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Latte e dazi, prezzi in aumento: cause, effetti e sfide

Prezzo del latte in aumento: tra cambiamento climatico e crisi dei salari, il settore lattiero-caseario affronta sfide strutturali.

Prezzo del latte in aumento: tra cambiamento climatico e crisi dei salari, il settore lattiero-caseario affronta sfide strutturali
Foto di: OmniTrattore.it

Settore lattiero-caseario: da parrte del settore ci sono preoccupazioni sul prezzo del latte, non sui dazi.

Dopo l'accordo tra Stati Uniti e Unione Europea che ha fissato i dazi sui prodotti lattiero-caseari al 15%, l'impatto sul comparto si prevede meno pesante del temuto. Per molti formaggi italiani a lunga stagionatura, infatti, le condizioni commerciali con il mercato statunitense rimarranno sostanzialmente invariate, dal momento che già da tempo venivano applicate tariffe simili.

La vera fonte di preoccupazione, tuttavia, non sono tanto i dazi quanto il forte incremento del costo del latte alla stalla.

L'aumento medio stimato si aggira attorno al 15% su base annua, con il prezzo del latte pagato agli allevatori che potrebbe salire dai 53 centesimi al litro del 2024 fino a quota 60 centesimi nel 2025. Un'inflazione che i trasformatori fanno fatica ad assorbire, e che quindi si rifletterà inevitabilmente sul prezzo finale per il consumatore.

Prezzo del latte in aumento: tra cambiamento climatico e crisi dei salari, il settore lattiero-caseario affronta sfide strutturali

Prezzo del latte in aumento: tra cambiamento climatico e crisi dei salari, il settore lattiero-caseario affronta sfide strutturali

Foto di: OmniTrattore.it

Le aziende del settore avvertono: il 2025 e con ogni probabilità anche il 2026 saranno anni caratterizzati da un generale rincaro dei prodotti lattiero-caseari. Nonostante ciò, le proteine del latte continuano a restare tra le più accessibili sul mercato rispetto ad altre fonti proteiche.

Un ulteriore effetto previsto di questa dinamica è uno spostamento dei consumi: parte della domanda potrebbe orientarsi verso prodotti di fascia inferiore, con un impatto sul segmento premium e su quello delle denominazioni di origine.

Le cause dell'aumento: clima e crisi strutturali

Tra le principali cause dell’aumento del prezzo della materia prima c’è il cambiamento climatico. Estati sempre più calde riducono sensibilmente la produttività delle bovine, con cali della mungitura che possono superare il 10-15% nei mesi più caldi. Questo trend non riguarda solo l’Italia: in tutta Europa la produzione lattiera è in calo.

A ciò si aggiungono fattori strutturali e sanitari. In alcuni Paesi, come la Germania, la produzione è stata ostacolata da emergenze sanitarie negli allevamenti, mentre in altri, come i Paesi Bassi, sono state adottate politiche ambientali restrittive che impongono un taglio alle dimensioni delle mandrie per contenere le emissioni.

In questo scenario, il latte italiano si muove a due velocità.

Da un lato, i grandi formaggi a denominazione d’origine continuano a registrare performance positive, con aumenti di valore anche del 30% rispetto a due anni fa. Dall’altro lato, buona parte della trasformazione – soprattutto quella legata ai prodotti freschi come mozzarelle, stracchini e latte alimentare – fatica a trasferire i rincari a valle della filiera.

Prezzo del latte in aumento: tra cambiamento climatico e crisi dei salari, il settore lattiero-caseario affronta sfide strutturali

Tra le principali cause dell’aumento del prezzo della materia prima c’è il cambiamento climatico

Foto di: OmniTrattore.it

La sfida del potere d’acquisto

Il problema, secondo molti operatori, non è solo quanto costa il latte, ma quanto poco si guadagna in Italia. La questione salariale diventa centrale: con i redditi stagnanti, anche piccoli aumenti di prezzo rischiano di ridurre l’accessibilità a beni di largo consumo.

È quindi essenziale pensare a politiche di sostegno per le fasce più deboli della popolazione, ma anche a una revisione strutturale del sistema economico e dei salari.

Si punta a innovazione e resilienza

È irrealistico, almeno nel breve termine, aspettarsi un ritorno ai prezzi bassi della materia prima. Gli effetti del cambiamento climatico continueranno a farsi sentire, e l’unica strada percorribile è l’adozione di tecnologie e strategie per mitigarne gli impatti. Non si tratta di aumentare la produzione, ma di rendere più resiliente il sistema agricolo e zootecnico.

Infine, gli operatori del settore accolgono con favore le nuove risorse stanziate a sostegno dell’agricoltura. Tuttavia, sarà cruciale che questi fondi si traducano in interventi strutturali capaci di rafforzare la filiera in modo duraturo. La cooperazione e l’aggregazione tra produttori potrebbero rappresentare strumenti strategici per affrontare con maggiore forza le sfide del futuro.