Vite e rame: come rispettare i nuovi LMR UE 2026/840
Adeguare dosi, piani di difesa, taratura delle irroratrici e registri digitali per rispettare i nuovi limiti di residui rameici su uva
Il rame in vigneto non è più "libero": dal 2026 ha un limite preciso, e quel limite è 30 mg/kg.
Con il Regolamento (UE) 2026/840, i nuovi LMR per i composti del rame su uva da vino e da tavola impongono una revisione tecnica di dosi, calendari e attrezzature.
Un errore di taratura, un intervento ravvicinato in pre-vendemmia o un registro incompleto possono portare a superare le soglie, con rischi di non conformità in cantina, controlli ufficiali e accesso ai mercati.
La buona notizia? Il rame resta approvato fino al 2029. Ma la sfida è gestirlo con precisione agronomica e meccanica: meno grammi per ettaro, più efficacia per grammo.
In questo articolo trovi i criteri pratici per adeguare il piano rameico ai nuovi LMR, calibrare irroratrici e ugelli per ridurre residui e derive, e integrare viticoltura di precisione e registri digitali per tracciare ogni trattamento.
Perché quando si tratta di rame in vigneto, rispettare i limiti non è un vincolo: è il primo requisito per vendere uva e vino senza sorprese.
Ricalibrare il piano di difesa in base ai nuovi limiti di residui consente di mantenere l’efficacia del rame senza superare le soglie su uva e vino lungo la filiera
Cosa cambia per vigneti con il Regolamento (UE) 2026/840
Il Regolamento (UE) 2026/840 modifica gli allegati del regolamento (CE) n. 396/2005 fissando nuovi LMR per i composti del rame su diverse colture, tra cui l’uva da vino e da tavola. Per l’uva da vino il limite è ora pari a 30 mg/kg espressi in rame metallico, mentre per l’uva da tavola il valore è di 15 mg/kg, come riportato nel testo ufficiale disponibile su EUR-Lex – Regolamento (UE) 2026/840. Questo impone una revisione delle strategie di difesa, soprattutto nei vigneti ad alta pressione di peronospora.
Per la viticoltura professionale il rame resta una sostanza attiva chiave, ma il margine di sicurezza rispetto ai residui si riduce. Parallelamente, il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1489 ha prorogato al 30 giugno 2029 il periodo di approvazione dei composti rameici come sostanze attive, come indicato nel documento pubblicato su EUR-Lex – proroga composti del rame. Questo significa che il rame rimane disponibile, ma va gestito con maggiore precisione agronomica e meccanica per rispettare i nuovi LMR lungo tutta la filiera.
Un ulteriore elemento da considerare è il collegamento tra residui su uva e residui sul vino finito. Il Regolamento (UE) 2024/989 prevede l’applicazione di specifici fattori di trasformazione per valutare i residui di antiparassitari nel vino rispetto ai limiti fissati per l’uva, quando non siano disponibili fattori di processo specifici, come riportato nel testo disponibile su EUR-Lex – programma di controllo 2025–2027. Se la cantina esporta o rientra nei piani di controllo, la gestione del rame in vigneto deve quindi tenere conto anche di questa fase di trasformazione.
Piano rameico in vigneto tra limiti di dose per ettaro e nuovi LMR
Il primo passo per adeguare i trattamenti rameici ai nuovi LMR è ricalibrare il piano di difesa per appezzamento, incrociando pressione della peronospora, potenzialità produttiva e storico dei residui.
Il limite di 30 mg/kg per l’uva da vino impone di ridurre gli eccessi di dose per ettaro e di evitare interventi ravvicinati nelle fasi prossime alla vendemmia, soprattutto in annate con molti trattamenti. Se il vigneto è condotto in biologico, la strategia deve combinare rame con prodotti di copertura a basso impatto e misure agronomiche (arieggiamento della chioma, gestione dell’inerbimento) per contenere il numero di passaggi.
Organizzare il piano rameico per fasi fenologiche e verifiche mirate permette di contenere il carico stagionale di rame e rispettare le indicazioni aggiornate di etichetta
Per tradurre i limiti in pratica operativa è utile strutturare il piano rameico in fasi, definendo per ciascuna obiettivi e verifiche. Un errore frequente è considerare solo la dose per ettaro del singolo trattamento, senza sommare il carico stagionale e senza valutare la persistenza del rame sulla buccia in funzione delle piogge e della crescita vegetativa. La tabella seguente aiuta a organizzare il lavoro in vigneto:
| Fase | Cosa verificare | Obiettivo operativo |
| Pre-fioritura | Storico peronospora, suscettibilità varietale, dotazione di rame nel suolo | Impostare la strategia di base e la dose massima per ettaro |
| Allegagione–chiusura grappolo | Numero di trattamenti effettuati, piogge dilavanti, stato vegetativo | Ottimizzare intervalli e miscele per contenere il carico di rame |
| Invaiatura–pre-vendemmia | Residui attesi su uva, previsioni meteo, richieste della cantina | Limitare gli ultimi interventi e rispettare i nuovi LMR |
Secondo gli indirizzi operativi del Ministero della Salute, le imprese devono adeguare le etichette e l’impiego dei prodotti oggetto di riesame ai nuovi LMR UE, con particolare attenzione ai composti del rame, come indicato nella nota disponibile su sito del Ministero della Salute. Un errore da evitare è continuare a usare schemi di trattamento “storici” senza verificare le nuove indicazioni di etichetta e senza aggiornare i quaderni di campagna con il dettaglio delle dosi effettivamente distribuite per ettaro.
Taratura di irroratrici e ugelli per ridurre residui e derive in vigna
La taratura dell’irroratrice è il punto critico che collega il piano teorico di difesa ai residui reali su foglie e grappoli. Una dose corretta sulla carta può tradursi in un eccesso di rame se la macchina distribuisce più volume del previsto o se la distribuzione è disomogenea tra i filari.
Prima dell’inizio della stagione è quindi necessario verificare velocità di avanzamento, portata della pompa, pressione di esercizio e stato degli ugelli, sostituendo quelli usurati o non idonei alla forma di allevamento e alla densità di impianto.
Per ridurre i residui di rame e le derive verso aree sensibili, la scelta degli ugelli e la regolazione del ventilatore (sugli atomizzatori) diventano determinanti. Se, ad esempio, il vigneto è allevato a spalliera stretta e la chioma è stata ben cimata, allora è possibile lavorare con volumi ridotti e ugelli antideriva, mantenendo la copertura ma limitando il deposito superfluo su legno e suolo. L’adozione di trattori compatti e specializzati per il vigneto, come quelli presentati nelle prove dinamiche di trattori da vigneto Enovitis in Campo 2025, facilita inoltre il rispetto delle velocità di avanzamento impostate in fase di taratura.
- Calcolare il volume distribuito per ettaro in base alla velocità reale di avanzamento.
- Verificare la portata di ogni ugello e sostituire quelli fuori tolleranza.
- Regolare la direzione dei getti per colpire la zona dei grappoli, evitando sprechi sulla parte alta della chioma.
- Adattare pressione e volume alle diverse fasi fenologiche, riducendo il carico di rame in prossimità della vendemmia.
Un errore ricorrente è non aggiornare la taratura quando si cambia prodotto o concentrazione, mantenendo parametri pensati per formulazioni diverse. Ogni modifica di miscela, volume o velocità richiede una verifica, almeno empirica, del volume effettivo distribuito per ettaro, per non compromettere il rispetto dei nuovi LMR e la qualità delle uve conferite.
Viticoltura di precisione e registri digitali per trattamenti rameici
La viticoltura di precisione offre strumenti concreti per adeguare i trattamenti rameici ai nuovi LMR, grazie a mappe di vigore, sensori di bagnatura fogliare e sistemi di guida assistita che permettono di modulare dosi e volumi in funzione delle reali esigenze della pianta. Se un appezzamento presenta zone a basso vigore e chioma rada, allora è possibile ridurre localmente il volume distribuito, limitando il deposito di rame senza perdere efficacia. L’integrazione con centraline meteo aziendali consente inoltre di ottimizzare le finestre di intervento, evitando trattamenti inutili o troppo ravvicinati.
Una taratura accurata di irroratrici e ugelli, adattata a chioma e forma di allevamento, riduce sprechi di prodotto, derive e rischio di superare i nuovi limiti di residui
La tracciabilità dei trattamenti fitosanitari diventa centrale anche in vista dei programmi di controllo residui 2026–2028, che includono il vino tra i prodotti monitorati, come previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2025/854 consultabile su EUR-Lex – programma di controllo 2026–2028. L’uso di registri digitali e software di gestione aziendale permette di collegare ogni trattamento a parcella, prodotto, dose e condizioni meteo, generando report utili per la cantina e per eventuali audit. In caso di verifica, poter dimostrare che il carico stagionale di rame è stato pianificato in funzione dei 30 mg/kg di LMR su uva da vino rappresenta un elemento di tutela importante.
Dal punto di vista meccanico, l’evoluzione dei trattori specializzati e delle attrezzature portate o trainate per il vigneto, come le soluzioni semoventi e le attrezzature presentate ad Agrilevante 2025, facilita l’integrazione di sensori, sistemi di guida automatica e controlli elettronici della portata. Un parco macchine aggiornato, abbinato a una gestione digitale dei dati di campo, consente di trasformare l’obbligo di rispettare i nuovi LMR rameici in un’opportunità per migliorare efficienza, sostenibilità e competitività della filiera vitivinicola.
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