Il tema della revisione dei trattori agricoli continua ad essere il più dibattuto e ricercato sul web. Questo perchè la quota di macchine agricole usate in Italia è ancora ingente in Italia, ma soprattutto perchè, come abbiamo più volte raccontato, il tema della revisione dei mezzi agricoli è in totale stand by ormai da anni. 

I termini per la revisione delle macchine agricole scadranno a fine dicembre (per l’esattezza entro quella data dovranno essere sottoposti a revisione i trattori e le macchine operatrici immatricolati prima del 1984).

Per capire cosa potrebbe succedere abbiamo chiesto un aggiornamento a FederUnacoma, l'associazione che più si è battuta per sbloccare la normativa in stallo. Nello specifico abbiamo intervistato Domenico Papaleo, Funzionario Servizio Tecnico FederUnacoma ed esperto in tema di normativa inerente alla circolazione dei trattori agricoli.

Revisione trattori agricoli: l'ultimo aggiornamento 2023

Domenico Papaleo, Funzionario Servizio Tecnico FederUnacoma

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Revisione trattori: a che punto siamo?

Siamo ancora fermi al punto di partenza: nel lontano 2012 il Codice della Strada è stato modificato prevedendo l’emanazione a stretto giro di specifici provvedimenti attuativi della revisione; siamo alla fine del 2022 e questi ormai ‘famosi’ decreti attuativi non sono stati ancora pubblicati.

Morale della favola: sono passati 10 anni in cui ovunque si è parlato di revisione per i mezzi agricoli, purtroppo hanno continuato a perdere la vita tanti agricoltori, ma in concreto si è lavorato poco e male. Per diritto di cronaca, l’ultimo provvedimento sulla revisione dei mezzi agricoli è recente ed è stato un atto dovuto, infatti in mancanza dei decreti attuativi la Legge del 25 febbraio 2022 ha dovuto ulteriormente prorogare le date entro cui effettuare la revisione.

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Nel suo iter quali sono state le fasi e i punti critici che ne hanno portato allo stallo della revisione dei trattori agricoli, nella sua attuazione concreta?


Fin dall’inizio il meccanismo non ha mai girato alla perfezione perché la revisione è stata male interpretata da coloro che hanno pensato a un modo per costringere gli agricoltori a una rottamazione forzata dei vecchi trattori; in aggiunta a ciò, è stata percepita come l’ulteriore ‘balzello’ per gli agricoltori che periodicamente avrebbero dovuto sottoporre il veicolo a revisione.

Il meccanismo si è completamente inceppato quando è stata avanzata la richiesta di verificare in sede di revisione non solo gli aspetti attinenti la circolazione stradale (ad esempio l’usura degli pneumatici, i freni ecc) ma anche quelli più specifici per la sicurezza nei luoghi di lavoro e relativi al testo unico D.lgs 81/08.

La proposta di inserire la verifica di diversi aspetti (forse anche troppi) di sicurezza nei luoghi di lavoro ha complicato non poco le cose anche per la gestione di chi avrebbe dovuto effettuare queste verifiche, che richiedono competenze specifiche e non sempre reperibili su tutto il territorio nazionale.

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Cosa dovrebbe succedere a livello istituzionale per sbloccare la situazione di stallo?


È semplice: la politica, coadiuvata da dati statistici su correlazione tra casistica degli incidenti e obsolescenza del parco macchine, deve studiare in maniera scientifica e obiettiva la questione.

Sulla base di questa analisi di impatto, deve poi prendere decisioni definitive e motivate, senza farsi condizionare da fattori esterni o portatori di interesse a vario titolo. Finché manca questa obiettività politica, andremo avanti a proroghe e morti.

Nel corso di questi 10 anni si sono delineati due schieramenti ben definiti, i pro-revisione e coloro che, mi viene da dire con la forca e la falce, la osteggiano; ma partiamo già male perché ricordo che l’obiettivo primario è quello di ridurre le morti bianche: se la revisione non è ritenuta una soluzione efficace, ben vengano soluzioni alternative per raggiungere questo obiettivo.

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Revisione macchine agricole in Ue come funziona?

In diversi stati europei come la Germania e l’Austria la revisione dei mezzi agricoli è attiva già da molti anni.

Ma la vera notizia è che nel 2014 l’Unione Europea ha emanato la Direttiva 2014/45/CE che prescrive la revisione obbligatoria per i trattori con velocità superiore a 40 km/h, vale a dire per i moderni trattori Mother Regulation Tb ultimamente molto diffusi anche in Italia (b indica appunto velocità di progetto superiore a 40 km/h).

Questa direttiva è stata recepita dai diversi stati membri europei, ma in Italia, pur essendo stata regolarmente recepita, non è stata ancora applicata nonostante siano scaduti i termini previsti dalla legge europea.     

Pensiamo a "la revisione dei sogni": quale dovrebbe essere secondo FederUnacoma una revisione sensata e sostenibile per i trattori?


Domanda molto pertinente.  Andiamo per livelli. Per quanto riguarda le modalità operative una revisione sensata e sostenibile è una revisione basata sul buon senso e settata in funzione delle morti bianche in agricoltura.

Quindi è logico pensare a una revisione che verifichi essenzialmente quegli aspetti su cui c’è evidenza statistica di infortuni gravi o peggio ancora di morti: in concreto, per gli aspetti di circolazione stradale è indispensabile verificare spazi di frenatura, usura gomme, gioco sterzo, dispositivi di illuminazione; mentre per gli aspetti di sicurezza in campo, è prioritario verificare la presenza di ROPS, cinture di sicurezza, e le diverse protezioni delle parti in movimento (ventole, cardano ecc).

Riguardo eventuali altri ambiti di diagnosi o parti del trattore sui quali effettuare la revisione, il mio messaggio resta il seguente: pochi requisiti da controllare, ma ben mirati allo scopo di verificare la presenza e lo stato di efficienza di quegli elementi essenziali e vitali in grado di salvare la vita agli agricoltori. 

Sapete che questo basta a salvare 200 vite l’anno?  

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In fatto di logistica come triturereste la revisione trattori?

Se le verifiche sono quelle sopra citate, ne consegue che anche le attrezzature da utilizzare per la revisione e le competenze richieste sono più facilmente accessibili: questo consentirebbe di disporre su tutto il territorio nazionale di diversi centri in grado di poter effettuare la revisione.

Pertanto, oltre alle officine di macchine agricole, anche altri centri di revisione potrebbero essere opportunamente abilitati a effettuare la revisione.

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Parliamo di frequenza... e soprattutto di costi per la revisione

La frequenza della revisione trattori deve essere studiata in funzione della velocità dei mezzi agricoli e della loro età. In linea generale la periodicità di base deve essere 4 anni, da ridurre poi a 3 o 2 anni in funzione di quanto detto prima.

Per quanto riguarda i costi, sono la diretta conseguenza della tipologia di verifiche effettuate sulle macchine e delle attrezzature e competenze impiegate. Una revisione nei termini in cui finora proposta richiede costi di esercizio ragionevoli, in linea con quelli del settore automotive.