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Tre anni dopo rientrano i trattori rubati: 300mila€ recuperati

Fendt, Friuli, Romania: due trattori rubati il 22 novembre 2023 tornano dopo oltre due anni, valore 300mila euro

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Foto di: OmniTrattore.it

Due trattori da oltre 300mila euro complessivi, rubati nella notte del 22 novembre 2023 da un’azienda agricola del casarsese, stanno rientrando in questi giorni in Friuli dopo essere stati rintracciati nel sud della Romania. A recuperarli è l’azienda agricola Bagnarol Mauro e C. di San Giovanni, guidata da Antonella Bertolin, al termine di un iter durato oltre due anni tra indagini, verifiche tecniche e procedure giudiziarie internazionali.

Il furto in azienda e l’impatto operativo

Il furto risale alla notte del 22 novembre 2023, quando ignoti sottraggono dall’azienda casarsese due trattori praticamente nuovi, acquistati a distanza di un anno uno dall’altro, anche con il supporto degli incentivi di Industria 4.0 e in leasing. Il valore complessivo dei mezzi è di circa 300mila euro, una perdita considerata potenzialmente in grado di mettere in seria difficoltà l’impresa agricola.

L’azienda Bagnarol, che svolge anche attività di lavorazioni per conto terzi, sottolinea il peso operativo del danno.

Noi facciamo anche attività per conto terzi e dunque quei mezzi erano per noi essenziali, senza contare il valore economico e il fatto che abbiamo dovuto ricomprarne altri due

afferma Antonella Bertolin, evidenziando come il furto di trattori sia ormai un tema sensibile per molte realtà agricole, in linea con l’allarme generale sui furti di trattori nelle aziende.

Trattori rubati nel 2023 ritrovati in Romania dopo tre anni
Il GPS installato sul mezzo più recente ha consentito di ricostruire il percorso dei ladri fino all'estero. L'identificazione elettronica ha permesso di riconoscere i trattori nonostante la manomissione dei numeri di telaio. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Gps rimosso e tracciamento fino alla Romania

Subito dopo il furto, i ladri rimuovono il sistema Gps dal trattore più vecchio, rendendone impossibile la localizzazione. Sul mezzo più recente, dotato di una tecnologia di bordo più sofisticata, il tracciamento invece resta attivo. «Qualche giorno dopo l'applicazione ci invia la posizione, vediamo che da qui sono andati a San Giorgio di Nogaro e da lì poi espatriati» racconta Bertolin, descrivendo i primi passaggi della fuga dei mezzi rubati verso l’estero.

Il segnale conduce fino al sud della Romania, in un’area descritta come difficile da presidiare anche per le stesse forze dell’ordine locali. «Li ritroviamo nel sud della Romania, in un'area dove nemmeno la Polizia locale si reca volentieri. Ai mezzi limano subito i numeri dei telai, evidentemente per rivenderli» prosegue l’imprenditrice. La limatura dei numeri di telaio evidenzia l’intenzione di immettere i trattori in un mercato parallelo di mezzi usati, fenomeno che rende ancora più delicata la valutazione dei trattori usati per chi acquista.

Verifiche tecniche, burocrazia e costi del rientro

Una volta individuati e bloccati dalle autorità rumene, i trattori entrano in una lunga fase di accertamenti formali. «Dobbiamo dimostrare che sono i nostri trattori, anche senza numero di telaio» ricorda Bertolin. A supporto arriva il costruttore Fendt, che secondo quanto riferito dall’azienda agricola riesce a identificare elettronicamente i mezzi, confermandone l’origine nonostante la manomissione delle targhette identificative.

Nonostante questo passaggio tecnico, l’iter si arena. «Un anno fa l'iter si blocca. Nel frattempo noi qui siamo costretti a continuare a pagare il leasing per i due mezzi nuovi» spiega l’imprenditrice. La permanenza dei trattori sotto sequestro in Romania costringe infatti l’azienda a sostenere parallelamente le rate dei nuovi mezzi acquistati per non fermare i lavori in campo, con un aggravio economico che si somma ai costi abituali di gestione del parco macchine aziendale.

Il ruolo delle istituzioni e l’odissea del trasporto

La svolta arriva quando Antonella Bertolin incrocia la consigliera regionale Lucia Buna e le espone la situazione. Buna attiva un percorso di collaborazione istituzionale coinvolgendo la consigliera comunale di Prata di Pordenone Gabriela Bulai, madrelingua rumena, e la console rumena a Trieste, la dottoressa Adina Lovin. «Adina Lovin ci consiglia di prendere un avvocato con studio in Romania e così facciamo» riferiscono le protagoniste, descrivendo il passaggio chiave per sbloccare le pratiche.

Dopo questo lavoro congiunto, arriva l’autorizzazione al ritiro dei mezzi, ma resta il problema di trovare un trasportatore disposto a recarsi nella zona in cui si trovano i trattori.