Terreno agricolo: l'imposta di registro per la costituzione del diritto di superficie al 9%.

La tassazione con aliquota del 9% si basa sull’articolo 1, comma 1, primo periodo, della Tariffa, Parte prima, allegata al Dpr n. 131/1986.

Cade la tesi che riqualifica l’accordo in trasferimento tassato al 15% (prevista dal terzo periodo della medesima disposizione) in quanto il diritto di superficie si costituisce e non si trasferisce.

È il principio espresso dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma con la decisione n. 12706/21/2023, su un tema che continua a generare contenzioso.

Terreno agricolo: imposta di registro al 9%

Costituzione o cessione su destinazione agricola

Su un proprio terreno a destinazione agricola, la società che costituisca un diritto di superficie a favore di altra società per un utilizzo alternativo dello stesso (es fotovoltaico), si vedrà liquidata un'imposta di registro del 9%, quale costituzione di diritto reale su bene altrui, mentre non è dovuta alcuna differenza rispetto all’applicazione dell’aliquota del 15%, come se si trattasse del trasferimento di un terreno in favore di soggetto diverso dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali.

Secondo l’Agenzia, nella nozione di trasferimento sarebbe compresa anche quella di costituzione dei diritti reali di godimento.

Terreno agricolo: imposta di registro al 9%

Invece, secondo la Cassazione, la costituzione di un diritto reale non comporta alcun trasferimento di diritti o facoltà del proprietario, ma soltanto una compressione del diritto di proprietà a favore di terzi.

Trasferimento... non costituzione

La costituzione del diritto di superficie su terreni da parte di cedente-costituente non seguirebbe quindi le regole dettate per gli atti aventi per oggetto il trasferimento: questo perchè il diritto di superficie si costituisce, e non si trasferisce (fonte il Sole 24 Ore).

In caso di servitù prediali, inoltre l'Agenzia ha poi riconosciuto il superamento delle proprie pregresse posizioni volte a sostenere, in sede di controllo degli atti, l’applicabilità dell’aliquota del 15 per cento.