ASCENZA risponde al clima 2026 per la peronospora
ASCENZA: nuova soluzione antiperonosporica per vite, patata e pomodoro: resistenza al dilavamento e doppia azione con meteo estremo
ASCENZA risponde al clima in fatto di peronospora della vite (Plasmopara viticola) e quella di patata e pomodoro (Phytophthora infestans), due sono patogeni ben conosciuti nel settore primario.
Ma le loro dinamiche epidemiologiche sono cambiate profondamente. Cicli d'infezione un tempo prevedibili, con finestre di applicazione ben definite, hanno lasciato il posto a scenari sempre più irregolari, dove la variabilità climatica e la crescita delle resistenze rendono insufficienti le strategie tradizionali. In questo contesto,
ASCENZA annuncia prove dimostrative in campo su una nuova soluzione antiperonosporica, progettata per rispondere alle sfide di un'agricoltura che chiede prevedibilità in tempi imprevedibili.
Quando il clima smette di seguire le regole
Per decenni, la gestione della peronospora si è basata su schemi stagionali relativamente stabili. Oggi questo modello non regge più. Piogge intense seguite da caldo improvviso moltiplicano i cicli d'infezione, creano finestre di rischio fuori stagione e generano intere annate in cui il patogeno non concede pause. Il risultato è che le strategie di difesa costruite sulla previsione stagionale sono diventate strutturalmente insufficienti.
La peronospora della vite ha cambiato le sue dinamiche epidemiologiche: cicli d'infezione più frequenti, finestre di rischio fuori stagione e crescente diffusione di ceppi resistenti rendono insufficienti le strategie di difesa basate sulla previsione stagionale e impongono approcci tecnicamente più avanzati.
La pressione di selezione sui patogeni è in costante aumento, con casi di resistenza sempre più diffusi geograficamente. Parallelamente, la normativa europea ha ridotto significativamente il numero di sostanze attive disponibili: meno meccanismi d'azione sul mercato, maggiore dipendenza dalle molecole esistenti e, inevitabilmente, un rischio più elevato di sviluppo di resistenze accelerato dall'uso ripetuto delle stesse famiglie chimiche.
Dalla foglia al frutto: dove la difesa deve essere davvero solida
Il controllo visivo della malattia sulla vegetazione non è sufficiente. Nella vite, nella patata e nel pomodoro, ciò che è realmente in gioco è la resa e la qualità del prodotto finale: la protezione deve essere solida sul frutto e sul tubero, non solo sulle foglie.
Nel vigneto la peronospora non minaccia solo la foglia: alterazioni microbiologiche legate all'infezione possono influenzare fermentazione e aromi del vino, con ricadute dirette su qualità e valore commerciale dei lotti. La protezione efficace deve arrivare fino al frutto, non fermarsi alla vegetazione.
Gli agricoltori oggi cercano soluzioni efficaci anche con la pioggia, anche in presenza delle prime infezioni, anche quando il momento di applicazione ideale semplicemente non esiste. Il calendario può fallire, le previsioni meteo possono fallire, ma la protezione non può fallire quando il valore della coltura è concentrato nel prodotto raccolto.
Nel vigneto, le implicazioni vanno oltre l'agronomia: piccole alterazioni microbiologiche legate alla malattia possono influenzare la fermentazione e gli aromi del vino, modificando qualità e valore commerciale dei lotti. Nella patata e nel pomodoro destinati alla trasformazione industriale, le materie prime devono essere omogenee, prive di difetti e alterazioni sensoriali. La qualità non è negoziabile lungo tutta la filiera.
Cosa chiede oggi il settore: affidabilità in condizioni sfavorevoli
I tecnici agricoli sono unanimi nell'identificare le priorità di una soluzione antiperonosporica moderna. Servono prodotti con doppia azione sistemica e penetrante per proteggere dentro e fuori i tessuti vegetali, con elevata resistenza al dilavamento per mantenere l'efficacia dopo piogge improvvise, con forte azione preventiva e antisporulante per limitare la diffusione del patogeno e con meccanismi d'azione complementari per ridurre il rischio di selezione di ceppi resistenti.
A queste esigenze tecniche si aggiungono requisiti di filiera sempre più stringenti: compatibilità con i processi di trasformazione alimentare, assenza di impatto su aroma e sapore del prodotto, tutela del microbioma del suolo e piena conformità agli standard normativi europei. Proteggere l'efficacia degli strumenti esistenti è diventato importante quanto proteggere la coltura stessa.
La resistenza al dilavamento è diventata una delle caratteristiche più critiche nelle soluzioni antiperonosporiche moderne: con piogge sempre più intense e irregolari, un prodotto che perde efficacia dopo poche ore dall'applicazione vanifica l'intervento e costringe a trattamenti aggiuntivi non programmati.
ASCENZA: nuove prove in campo
In questo scenario, ASCENZA ha avviato prove dimostrative in campo su una nuova soluzione antiperonosporica, in arrivo a breve sul mercato. Il prodotto è progettato specificamente per affrontare le sfide legate all'imprevedibilità climatica, offrendo l'affidabilità che agricoltori e tecnici cercano per garantire produzioni sane e di alta qualità anche nelle annate più difficili.
Il lavoro tecnico di ASCENZA si fonda su tre pilastri: conoscenza epidemiologica aggiornata, monitoraggio continuo delle nuove dinamiche di resistenza e sviluppo di soluzioni in linea con le migliori pratiche internazionali di protezione integrata. Un approccio che punta ad anticipare le esigenze del settore, non a rincorrerle.
In un contesto in cui l'incertezza è diventata strutturale, la fiducia si costruisce con scienza, rigore tecnico e soluzioni capaci di restituire prevedibilità a chi lavora in campo ogni giorno.
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