La revisione macchine agricole continua a essere un tema estremamente caldo e una questione legata a stretto giro con il mercato dei macchinari agricoli usati che in Italia sta avendo un peso non indifferente e che negli ultimi mesi sta vivendo una situazione quasi anomala: il mercato dei trattori usati cresce pur in un momento storico in cui il mercato dei trattori nuovi registra numeri da capogiro. in questo fenomeno è complice anche e soprattutto la crisi dei chip che ha allungato i tempi di consegna di trattori nuovi.

revisione trattori agricoli

Macchine usate che vengono reinveste sul mercato, rivendute anche a condizioni non proprio impeccabili a causa della forte domanda di trattori  di questi mesi. e questo significa un rallentamento del rinnovo del parco trattori-italiano, una frenata non solo al ricambio di macchinari obsoleti con macchine di nuova generazione più efficienti, ma anche e soprattutto più sicure.

Direttamente collegato a questo delicato aspetto c'è quello inerente alla revisione dei macchinari agricoli, tanto necessaria in una situazione di basso svecchiamento del parco agricolo usato circolante, ma che ancora una volta stenta a decollare, anche a causa del congelamento da parte delle istituzione in ragione delle crisi pandemica. 
Tutto ciò senza dimenticare che, in poco tempo, si dovranno revisionare circa 2 milioni di veicoli, con una media d’età che si aggira intorno ai 20 anni.

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L'impasse a livello politico

Sono trascorsi oltre sette anni da quando il legislatore ha deciso di introdurre la revisione dei mezzi agricoli (la partenza, secondo quanto stabilito dal Decreto Sviluppo bis DL 179 del 18 ottobre 2012, era fissata dal 1° gennaio 2014, ndr). Da allora, però, il decreto attuativo non ha ancora visto la luce e ciò non è più procrastinabile. La parte tecnica, propedeutica alla stesura della norma, mi risulta conclusa e quindi attendo che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile proceda velocemente all’emanazione perché il numero non trascurabile di decessi in agricoltura dipende anche da questo.

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È questo il pensiero del presidente della commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella (M5S) che ha presentato un incisivo aggiornamento sul travagliato iter del decreto attuativo della legge che istituisce la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli – provvedimento ritenuto cruciale per la messa in sicurezza dell’obsoleto parco macchine nazionale –  in occasione del suo intervenuto sul tema della sicurezza nell’uso dei mezzi agricoli, nel corso del convegno intitolato “Obiettivi e priorità del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione”, organizzato dall’Inail e svoltosi nell’ambito di EIMA International.
 

Lungaggini revisione trattori pari a una strage di Stato

Parole di fuoco quelle di Alessandro Malavolti, Presidente di Federunacoma, in occasione della conferenza stampa di apertura di EIMA 2021.

Il concetto è che la revisione delle macchine agricole, dopo tanti rinvii e finte ripartenze, è diventata ormai una sorta di “never ending story”, in cui il traguardo finale si allontana puntualmente ogni volta che sembra a portata di mano.

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Una intollerabile mancanza di epilogo che giustifica la fermezza con la quale il presidente di FederUnacoma si è espresso sulla questione nel corso della conferenza stampa di presentazione di Eima 2021 ricordando le gravissime conseguenze in termini di incidenti e infortuni sul lavoro di questo continuo procrastinare. «Una strage di Stato dovuta alla burocrazia», così l’ha definita, che è costata la vita di oltre 1.500 agricoltori e che ci ha resi «lo zimbello d’Europa», visto che tutte le nazioni UE hanno un decreto sulla revisione dei mezzi agricoli.

 L'innovazione passa paradossalmente dalle revisione 

L’obbligo di sottoporre a revisione i mezzi meccanici vecchi avrebbe l’obiettivo di ripristinare nelle macchine le condizioni funzionali e di sicurezza presenti all’atto della loro immatricolazione.

Questo al fine di contrastare la pratica, diffusa presso molte imprese agricole, di modificare arbitrariamente i mezzi meccanici per adibirli a funzioni diverse da quelle per le quali sono stati progettati esponendo così gli operatori a rischi altissimi.

Il provvedimento per la revisione può avere pertanto, sostiene la Federazione dei costruttori di mezzi agricoli, un effetto positivo sul mercato dei mezzi nuovi, spingendo le aziende agricole a dismettere quella parte di macchinario che non avrebbe alcuna possibilità di passare una revisione.

D’altra parte, come ha sottolineato Malavolti, mantenendo i tassi di ricambio delle trattrici nuove registrati mediamente nelle ultime stagioni, per sostituire interamente l’attuale parco circolante  (gran parte del quale di età superiore ai 20 anni) occorrerebbero 102 anni e mezzo.

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Serve meno burocrazia

Anche Confagricoltura nel corso di Eima ha fatto sentire la propria voce sul tema della revisione.

Il processo di revisione delle macchine agricole dovrà essere accompagnato da un adeguato, efficiente e condiviso impianto normativo ed organizzativo, da un tempo congruo, nonché da un piano straordinario di risorse adeguate ad accelerare l’ammodernamento del parco macchine italiano», ha dichiarato il vicepresidente di Confagricoltura Sandro Gambuzza, intervenuto  alla tavola rotonda del sopra menzionato convegno su “Obiettivi e priorità del nuovo piano nazionale sulla prevenzione.

Gambuzza ha poi chiesto che il processo di revisione venga reso più snello e focalizzato sui punti di controllo ritenuti prioritari per ciascuna tipologia di macchina oggetto di revisione, tenendo conto che il numero di veicoli che in poco tempo dovrà essere sottoposto a revisione, è stimato in circa 2 milioni, con mediamente 20 anni di età.
 

Revisione presso gli agricoltori

Inoltre, il processo di revisione dovrebbe prevedere la possibilità che i centri di controllo utilizzino unità mobili in grado di effettuare la revisione direttamente presso gli agricoltori.

«Questa – ha sottolineato il vicepresidente di Confagricoltura– è una pratica già in uso in alcuni territori con riferimento alle attività di riparazione. Ciò risulta anche fondamentale per salvaguardare determinate specificità territoriali, considerando che non sempre le officine di riparazione sono collocate in ambito rurale, nonché per la revisione dei trattori cingolati che altrimenti avrebbero notevoli difficoltà ad essere portati a revisione in centri fissi».

Gli incentivi al nuovo

Abbiamo aperto questo articolo con una premessa: il tema della revisione si intreccia con quello del rinnovamento del parco macchine. 
Gli incentivi per la sostituzione dei veicoli giocheranno un ruolo chiave nella sfida per il futuro dell’agricoltura, tanto in termini di resa quanto in termini di sicurezza e sostenibilità.

Ed ora si attende l’attuazione del Pnrr, che prevede un investimento specifico su innovazione e meccanizzazione nel settore, con 500 milioni di euro disponibili.