FPT Industrial in un'intervista esclusiva per OmniTrattore.it  mette luce sul ruolo del motore diesel nel futuro dell’agromeccanica.

Abbiamo cercato di capire con FPT Industrial sia fondamentale il diesel per i trattori di oggi? Quale sarà il ruolo del diesel nel futuro dell’agricoltura? E come si integrerà, in futuro, con alcune delle tendenze più importanti, come l’elettrificazione, l’ibridizzazione o i gas naturali?

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Ovviamente non è così semplice dare una risposta a queste domande, soprattutto quelle che riguardano il cosa succederà alla motoristica agromeccanica nel lungo perido, in particolare dopo l'anno del "Apocalisse endotermica": il 2035.

Marco Zanelli, responsabile sales off-road market segment FPT Industrial, ha cercato di analizzare lo scenario attuale e di immaginare cosa accadrà da qui in avanti.
 
 

Fiat Power Train (FPT): sparisce il diesel dai trattori?

In tempi di transazione "motoristica" che sta toccando il settore automotive quali sono le prospettive in tal senso per il settore agricolo?

Le normative sulle emissioni sono sempre più stringenti e stanno ora interessando da vicino non solo il mondo automotive, ma anche il mercato dei veicoli commerciali e off-road, spingendo sempre di più i produttori di veicoli e quindi di motori a considerare sistemi di propulsione alternativi al tradizionale diesel.
 
Ma non sono solo aspetti normativi o ambientali a stimolare una evoluzione tecnologica del cuore della macchina quale è il motore.

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Quest’ultimo, infatti, dovrà sempre di più dialogare con il cervello del veicolo e permettere la connettività con sedi remote e quindi uno scambio dati in tempo reale per ottimizzare le prestazioni adeguandosi per esempio ai diversi regimi di lavoro e/o alle diverse attrezzature o per garantire interventi tempestivi e diagnosi predittive.

Il tutto ovviamente nell’ottica di massimizzare il comfort dell’operatore ma soprattutto la produttività e conseguentemente anche il ritorno dell’investimento dell’agricoltore, che ora è sempre di più imprenditore.

I trattori possono rinunciare al motore endotermico?

Il futuro prossimo della meccanizzazione agricola guarderà sempre di più a sistemi alternativi al diesel. Ma non sostitutivi.

Le peculiarità applicative delle macchine agricole, nonché limiti tecnologici e i vincoli dettati dal ritorno economico dell’investimento, ci fanno credere che siamo ben lontani dal mondo automobilistico, dove già alcuni costruttori hanno annunciato la morte del motore endotermico.

Se da un lato è oggi è tecnicamente realistico – tanto è vero che ne vediamo i primi esemplari – ma forse non ancora economicamente sostenibile muovere in modo puramente elettrico un trattore compatto, al contrario, salendo di potenza, le dimensioni del pacco batterie e i relativi costi diventerebbero improponibili per fornire le stesse prestazioni (coppia e potenza) di un equivalente motore endotermico, con una accettabile autonomia di carica.

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Ecco che allora viene in aiuto l’ibrido. Come parte di una nuova piattaforma multi-power da 2.8L (F28), FPT Industrial propone anche una versione ibrida da 75kW totali che accoppia un motore elettrico da 20kW in modo innovativo all'F28 da 55kW.

La soluzione risulta ideale per trattori compatti e specializzati perché oltre alla estrema compattezza ed elevata densità di coppia, consente una migliore efficienza nella gestione della potenza richiesta per la trazione, nonché di quella da trasferire alle attrezzature soprattutto nel caso queste siano elettriche.

Non da ultimo, senza la necessità di impiegare un sistema SCR di post trattamento.
 
Salendo ulteriormente di potenza, in altre parole per propulsori di trattori a campo aperto o multi-utility medio-grandi o per mietitrebbie, ci aspettiamo che la combustione puramente endotermica ci accompagnerà ancora per diversi anni.

Ed è proprio per questo che FPT Industrial ha già iniziato ad investire per le nuove generazioni di motori con l’obiettivo di migliorare efficienza energetica della combustione riducendo consumi ed emissioni di CO2.

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 Il presente della tecnica motoristica FPT e su cosa si sta lavorando per il futuro


 Il futuro della meccanizzazione agricola, oltre che più pulito, dovrà essere anche più sostenibile.

Ecco allora che per una azienda agricola che vuole movimentare i propri mezzi con biogas autoprodotto, FPT Industrial – forte dell’esperienza maturata in vent’anni di leadership nella tecnologia a gas con circa 70.000 veicoli commerciali su campo - ha già una soluzione, anzi due.

La prima, una versione della piattaforma 2.8L a Natural Gas, già ampiamente utilizzata su un prototipo di trattore cingolato da vigneto New Holland TK Methane Power, presso l’azienda vitivinicola Fontanafredda, per la produzione di barolo “a zero emissioni”.

La seconda, rappresentata dal motore N67 Natural Gas della serie NEF da 6,7 litri, montato sul trattore New Holland T6.180 Methane Power.

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E quanto a potenza, coppia, durata e intervalli di manutenzione, questi motori a gas naturale offrono prestazioni analoghe a quelle della versione diesel, garantendo così al cliente finale lo stesso livello di efficienza e operatività in campo, con drastico abbattimento delle emissioni inquinanti, emissioni di CO2 ridotte o addirittura praticamente azzerate con l’utilizzo del biometano.

Sempre guardando al futuro, FPT Industrial sta anche investendo in propulsioni alternative al diesel che potrebbero risolvere per i trattori più grandi il limite della capacità di accumulo di energia delle normali batterie.

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È il caso dei propulsori a celle di idrogeno (fuel cell), già una realtà sperimentata da Iveco e FPT grazie alla collaborazione con Nikola Corporation.

L’impegno di FPT è stato recentemente confermato con il potenziamento della Divisione ePowertrain, che prevede anche un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di trasmissioni ibride ed elettriche e pacchi batteria.