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Un diserbo laser cinese brucia 12.000 erbacce al minuto

CyanForce nel Benelux, Hands On Tech lo porta in campo: 12.000 infestanti al minuto, 20 laser CO2, 1 ettaro/ora

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Foto di: OmniTrattore.it

Un attrezzo da 3 tonnellate appeso al sollevatore che brucia 12.000 infestanti al minuto con laser CO2 da 150 watt obbliga chi lavora in campo a farsi domande concrete. Con l’arrivo nel Benelux dei diserbatori laser CyanForce importati da Hands On Tech, il diserbo laser con intelligenza artificiale esce dalla sola fase sperimentale e passa a una fase di test in azienda con dimostrazioni sul campo, in attesa della versione definitiva certificata.

Per le aziende orticole e specializzate, il nodo è capire dove questa tecnologia può sostituire manodopera manuale e trattamenti chimici, quali colture e ordinamenti colturali si prestano e quali vincoli tecnici comportano macchine da 3–3,5 tonnellate e 6 metri di larghezza. Un errore frequente è fermarsi al claim “zero pesticidi” senza valutare capacità operativa, richiesta di potenza e organizzazione del cantiere di lavoro.

Diserbo laser cinese nel Benelux, cosa cambia davvero
Quella di CyanForce è una diserbatrice laser con intelligenza artificiale utilizza telecamere e algoritmi per riconoscere singolarmente pianta coltivata e infestante, colpendo quest’ultima con impulsi laser mirati OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Diserbo laser con AI, che cosa fa davvero

Una diserbatrice laser con intelligenza artificiale utilizza telecamere e algoritmi per riconoscere singolarmente pianta coltivata e infestante, colpendo quest’ultima con impulsi laser mirati. Nei CyanForce importati da Hands On Tech, il cuore è una batteria di laser CO2 da 150 watt, con moduli che bruciano il meristema delle malerbe senza muovere il terreno né usare erbicidi.

Il prototipo mostrato alla Foire de Libramont in Belgio è largo 2 metri e si monta al collegamento posteriore del trattore, ma la gamma prevista arriva a sei larghezze di lavoro da 1,2 a 6 metri. I robot TOR e Weedr in Olanda, insieme ai LaserWeeder di Carbon Robotics, dimostrano che lo stesso principio operativo è già utilizzato in campo su carote, cipolle, lattughe e cicorie in diversi Paesi, con la nuova generazione LaserWeeder G2 che adotta moduli laser da 240 watt e capacità operative superiori rispetto ai sistemi da 150 watt.

Secondo le schede tecniche disponibili, la versione T600B da 6 metri integra 20 moduli laser e dichiara la distruzione di 12.000 piante infestanti al minuto, con una capacità di circa 1 ettaro all’ora, richiedendo potenze nell’ordine di 75 kW (circa 102 CV) e pesi fra 3 e 3,5 tonnellate. L’accuratezza dichiarata è di 1 millimetro, valore cruciale per lavorare in colture fitte ad alto valore.

Vantaggi dichiarati e limiti operativi del laser weeding

I costruttori di sistemi come CyanForce, TOR o Carbon Robotics puntano su tre promesse principali: zero erbicidi, forte riduzione della manodopera di sarchiatura manuale e nessun disturbo del suolo. In orticole biologiche o a residuo zero, il laser colpisce le infestanti intra fila dove la sarchiatrice meccanica non arriva, lasciando intatte le radici della coltura e la struttura del letto di semina.

Il rovescio della medaglia è tecnico e organizzativo. Macchine da 3–3,5 tonnellate e 6 metri richiedono trattori sufficientemente pesanti, pneumatici adeguati e attenzione al compattamento, soprattutto su terreni umidi. Se, ad esempio, si imposta una rotazione con orticole su appezzamenti piccoli e irregolari, le manovre di un attrezzo da 6 metri possono diventare il collo di bottiglia del cantiere.

Esistono poi limiti di finestra operativa: la visione artificiale lavora meglio con illuminazione controllata, per cui la gestione di polvere, riflessi e residui colturali incide sulla capacità reale di riconoscere le piante. Robot come TOR, che operano a 360 metri/ora su 1,5 metri di larghezza, mostrano che oggi serve accettare velocità inferiori rispetto a una sarchiatrice ad alta capacità.

Cosa segnala il caso Benelux per l’Europa e l’Italia

Il fatto che Hands On Tech, azienda belga con sede a Tubize, abbia iniziato a importare i diserbatori cinesi CyanForce per Belgio e Paesi Bassi indica che il diserbo laser con AI sta uscendo dalle sole prove in laboratorio e passando a dimostrazioni strutturate con prototipi in campo, ma non è ancora un prodotto certificato e disponibile in serie. Secondo l’importatore, la versione definitiva è attesa per fine 2026 o inizio 2027 e fino ad allora le macchine restano in fase di test e dimostrazione.

Per il contesto europeo, il diserbo laser si allinea agli obiettivi ambientali di progetti come WeLASER e alle priorità di robotica e automazione indicate dalla rete della Politica agricola comune, in particolare per ridurre l’uso di prodotti fitosanitari. La stessa logica guida soluzioni già in campo come il robot Raggy per le erbe tossiche in pascolo e il robot autonomo New Holland R4 destinato alle aziende miste.

Il mercato italiano sta sperimentando robot agricoli in contesti pilota, come mostrano le esperienze raccolte su robot agricoli in Italia e dove crescono. In quest’ottica, il caso Benelux può anticipare modalità di servizio in contoterzi e modelli di noleggio che potrebbero risultare più accessibili per aziende di medie dimensioni rispetto all’acquisto diretto di un attrezzo specialistico di fascia alta.

Come valutare l’interesse per un’azienda italiana

Per capire se il diserbo laser può avere senso in azienda, conviene partire da poche verifiche operative. Se, ad esempio, la maggior parte dei costi di diserbo deriva da manodopera per sarchiatura intra fila in colture orticole ad alta densità, un sistema con precisione di 1 millimetro può sostituire squadre manuali e liberare personale per altre lavorazioni più flessibili durante i picchi stagionali.

In secondo luogo, è utile confrontare questa opzione con soluzioni già mature come la sarchiatura guidata da GPS integrata al diserbo di pre emergenza o con strategie che ridisegnano il cantiere di raccolta e irrigazione, come nel caso del pomodoro con irrigazione a sensori. In alcune aziende può risultare più efficace investire prima su guida automatica, gestione dati e sistemi di supporto alle decisioni.

Una variabile chiave è la superficie potenziale di utilizzo: attrezzi da 6 metri e 1 ettaro/ora di capacità hanno senso se possono lavorare a pieno carico su più colture o essere messi a reddito tramite contoterzi. Nel valutare la prospettiva del laser weeding, chi gestisce l’azienda agricola può incrociare costi, vincoli agronomici e obiettivi di riduzione degli erbicidi, ricordando che il diserbo robotizzato si aggiunge, non sostituisce, a un portafoglio di tecniche di difesa integrata.