Droni in agricoltura: decreto attuativo in arrivo 2026
Decreto interministeriale imminente: droni agricoli autorizzati in Italia per trattamenti fitosanitari. Tutto quello che devi sapere
Droni in agricoltura: il decreto attuativo è quasi pronto.
Mesi di attesa, scadenze mancate e tavoli interministeriali aperti. Ma ora il traguardo è vicino: il decreto che darà il via libera operativo all'uso dei droni per i trattamenti fitosanitari nei campi italiani potrebbe essere pubblicato nell'arco di pochi giorni. È quanto ha dichiarato l'onorevole Gadda in audizione alla commissione Agricoltura della Camera, riferendo che il Ministero punta a chiudere la fase di concertazione tecnica entro brevissimo tempo.
Per chi lavora ogni giorno sui campi — e per chi, come noi di Omnitrattore, segue da vicino l'evoluzione della meccanizzazione agricola — si tratta di una svolta attesa da anni.
La norma che ha aperto la porta: la Legge 182/2025
Tutto è partito il 18 novembre 2025, quando è entrato in vigore il cosiddetto Ddl Semplificazioni (Legge 182/2025). L'articolo 6 ha introdotto per la prima volta una deroga al divieto assoluto di irrorazione aerea con droni: da quel momento, almeno in linea di principio, i droni possono essere impiegati per distribuire prodotti fitosanitari su terreni agricoli, a condizione che venga emanato un apposito decreto attuativo interministeriale.
La norma ha fissato anche i principi cardine: i trattamenti devono rispettare il PAN (Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei fitofarmaci), gli operatori devono essere specificamente formati e le attrezzature devono essere conformi agli standard tecnici. Ma senza il decreto attuativo, tutto resta sulla carta.
Un drone agricolo in volo su un vigneto durante una delle 23 sperimentazioni condotte in Italia nel 2025, concentrate prevalentemente nel Nord Italia
Quattro ministeri, un tavolo, troppo tempo
Il decreto attuativo spetta al Ministero dell'Agricoltura (MASAF), che deve scriverlo di concerto con il Ministero dell'Ambiente (MASE), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e il Ministero della Salute. Anche ENAC partecipa in qualità di autorità tecnica per lo spazio aereo.
La scadenza originale era il 18 marzo 2026 — 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. Non è stata rispettata. A marzo, il senatore De Carlo aveva promesso il completamento entro fine maggio. Anche quella data è passata senza esito. Il 27 maggio le deputate Gadda e Pastorella (IV-Az) hanno portato il caso in aula con un'interrogazione, ricevendo dal Ministero la conferma che la concertazione è «in fase avanzata» ma ancora aperta.
Al 3 giugno 2026, il decreto non è ancora pubblicato — ma le dichiarazioni più recenti lo danno come imminente.
Schema dei quattro ministeri coinvolti nella stesura del decreto attuativo: MASAF (capofila), MASE, MIT e Ministero della Salute, con ENAC come autorità tecnica per la regolazione dello spazio aereo
Cosa definirà concretamente il decreto
Quando arriverà, il decreto interministeriale dovrà rispondere a tre domande fondamentali per gli operatori:
1. Su quali colture si potrà intervenire. Non tutte le coltivazioni saranno incluse fin dal primo giorno. Il decreto individuerà le tipologie di terreni agricoli, le colture prioritarie e gli organismi nocivi per cui il trattamento dall'alto risulta necessario ed efficace. Le sperimentazioni del 2025 hanno già testato vite, olivo, risaie, basilico e cipolla, fornendo una base di dati utile.
2. Quali prodotti fitosanitari sono ammessi. Sarà stilata una lista di agrofarmaci autorizzabili per l'irrorazione aerea con droni, nel rispetto del regolamento CE 1107/2009 e delle norme del PAN. Non sarà un liberi tutti: il principio di minimizzazione dell'impatto ambientale è esplicitamente richiamato dalla legge.
3. Come si opera sul campo. Gli agricoltori o le imprese di servizio che vorranno utilizzare i droni dovranno presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) affiancata da una relazione agronomica asseverata. I piloti dovranno operare in categoria EASA "Specific", con un'autorizzazione basata sul percorso PDRA-S01 studiato per le operazioni di spargimento agricolo.
Il modello operativo previsto per gli agricoltori: presentazione della SCIA ai servizi fitosanitari regionali, accompagnata da relazione agronomica asseverata e certificazione PDRA-S01 del pilota. Una procedura snella ma strutturata, molto più accessibile rispetto ai vecchi iter dei centri di saggio.
L'Italia in ritardo sull'Europa
Mentre l'Italia aspetta, altri Paesi si sono già mossi. La Francia ha legalizzato i trattamenti su terreni in pendenza con prodotti a basso rischio con la Legge Duplomb dell'agosto 2025. L'Ungheria ha un percorso strutturato che prevede certificazioni specifiche per operatori e supervisione di esperti fitosanitari. La Germania ha aperto da tempo alla pratica.
A livello europeo, il quadro si sta evolvendo rapidamente: EASA ha consolidato il PDRA-S01 e l'EFSA è stata incaricata di redigere linee guida uniformi per il risk assessment sui trattamenti con droni. Il recepimento definitivo del nuovo regolamento UE è atteso tra fine 2026 e inizio 2027.
Nel frattempo, nel mondo circolano già oltre 600.000 droni agricoli operativi in più di 100 nazioni.
Confronto tra i principali Paesi europei: Francia (Legge Duplomb, ago 2025), Ungheria (Decreto Nébih) e Germania hanno già quadri normativi operativi. L'Italia attende ancora il decreto attuativo, ma è l'unico grande Paese agricolo UE ad aver già inserito nella legge una sperimentazione triennale strutturata
Cosa si aspetta nei prossimi mesi
Se il decreto arriverà entro giugno 2026, il calendario realistico è questo: estate per il primo rilascio di autorizzazioni SCIA a livello regionale, settembre-ottobre per le prime campagne operative su scala commerciale. A fine anno, l'arrivo del framework europeo completerà il quadro normativo.
Il rischio è uno solo, ma concreto: ogni settimana di ulteriore ritardo riduce la finestra utile per la stagione agraria 2026. La tecnologia è pronta, gli operatori sono in attesa, i dati delle sperimentazioni ci sono. Manca solo la firma.
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