Il sorgo Toretto di Seminart arriva finalmente alla fase di raccolta dopo che la nostra Giulia Tonello si era occupata anche della stessa fase di semina.

E in questo nuovo Primo Contatto andremo dare, proprio assieme a Giulia Tonello, le prime valutazioni su questo sorgo, proprio a fine coltura, nel momento della sua raccolta, effettuata con trincia Jaguar 960 di Claas.

Le prime impressioni su Toretto

Come abbiamo raccontato durante la sua semina, il sorgo Toretto è un ibrido monosfalcio a fibra BMR ad alto potenziale produttivo, indicato sia per la produzione di foraggio insilato che per la produzione di bioenergia e, terminando il proprio ciclo in soli 90 giorni, può essere coltivato come secondo raccolto.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

Dalle prime impressioni in campo di Giulia, subito prima della raccolta:

la pianta si presenta sana. Durante la stagione non si sono riscontrati danni da allettamento, mentre si sono evidenziati un buon rapporto foglia stelo e uno stay green prolungato fino alla raccolta.

Toretto è un ibrido particolarmente tollerante a patogeni del calibro di lepidotteri defogliatori e afidi, non particolarmente sensibile a funghi e virus (come fusarium) responsabili di marciume radicale e mosaico.

Le sue caratteristiche e la sua adattabilità la definiscono come coltura resiliente, infatti, oltre a adattarsi sia a condizioni più fertili che ad altre più marginali, può essere tranquillamente seminata su sodo, e la bassa esigenza di azoto (fino a 40% in meno rispetto al mais), unita alla ridotta esigenza idrica, non influenzano il tasso zuccherino della biomassa, ma al contrario pratiche più efficienti aumentano la concentrazione degli zuccheri nei tessuti.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

Ideale il suo inserimento all’interno di una rotazione quadriennale, ad esempio, con soia e mais (es. Colza – Sorgo – Frumento – Soia – Mais – Orzo – Colza – Sorgo).

Quando raccogliere Toretto

Come succede per ogni coltura, anche per Toretto la produttività, la qualità della resa e la facilità di gestione del raccolto dipendono anche da una serie di fattori come le modalità di coltivazione e le successive pratiche di conservazione, le tecnologie di lavorazione disponibili.

Quindi, per garantire il giusto compromesso resa-qualità della biomassa, è buona prassi raccogliere ai primi segni di essicazione delle foglie basali della pianta.

Il momento ideale di intervento è individuato all’attestarsi del contenuto di sostanza secca nella fibra attorno al 27-30% della biomassa fresca, quando la pianta è allo stadio di maturazione lattea e la granella mediale evidenzia un contenuto di sostanza secca pari al 50%.

In presenza di indici inferiori, il valore alimentare può diminuire, mentre al di sopra di essi la digeribilità peggiora. Per la raccolta è bene intervenire tempestivamente, attraverso l’utilizzo di una comune trebbiatrice.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

Cosa succede dopo la raccolta?

Il tasso zuccherino contenuto negli steli del Toretto favorisce le operazioni di conservazione: la concentrazione di zuccheri solubili, infatti, riduce l’effetto tampone sulla biomassa, garantendo la rapida riduzione ed il mantenimento del pH a valori inferiori anche a quelli del mais; questo si traduce in una migliore e prolungata conservazione dell’insilato.

Nonostante ciò, è bene sempre rispettare le buone pratiche agricole relative alla conservazione dei foraggi: evitare di trinciare eccessivamente basso e minimizzare la raccolta di terra, mantenere una dimensione di taglio compresa tra 2 e 3 cm, rimuovere i rulli anti-granella e sigillare il prodotto nel più breve tempo possibile.

Unico accorgimento per evitare la formazione di percolato durante le fasi di stoccaggio all’interno dei sili, è miscelare il sorgo con foraggi asciutti in grado di assorbire l’eventuale liquido in eccesso: ad esempio, come semplice soluzione, consigliamo sempre di insilare il sorgo al di sopra del mais per sfruttare la capacità assorbente della massa più asciutta.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

Il bovino ringrazia

Dal punto di vista nutrizionale Toretto è un alimento premium: le analisi sul trinciato fresco evidenziano un eccellente contenuto di zuccheri solubili, amido e carboidrati strutturali a basso contenuto di lignina.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

In particolare, gli elevati valori di amido consentono all’ibrido di competere brillantemente al mais nella composizione delle diete unifeed per bovine senza influenzarne la produzione di latte.

Il valore di lignina poi, in contrapposizione all’elevato contenuto di fibra, strutturale e non, facilità la salivazione e con essa il suo effetto tampone sull’acidità dei liquidi ruminali, velocizzando il picco di acidità e riducendo la comparsa di disfunzioni metaboliche.

Seminart: la raccolta del sorgo Toretto seminato da Giulia

Analogamente, la sostanza organica si presenta oltre che ricca di carboidrati, anche composta da un discreto tenore proteico e un contenuto lipidico adatto anche alla produzione di acido acetico e formico, base per la produzione di biocarburanti di seconda generazione, composti per il 65% circa di metano e in grado di alimentare un motore endotermico collegato ad un generatore elettrico.

TABELLA NUTRIZIONALE

NDF (% S.S.) 50-60
dNDF (% S.S.) 50-60
ADL (% S.S.) 3.8
P.G. (% S.S.) 9
G.G.(% S.S.) 2.5
NFC (% S.S.) 37
ZUCCHERI (% S.S.) 11
AMIDO (% S.S.) 20
POT. METANIGENO (Nm3/TSV) 341

 

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