Bonus assunzioni under 35 agricole: fino a 650€ al mese
Incentivi per aziende agricole che assumono giovani svantaggiati. Esonero contributivo 100% per 24 mesi, potenziato nel Sud Italia
Il Decreto Legge 62/2026, ora all'esame della Camera per la conversione in legge, ha introdotto nuove regole per gli incentivi all'assunzione di giovani under 35, con particolare attenzione al settore agricolo.
L'Inps ha illustrato il quadro operativo con la circolare 55/2026, definendo condizioni e requisiti che le aziende agricole devono rispettare per accedere a un esonero contributivo che può raggiungere i 650 euro mensili per dipendente nelle regioni del Mezzogiorno.
Per il settore primario, caratterizzato da difficoltà croniche nel reperire manodopera qualificata e giovane, questo incentivo rappresenta un'opportunità concreta per ringiovanire l'organico aziendale abbattendo significativamente il costo del lavoro.
Chi può beneficiare dell'incentivo in agricoltura
Il bonus è riservato ai datori di lavoro privato del settore agricolo, compresi gli imprenditori agricoli individuali, le società agricole, le cooperative agricole e i contoterzisti.
Sono esclusi solamente i rapporti di lavoro domestico, mentre rientrano tutte le altre tipologie di occupazione agricola, dai braccianti assunti a tempo indeterminato agli addetti agli allevamenti, dagli operatori su macchine agricole al personale amministrativo delle aziende del settore primario.
Le aziende agricole che assumono giovani under 35 svantaggiati con contratto indeterminato beneficiano di esonero contributivo al 100% fino a 500 euro mensili.
Questa ampia copertura permette alle aziende agricole di utilizzare l'incentivo per diverse figure professionali, dalla manodopera operativa specializzata ai tecnici agrari, dagli addetti alla trasformazione al personale commerciale.
Tre categorie di giovani svantaggiati
Il nuovo quadro normativo individua tre distinte categorie di lavoratori under 35 che portano in dote l'incentivo, con riflessi differenti in termini di durata e entità dell'agevolazione. La prima categoria comprende i giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Per le aziende agricole, questa platea include giovani che hanno completato percorsi formativi agrari senza mai entrare stabilmente nel mercato del lavoro, figli di agricoltori che hanno collaborato in azienda familiare senza contratto regolare, giovani che hanno svolto lavori stagionali occasionali senza continuità occupazionale. Si tratta spesso di persone con competenze agricole di base acquisite attraverso l'esperienza familiare ma prive di un curriculum lavorativo formale.
Giovani con criticità specifiche
La seconda categoria riguarda giovani under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi che appartengano a specifiche situazioni di svantaggio definite dal Regolamento europeo 651/2014. Rientrano in questo gruppo coloro che non hanno un diploma di scuola media superiore o professionale, condizione ancora diffusa nelle aree rurali dove molti giovani abbandonano precocemente gli studi per necessità familiari.
Sono inclusi anche giovani che hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni senza aver ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito, situazione frequente tra i diplomati di istituti agrari o laureati in scienze agrarie che faticano a inserirsi stabilmente nel settore.
Adulti con carichi familiari e settori sbilanciati
Altre situazioni di svantaggio riconosciute includono adulti che vivono soli con una o più persone a carico, circostanza non rara nelle aree agricole dove famiglie monogenitoriali faticano a conciliare lavoro e responsabilità familiari. L'incentivo si applica anche a lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità di genere superiore al 25% rispetto alla media, se il lavoratore appartiene al genere sottorappresentato.
Nel settore agricolo questa condizione interessa particolarmente le donne in ambiti tradizionalmente maschili come conduzione di macchine agricole complesse, gestione di allevamenti bovini o suini, attività di contoterzismo, dove la presenza femminile resta minoritaria nonostante crescenti competenze.
Incentivo potenziato: 24 mesi al 100%
Per le prime due categorie descritte, ossia giovani disoccupati da almeno 24 mesi o da almeno 12 mesi con criticità specifiche, l'incentivo consiste nell'esonero contributivo al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, fino al tetto massimo di 500 euro mensili per lavoratore, per una durata massima di 24 mesi. Per un'azienda agricola questo significa che assumendo un giovane bracciante specializzato con retribuzione lorda mensile di circa 1.800 euro, il risparmio contributivo si attesta attorno ai 500 euro al mese per due anni, pari a 12.000 euro complessivi di minor costo aziendale. Questo abbattimento del costo del lavoro rende economicamente sostenibile la stabilizzazione di giovani che altrimenti verrebbero impiegati solo stagionalmente.
L'esonero contributivo dura 24 mesi per giovani disoccupati da almeno due anni, permettendo alle aziende agricole di stabilizzare personale stagionale qualificato riducendo drasticamente i costi
Lavoratori svantaggiati generici: 12 mesi
La terza categoria comprende giovani appartenenti a situazioni di svantaggio più ampie, inclusi coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o hanno un'età compresa tra 15 e 24 anni.
Nel settore agricolo questa fascia intercetta molti giovani che alternano periodi di lavoro stagionale a periodi di inattività, tipico nelle aziende ortofrutticole, viticole o nelle attività di raccolta dove la domanda di lavoro è concentrata in pochi mesi dell'anno. Per questa categoria la durata dell'esonero contributivo è ridotta a 12 mesi, sempre con le medesime percentuali e massimali, rappresentando comunque un risparmio significativo di 6.000 euro per l'azienda che assume.
Maggiorazione per il Mezzogiorno agricolo
Per tutte e tre le tipologie di lavoratori, se l'assunzione avviene presso aziende agricole ubicate nella Zona Economica Speciale unica, che comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria, l'ammontare dell'esonero contributivo sale da 500 a 650 euro mensili.
Questa maggiorazione assume particolare rilevanza per l'agricoltura meridionale, dove si concentra buona parte della produzione ortofrutticola, olivicola, viticola e cerealicola italiana. Il risparmio complessivo nell'arco di 24 mesi raggiunge quindi 15.600 euro per dipendente, cifra che può determinare la differenza tra la sostenibilità economica o meno di un'assunzione stabile.
Nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno l'esonero contributivo per assunzioni under 35 sale a 650 euro mensili, favorendo stabilizzazione occupazionale nelle aree agricole meridionali
Requisiti fondamentali per le aziende agricole
Per accedere all'incentivo, le aziende agricole devono rispettare condizioni specifiche che garantiscono la serietà dell'impegno occupazionale. Innanzitutto occorre osservare i principi generali in materia di incentivi all'assunzione disciplinati dal Decreto Legislativo 150/2015, che prevedono regolarità contributiva, rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e applicazione dei contratti collettivi di settore.
Le aziende agricole devono quindi essere in regola con i versamenti previdenziali e assicurativi, non avere debiti verso Inps e Inail, applicare correttamente i CCNL agricoli provinciali o nazionali.
Divieto di licenziamenti recenti
Un requisito cruciale stabilisce che il datore di lavoro non deve aver proceduto, nei sei mesi precedenti l'assunzione incentivata, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva. Per le aziende agricole questo significa che non si può licenziare un bracciante per riduzione di personale a novembre e assumerne un altro con incentivo a marzo successivo.
Il vincolo tutela i lavoratori già occupati impedendo sostituzioni opportunistiche finalizzate esclusivamente a beneficiare dell'agevolazione. Nelle aziende agricole stagionali, dove i rapporti a termine sono la norma, questo vincolo riguarda principalmente i lavoratori a tempo indeterminato eventualmente presenti in organico.
Salario giusto e incremento occupazionale
L'erogazione dell'incentivo è condizionata al rispetto del cosiddetto salario giusto, ossia un trattamento economico individuale non inferiore a quanto determinato dall'articolo 7 del Decreto Legge 62/2026.
Questo significa che le aziende agricole devono garantire retribuzioni conformi ai minimi tabellari previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria, senza sottoinquadramenti o applicazione di livelli retributivi inferiori a quelli spettanti in base alle mansioni effettivamente svolte. Il principio tutela i giovani assunti da sfruttamento retributivo mascherato dall'incentivo pubblico.
Come si calcola l'incremento occupazionale
Il requisito dell'incremento occupazionale netto rappresenta l'elemento più delicato da verificare per le aziende agricole. Le assunzioni incentivate devono comportare un aumento effettivo dell'organico aziendale, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.
Per le aziende agricole con forte stagionalità questo calcolo richiede attenzione, dovendo considerare la media mobile dei 12 mesi che tiene conto delle oscillazioni fisiologiche dell'occupazione legate ai cicli produttivi.
Le aziende agricole devono dimostrare incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, condizione verificabile attraverso documentazione Uniemens e comunicazioni obbligatorie al sistema informativo
Calcolo per aziende con stagionalità marcata
Un'azienda ortofrutticola che nei 12 mesi precedenti ha impiegato mediamente 10 lavoratori equivalenti tempo pieno, considerando sia gli stabili sia i numerosi stagionali convertiti in equivalenti annui, può accedere all'incentivo solo se l'assunzione del giovane under 35 porta la media occupazionale oltre le 10 unità. Questo significa che non basta sostituire un lavoratore stagionale con uno stabile incentivato, ma occorre che la stabilizzazione rappresenti occupazione aggiuntiva netta rispetto alla forza lavoro media storica. Il calcolo diventa particolarmente complesso nelle cooperative agricole o nei consorzi dove i flussi di personale sono continui e articolati.
Società controllate e collegate
Il requisito dell'incremento occupazionale si complica ulteriormente per le aziende agricole organizzate in gruppi societari. La norma stabilisce che il calcolo deve avvenire al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate secondo la definizione dell'articolo 2359 del Codice Civile. Questo significa che un gruppo che controlla più società agricole non può licenziare personale in una società e assumere con incentivo in un'altra per beneficiare dell'agevolazione. Il principio impedisce manovre elusive attraverso articolazioni societarie, comune in gruppi agricoli che gestiscono più aziende specializzate in produzioni diverse.
Vantaggi concreti per diverse tipologie aziendali
Per un'azienda cerealicola che vuole stabilizzare un giovane trattorista formato internamente attraverso stagioni di lavoro occasionale, l'incentivo permette di trasformare un costo variabile stagionale in un investimento stabile su personale qualificato, riducendo contemporaneamente l'esborso complessivo. Per un allevamento che necessita di personale giovane disposto a lavorare su turni e weekend, l'esonero contributivo rende sostenibile l'assunzione stabile di figure altrimenti troppo costose. Per le cooperative ortofrutticole che gestiscono volumi importanti con personale prevalentemente stagionale, l'incentivo consente di creare un nucleo stabile di lavoratori formati che garantiscono continuità operativa riducendo i costi di formazione continua di personale sempre nuovo.
Applicazione nei contoterzisti agricoli
I contoterzisti agricoli possono beneficiare pienamente dell'incentivo per assumere giovani operatori di macchine agricole complesse. Il settore del contoterzismo soffre di carenza cronica di personale qualificato disposto a lavorare con ritmi intensi durante le stagioni di punta, rendendo l'incentivo particolarmente prezioso per stabilizzare giovani già formati sulle principali attrezzature. Un contoterzista che assume un giovane operatore specializzato su mietitrebbia e trattori ad alta potenza può risparmiare 12.000-15.600 euro in due anni, ammortizzando parte significativa dei costi di formazione specifica necessaria per rendere autonomo il dipendente su macchine dal valore di centinaia di migliaia di euro.
Quando arriveranno le domande
L'Inps non ha ancora comunicato la data da cui sarà possibile inviare le domande di accesso al bonus. Considerando che il Decreto Legge 62/2026 è attualmente all'esame della Camera per la conversione in legge, è ragionevole attendersi che la procedura operativa diventi disponibile solo dopo la conversione definitiva e la pubblicazione delle istruzioni tecniche complete da parte dell'Inps. Le aziende agricole interessate dovrebbero comunque iniziare a preparare la documentazione necessaria, verificare il rispetto dei requisiti previsti e valutare quali profili giovani già presenti stagionalmente in azienda potrebbero essere stabilizzati beneficiando dell'incentivo.
Preparazione della documentazione
In attesa dell'apertura delle domande, le aziende agricole possono utilmente predisporre la documentazione che presumibilmente sarà richiesta. Occorrerà dimostrare l'incremento occupazionale netto attraverso gli estratti Uniemens degli ultimi 12 mesi, le comunicazioni obbligatorie di assunzione e cessazione, i libri matricola aggiornati.
Per provare l'assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti servirà documentazione sulle cessazioni eventualmente intervenute, dimostrando che si è trattato di dimissioni volontarie, scadenze di contratti a termine, pensionamenti o altre cause non ostative. La regolarità contributiva sarà verificabile attraverso il DURC, mentre l'applicazione del salario giusto emergerà dal confronto tra retribuzioni effettive e minimi contrattuali.
Opportunità per il ricambio generazionale
Questo incentivo rappresenta un'opportunità concreta per affrontare uno dei problemi strutturali dell'agricoltura italiana: l'invecchiamento degli addetti. L'età media dei lavoratori agricoli supera i 50 anni, con prospettive preoccupanti di perdita di competenze tecniche nel prossimo decennio.
Stabilizzare giovani under 35 attraverso contratti a tempo indeterminato agevolati permette di avviare quel ricambio generazionale indispensabile per garantire continuità alle aziende. I giovani portano energie fresche, maggiore familiarità con le tecnologie digitali sempre più presenti in agricoltura, apertura mentale verso pratiche innovative come agricoltura di precisione e biologico, prospettive di lungo periodo che li rendono disponibili a investire tempo nella formazione specifica aziendale.
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