La polizza assicurativa ad uso agricolo per la protezione delle colture da danni meteo e calamità naturali è ormai una necessità indiscutibile.

Il Piano di gestione dei rischi in agricoltura (Pgra) per la campagna 2024 non è ovviamente ancora stato deciso e ufficializzato. Ma presumibilmente ricalcherà a grandi linee il piano 2023.

Siccità, alluvioni, tropicalizzazione del clima, fitopatie, infestazioni parassitarie, epizoozie: l’agricoltura e l’allevamento sono in sofferenza. E’ indispensabile difendersi sottoscrivendo una polizza assicurativa, agevolata da un contributo dal 50 al 65%. Attenzione alle scadenze per la sottoscrizione delle polizze se si vuole ricevere il contributo.

Una situazione preoccupante

Il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media mensile in dicembre e gli stessi millimetri di agosto nel mese di gennaio 2023, fiumi e laghi con livelli idrometrici inferiori anche 2 metri allo standard stagionale sono segni evidenti di una siccità resa ancor più grave dall’assenza di neve in montagna, importante scorta idrica per l’agricoltura nei prossimi mesi.

Foto - assicurazione colture calamità

La Coldiretti, ha affermato che “Bisogna intervenire subito, portando acqua ai laghi e alzando il deflusso minimo vitale per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull'economia agricola e sull'equilibrio ambientale". In attesa delle opportune misure, se mai dovessero arrivare, un imprenditore agricolo (o un allevatore) come può tutelare il proprio reddito e difendere la propria azienda?

Il Piano Assicurativo Agricolo 2024.

In concreto, ai fini della copertura assicurativa dei rischi agricoli sull'intero territorio nazionale per l'anno 2024, verranno considerate probabilmente  assicurabili le produzioni vegetali, le strutture aziendali e gli allevamenti zootecnici indicati nel decreto.

I valori, assicurabili con le polizze agevolate, delle produzioni vegetali o animali, dei mancati redditi per il periodo di fermo degli allevamenti zootecnici colpiti da epizoozie, dei costi per il ripristino delle strutture aziendali e per lo smaltimento delle carcasse di animali morti sono calcolati applicando i prezzi unitari di mercato stabiliti con decreto del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali. Inoltre i valori assicurabili delle produzioni vegetali dovranno essere contenuti nel limite della produzione media annua calcolata ai sensi del Regolamento (UE) attualmente in vigore.

Garanzie assicurabili solo combinate in pacchetti

I rischi e le garanzie assicurabili saranno: avversità catastrofali, ossia alluvione, siccità, gelo e brina; avversità di frequenza, ovvero eccesso di neve, eccesso di pioggia, grandine e vento forte; avversità accessorie, cioè colpo di sole e vento caldo, sbalzi termici.

Queste garanzie potranno probabilmente essere configurate in diverse combinazioni: pacchetto all risk, che include avversità catastrofali, avversità di frequenza e coperture accessorie; pacchetto con almeno 3 avversità catastrofali e almeno una di frequenza ma senza accessorie; pacchetto con almeno 3 avversità di frequenza più almeno una accessoria; pacchetto con 3 catastrofali.

Foto - assicurazione colture calamità

Dal punto di vista operativo ci saranno due schemi di polizza: con soglia di danno o senza soglia di danno. Le prime prevedono una soglia di danno, quantificato come differenza tra resa effettiva del raccolto e resa assicurata (tenendo conto anche della eventuale compromissione della qualità), superiore al 30%, da applicare sull'intera produzione assicurata per Comune. In caso di allevamento, invece, tutela riguarda il mancato reddito per la riduzione sia dei capi di bestiame che della produzione di latte.

Con le stesse polizze che assicurano le avversità atmosferiche con soglia di danno sulle colture potranno essere assicurati anche i danni da fitopatie e attacchi parassitari, nonché le epizoozie degli allevamenti bufalini e bovini. Le polizze senza soglia di danno, invece, sono relative ai danni causati alle strutture aziendali e agli allevamenti (morte degli animali).

La copertura assicurativa, in entrambi i casi, sarà sempre riferita all'anno solare o all'intero ciclo produttivo di ogni singola coltura o allevamento. La calamità naturali e le avversità atmosferiche assimilabili per l’eccezionale intensità, s’intenderanno automaticamente riconosciute purché siano verificabili i dati meteo, i dimostri il nesso di causalità tra vento e danno ed i danni siano estesi anche agli appezzamenti limitrofi.

Quali sono le agevolazioni?

La stipula delle polizze è favorita dall’erogazione di contributi sui premi assicurativi da parte dell’Agea. Le percentuali massime varieranno dal 50 al 65% a seconda che la polizza sia con o senza soglia di danno.

La spesa per premi ammissibile per il contributo è pari al minor valore risultante dal confronto tra la spesa premi ottenuta applicando i parametri contributivi calcolati dall'ISMEA, secondo le specifiche tecniche riportate nel decreto, e la spesa premi risultante dal certificato di polizza.

Foto - assicurazione colture calamità

Il Pgra 2024 prevederà probabilmente un termine differenziato in base al ciclo delle colture  entro il quale devono essere sottoscritte le coperture per poter beneficiare del sostegno pubblico. La prima scadenza sarà fissata per maggio 2024 per le colture a ciclo autunno primaverile e permanenti; fine giugno per le colture a ciclo primaverile e per l’olivo; metà luglio per le colture a ciclo estivo, di secondo raccolto, trapiantate, vivai di piante arboree da frutto, piante di viti porta innesto, vivai di viti e pioppelle; fine ottobre per le colture a ciclo autunno invernale, colture vivaistiche al netto di quelle elencate nella scadenza precedente. Per le colture che sono trapiantate o seminate successivamente alla scadenza indicate nei punti precedenti, il termine è rappresentato dalla scadenza successiva alla data di semina o trapianto.