Rubati 37 bovini in una notte: stalla svuotata a Montefelcino
37 bovini su 51, oltre 90mila euro di danni: a Montefelcino Romiti si affida alla Banca Dati Nazionale Zootecnica
Trentasette bovini spariti in una notte, un danno stimato oltre 90mila euro e una stalla svuotata quasi del tutto. È il bilancio del furto subito dalla società agricola Romiti a Montemontanaro, frazione di Montefelcino, nel Pesarese, tra il 26 e il 27 agosto 2026. L'azienda contava 51 capi, prevalentemente di razza Marchigiana e certificati biologici: dopo il colpo ne sono rimasti 14.
Il titolare Giovanni Romiti, storico consigliere comunale di Montefelcino, ha trovato la catena d'ingresso spezzata e la porta della stalla forzata: "Hanno portato via una stalla dalla prima all'ultima bestia. È stato un danno enorme", ha dichiarato. I ladri avrebbero utilizzato almeno un mezzo pesante per caricare gli animali e allontanarsi indisturbati.
Maxi furto di bovini alla Romiti: i fatti e il danno
La denuncia è stata presentata ai carabinieri della Stazione di Isola del Piano, che indagano sull'ipotesi di furto aggravato. Romiti ha escluso possibili moventi personali: "Non ho problemi con nessuno. Anzi, quando posso io aiuto sempre tutti. Non ho idea di chi possa essere stato", ha detto ai carabinieri e alla stampa locale.
Il danno economico supera i 90mila euro, ma per un allevamento da carne la perdita non si esaurisce nel valore di mercato dei capi. Con 37 animali sottratti su 51, la filiera produttiva dell'azienda si ferma quasi del tutto: mancano i vitelli da ingrasso, mancano le fattrici, e la ricostruzione della mandria richiede anni, non mesi.
Un episodio di queste dimensioni non è isolato nel panorama dei furti a danno delle aziende agricole marchigiane e non solo. Le cronache locali hanno già raccontato casi analoghi di furti di mezzi agricoli nelle aziende zootecniche, spesso legati alle stesse dinamiche: capannoni isolati, accessi poco sorvegliati, notti senza controllo.
Identificazione e tracciabilità dei 37 capi rubati
I numeri identificativi dei 37 bovini sono stati segnalati al servizio veterinario, passaggio obbligato per attivare la ricerca attraverso la Banca Dati Nazionale Zootecnica. Ogni bovino allevato in Italia porta una marca auricolare con codice univoco, che ne permette la tracciabilità dalla nascita fino alla macellazione, comprese le movimentazioni tra allevamenti.
Il sistema di identificazione permanente è lo stesso che la normativa sanitaria richiede per il controllo di malattie come la scrapie: tra i requisiti indicati per la sorveglianza degli allevamenti figurano l'identificazione dei capi, la registrazione delle movimentazioni in entrata e uscita e i controlli ufficiali almeno annuali. Sono proprio questi dati a permettere, in teoria, di rintracciare capi rubati se rivenduti o macellati fuori norma.
Nella pratica, però, la tracciabilità funziona solo se i capi rientrano nei canali ufficiali: mercati, stalle di sosta, macelli autorizzati. Se gli animali finiscono in circuiti paralleli o vengono macellati clandestinamente, il rischio è che il codice identificativo non basti a fermarli in tempo, un tema che tocca da vicino anche i controlli sulla macellazione abusiva e le sanzioni previste per chi lavora carne fuori dai circuiti tracciati.
Per gli allevatori, l'episodio di Montefelcino riporta al centro il tema della sicurezza fisica delle strutture, spesso il primo punto debole prima ancora della tracciabilità burocratica. Recinzioni, cancelli con chiusure rinforzate e sistemi di videosorveglianza restano le misure più concrete, anche se comportano investimenti che molte aziende zootecniche di piccole dimensioni faticano a sostenere.
Il fenomeno dei furti nelle aziende agricole non riguarda solo il bestiame: anche mezzi e attrezzature sono bersaglio ricorrente, come dimostrano i casi di trattori rubati poi ritrovati all'estero o i più recenti episodi di mezzi agricoli recuperati dopo il furto, segno di una pressione criminale diffusa sul comparto rurale che spinge sempre più aziende a valutare sistemi di localizzazione satellitare e controllo accessi.
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