Scarse precipitazioni 2022: l'agricoltura è in emergenza idrica e siamo solo a fine maggio. L'andamento delle scarse precipitazioni invernali e i timo di primavera si sono puntualmente confermati: l’anticiclone africano in una primavera già eccezionalmente calda, ha portato a un anticipo d’estate che cancella anche le ultime speranze delle piogge di Maggio, utili a riequilibrare il clamoroso deficit idrico invernale. 

Era invece accaduto così l’anno scorso quando la prima metà del mese era stata caratterizzata da importanti perturbazioni primaverili, che avevano rimpinguato i corpi idrici del Centro-Nord Italia, tralasciando solo il versante adriatico e la Sicilia.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Confrontando i dati 2021-2022 dei grandi bacini naturali del Nord, oggi tutti sotto media, si può notare come oggi mediamente manchi il 50% del volume d’acqua presente l’anno scorso (attualmente è al 39,5% di riempimento) e che, permanendo le attuali condizioni, segnerà prossimamente nuovi record di altezza idrometrica minima. 

Scarsità idrica: problema vecchio

In questo quadro, per compensare le perdite produttive dovute all'emergenze pandemica e bellica, non basta sottrarre i 200.000 ettari al regime di set aside, restituendoli all’agricoltura; bisogna renderli produttivi e ciò non può avvenire senza adeguate infrastrutture per l’irrigazione e soprattutto con una logica di erogazione votata alla massimizzazione delle performance del turno.

Ma se è pur vero che di anno in anno resta costante la problematica legata alla diminuzione delle precipitazioni e la necessità di erogare in maniera più che razionale e intelligente l'acqua irrigua, dall'altro ogni nuova stagione agricola emerge una situazione di fatto non rosea in una tra principali e più delicate operazioni colturali dell'agricoltura moderna.

Irrigazione artificiale efficiente: sempre un miraggio?

Suona quasi strano ripeterlo all'inizio di ogni stagione agricola. Ma le rese agricole che possono essere ottenute dall'irrigazione sono più che doppie di quelle che possono derivare dall'agricoltura alimentata da acque piovane.

Persino con un'irrigazione di scarsa entità si possono ottenere risultati migliori di quelli che si avrebbero con un'agricoltura alimentata da precipitazioni naturali, pur se frequenti. È la dimostrazione che l'irrigazione non può risultare pratica relegata alla sfera dell'empirico e del casuale. Ma necessita di una pianificazione mirata e di un continuo monitoraggio.
Partiamo dalle origini, anzi dalle radici.

C’è un segreto (di Pulcinella) alla base del successo dell’irrigazione artificiale: poter controllare, in modo preciso, la quantità d'acqua assorbita dalle radici delle piante. L'irrigazione ha quindi il potenziale per fornire rese maggiori rispetto alla pioggia. Ma il fabbisogno d'acqua è molto maggiore.

Cercheremo di analizzare pregi e difetti dei sistemi di irrigazione più utilizzati, cercando di capire quali siano pregi e difetti di ognuno, soprattutto in un'ottica di massimizzazione delle rese e abbattimento degli sprechi idrici. A costo di ripetere concetti scontati, è il caso di illustrare brevemente quali sono i metodi più diffusi per irrigare i suoli.

Tutti i tipi di irrigazione

Agronomicamente parlando, esistono cinque tipi di irrigazione. La più tradizionalmente diffusa è l'irrigazione di superficie, in cui l'area coltivata è sommersa interamente o quasi. C'è poi l'irrigazione per aspersione che imita la pioggia, quella per gocciolamento in cui l'acqua si fa gocciolare al suolo solo sopra la zona delle radici, l'irrigazione sotterranea della zona delle radici tramite dotti posizionati nel suolo e la sub-irrigazione, in cui il livello saturo dell'acquifero viene alzato abbastanza da inumidire la zona delle radici.

Quanto segue non vuole essere un trattato sul miglior modo di irrigare un terreno. Vogliamo semplicemente fornire degli spunti per orientarsi verso un tipo di irrigazione più congegnale rispetto ad un altro.

Domina lo spreco

L'irrigazione di superficie e l'irrigazione per aspersione, sono indicati assieme come irrigazione convenzionale. L'irrigazione di superficie è attualmente la tecnica di gran lunga più diffusa al mondo, e utilizzata in modo particolare dai piccoli agricoltori dal momento che non comporta il funzionamento e la manutenzione di sofisticate apparecchiature idrauliche.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Purtroppo l'irrigazione di superficie si prospetta come tecnica dominante anche nel prossimo decennio, nonostante comporti grossi sprechi e sia una delle principali cause di impaludamento e di salinizzazione dei suoli.

L'irrigazione per gocciolamento e l'irrigazione sotterranea sono esempi di irrigazione localizzata, efficiente in quanto l'acqua è fornita solo laddove è necessaria e gli sprechi sono drasticamente ridotti. Ad ogni modo, la tecnologia non è tutto. Metodi quali l'irrigazione a piccola scala e l'utilizzo di reflui urbani promettono di incrementare la produttività dell'acqua almeno quanto l’evoluzione nelle tecnologie d'irrigazione.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Poca è... buono

L'irrigazione localizzata è cresciuta rapidamente dall'invenzione negli anni '70 delle tubazioni in materiale plastico economico. Se oggi si mettessero in opera degli incentivi per l'ammodernamento delle strutture, gli agricoltori adotterebbero sicuramente questa tecnologia di irrigazione per il risparmio idrico.

Le tecnologie principali che hanno maggiore probabilità di essere utilizzate nei paesi in via di sviluppo, dove la forza lavoro è normalmente abbondante ma il capitale scarso, sono proprio l'irrigazione sotterranea e per gocciolamento.

Entrambe le tecnologie dipendono dalla frequente applicazione di piccoli quantitativi di acqua alle radici delle piante, in maniera più diretta possibile. Oltre al risparmio d'acqua, uno dei vantaggi principali delle tecnologie localizzate, in modo particolare dell'irrigazione per gocciolamento, è l'azione migliorativa nei confronti dei problemi di salinizzazione. Non essendoci contatto l'acqua con il fogliame, possono essere utilizzati con acqua salmastra in coltivazioni non troppo sensibili alla salinità.

Alcuni dei sistemi di irrigazione sotterranea sono tecnologicamente semplici e non richiedono investimenti costosi in attrezzature ma richiedono un forte impegno di manodopera. In effetti, uno dei sistemi più antichi di irrigazione è quello di posizionare delle giare porose nel terreno circostante gli alberi da frutto o lungo i filari di piante; le giare sono riempite a mano ogni volta che occorre.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Tubi porosi o forati posizionati sottoterra, possono in genere servire al medesimo scopo e possono di solito irrigare due filari di piante, uno per ogni lato del tubo. Non si può controllare la quantità di acqua applicata (anche se può essere controllata la frequenza con cui la si applica) dal momento che dipende dal diametro dei fori e dalle caratteristiche del suolo.

Goccia a goccia

L'irrigazione a goccia viene generalmente utilizzata solo in un'area ristretta rispetto a quella in cui sarebbe indicata. Necessita di un sistema che mandi in pressione l'acqua, per veicolarla, a una portata di circa 1-10 litri per ora nei tubi, fino al diffusore. L'impianto è semplice. Servono però degli investimenti iniziali per la realizzazione dell'impianto.

È necessaria un'attenta manutenzione, dato che i diffusori possono intasarsi facilmente. Le stime evidenziano che il passaggio dai sistemi a solchi (trincee) o dall'irrigazione ad aspersione, ai sistemi a gocciolamento, possono tagliare drasticamente il consumo idrico. Allo stesso tempo si assiste spesso a una crescita della resa: le piante utilizzano la quantità di acqua ad hoc nel momento in cui è realmente necessaria.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Rende inoltre facilmente attivabili dei piani di fertirrigazione. I sistemi per gocciolamento costano mediamente 3.000- 3.500 Euro per ha. Non è un costo certo da poco per la piccola impresa a conduzione familiare e per l'utilizzo in colture di basso valore commerciale. Sono due i fattori per mantenere bassi i costi di installazione e gestione: materiali semplici e portabilità.

Invece di utilizzare un tubo gocciolatore per ogni filare, si può spostare un'unica tubazione circa ogni ora in modo da poter irrigare una decina di filari.

L'irrigazione a gorgogliamento è un'altra variante economica che elimina la necessità di diffusori, regolatori di pressione ed altri raccordi; con questo sistema, in pratica, si permette all'acqua di passare da tubi di breve lunghezza, messi in posizione verticale e connessi a tubi di distribuzione laterali interrati. L'investimento per l'installazione è in questo caso più contenuto e la facilità per la manutenzione ordinaria e straordinaria superiore.

Meno sale per tutti

Spesso lo si considera fattore secondario. Ma drenaggio dei terreni irrigati serve a due scopi fondamentali: ridurre l'impaludamento e, ugualmente importante, controllare e ridurre l'aumento di salinità che inevitabilmente accompagna l'impaludamento in regioni aride e semi aride.

Un drenaggio appropriato può anche permettere di diversificare ed intensificare le colture, di far crescere varietà ad alta resa, di utilizzare in modo efficace integratori quali i fertilizzanti e la meccanizzazione.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

La necessità di aumentare le scorte

In conclusione rispetto al settore civile ed industriale l’agricoltura ha un complesso di azioni possibili di risparmio idrico molto più complesse ed articolate. Per il contenimento dei consumi è necessario applicare un pool di strategie integrate tra di loro basate su tecniche agronomiche ricamante su ogni realtà territoriale e sostenute ed incentivate da politica e amministrazione perchè molto onerose per la singola impresa agricola e perchè non si può più prescindere da una logica di intervento mirato nel senso del risparmio idrico.

Le previsioni indicano infatti che entro il 2030, anche con una visione ottimistica sulla crescita della produttività, dell'efficienza e dell'espansione della superficie irrigata, nei paesi in via di sviluppo sarà necessario il 14% di acqua in più per l'agricoltura che utilizza l'irrigazione; questo richiederà circa 220 kmdi scorte idriche aggiuntive.

Siccità 2022: l'irrigazione senza sprechi è un dovere

Oltre a questo, le scorte che si perdono per la riduzione di volume degli invasi esistenti causata dai sedimenti, devono essere reintegrati; si stima che questo ammonti all'1% o a 60 kmannui; 1.800 km3 nell'arco di 30 anni. Si devono reintegrare anche ulteriori 160 km3 di acqua estratta dagli acquiferi.

Il volume totale di scorte richiesto per i prossimi 30 anni è quindi di circa 2.180 km3 addizionali, o l'equivalente 70 km3 all'anno, senza contare la crescita delle perdite per evaporazione dovute all'aumento della superficie idrica esposta). Non è uno scherzo.