziati nei mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione. Infine, il terzo adempimento riguarda la corretta indicazione dei dati nella dichiarazione dei redditi, riportandoli nei quadri RM per i terreni e RT per le partecipazioni.

Vantaggi e significato fiscale

Il vantaggio principale consiste nella riduzione delle plusvalenze tassabili. Ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, il valore di acquisto del bene ai fini fiscali viene sostituito con il valore di perizia, spesso più vicino al prezzo di vendita. Questo porta a un’imposta sul reddito minore o nulla al momento della cessione del bene.

Tuttavia, è fondamentale sapere che questa scelta è irreversibile. Una volta versata l’imposta sostitutiva, non è possibile richiederne il rimborso, anche se la rivalutazione non viene utilizzata per calcolare la plusvalenza. Lo conferma l’Agenzia delle Entrate nella circolare 16/E del 2023, supportata anche da precedenti interpretazioni (circolari 1/E del 2021 e 35/E del 2004).

Confini terreni agricoli: come determinarli se c'è il dubbio

Sanzioni in caso di omissioni

Se il pagamento della prima rata perfeziona l’opzione, l’omissione delle rate successive comporta l’iscrizione a ruolo degli importi non versati e l’applicazione di una sanzione del 25% della maggiore imposta, in vigore dal 1° settembre 2024 (precedentemente al 30%).

La rivalutazione di quote e terreni rappresenta un’opportunità interessante per chi intende vendere questi beni, ma richiede una valutazione consapevole. La scadenza del 30 novembre 2024 è ormai vicina: per chi è interessato, è essenziale agire subito, assicurandosi di rispettare tutti gli adempimenti richiesti per beneficiare di questa misura.