Fertilizzanti: urea quasi raddoppiata, crisi per gli agricoltori
Qatar, Russia e Cina bloccano le forniture: l'urea sfiora i 700 dollari Fob. Assofertilizzanti chiede a Ue e Governi risposte immediate
Fertilizzanti: l'urea è quasi raddoppiata.
Il settore dei fertilizzanti attraversa una crisi profonda, aggravata da una serie di shock simultanei che stanno comprimendo le forniture globali e facendo impennare i prezzi.
L'urea sfiora i 700 dollari Fob: il blocco della produzione qatariota ha quasi raddoppiato le quotazioni in poche settiman
Il nodo Qatar e le mosse di Russia e Cina
Il principale detonatore della crisi è la sospensione della produzione di urea da parte del Qatar, tra i maggiori produttori mondiali, insieme allo stop alla produzione di gas naturale, materia prima essenziale per la sintesi dei fertilizzanti azotati.
A questo si aggiungono la decisione della Russia di congelare per un mese le esportazioni di nitrato di ammonio — fino al 21 aprile — e le restrizioni cinesi all'export di fertilizzanti a base di azoto e potassio. Un quarto dei fertilizzanti mondiali proviene dall'area del Golfo, e la combinazione di questi stop sta generando tensioni che i mercati faticano ad assorbire. Per gli altri fertilizzanti gli aumenti sono più contenuti ma comunque compresi tra il 10% e il 20%.
L'allarme di Assofertilizzanti: margini ridotti, investimenti bloccati
L'allarme è stato lanciato da Assofertilizzanti-Federchimica, l'Associazione nazionale dei produttori di fertilizzanti. Il presidente Paolo Girelli a il Sole 24 Ore, ha sottolineato come i rincari non dipendano da dinamiche speculative, ma da fattori esogeni non governabili dall'industria:
Russia congela il nitrato di ammonio, Cina restringe azoto e potassio: tre shock simultanei sulle forniture global
I margini delle imprese si stanno riducendo come la capacità di programmare investimenti e produzioni.
Un settore che negli ultimi anni ha già dovuto confrontarsi con crescente instabilità dei mercati, incremento dei costi e un quadro normativo incerto.
Le richieste a Bruxelles e al Governo italiano
Di fronte a questo scenario, Assofertilizzanti chiede interventi coordinati da parte dell'Unione europea e dei singoli Governi. La priorità è definire un quadro normativo adeguato e misure efficaci per garantire l'accesso ai fertilizzanti.
Sul fronte italiano, il Governo punta a richiedere la sospensione temporanea del meccanismo Ets — il sistema di scambio delle quote di emissione — che sta penalizzando il settore senza generare benefici ambientali proporzionati. A questo si affianca la proposta di congelare il Cbam, il contributo richiesto ai produttori per le emissioni di carbonio, per ristabilire una maggiore parità competitiva rispetto alle produzioni extra-Ue che non sono soggette agli stessi vincoli.
Fertilizzanti più cari significa costi più alti per gli agricoltori e rischio di rincari lungo tutta la filiera
Il rischio per l'intera filiera agroalimentare
La crisi non riguarda solo l'industria chimica: fertilizzanti più costosi significano costi più alti per gli agricoltori e, a cascata, un potenziale aumento dei prezzi al consumo.
La transizione ambientale è importante, ha concluso Girelli, ma non può prescindere da quella economica. Senza imprese solide e competitive, non può esistere una filiera agricola resiliente.
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