Giansanti (Confagricoltura): no fondo unico UE PAC e dazi vino
Giansanti (Confagricoltura): no al fondo unico UE per la PAC e all’aumento dei dazi USA sul vino made in Italy
Durante l'assemblea estiva di Confagricoltura, tenutasi nell’aula magna dell’Università Bocconi di Milano, il presidente Massimiliano Giansanti ha lanciato un appello deciso contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune (PAC).
Una scelta, secondo Giansanti, che minerebbe la competitività dell’agricoltura europea e metterebbe a rischio la sicurezza alimentare dell’intero continente.
Massimiliano Giansanti ha lanciato un appello deciso contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune (PAC)
Giansanti ha poi sottolineato un altro rischio contenuto nelle nuove proposte: la progressiva “nazionalizzazione” delle politiche agricole europee.
Si passa da una PAC vera e propria a tante PAN — Politiche Agricole Nazionali — frammentando uno dei maggiori successi dell’Unione Europea: il mercato unico. L’Italia esporta il 70% della propria produzione agroalimentare, e senza un quadro comune perderebbe quote vitali di mercato.
Il sostegno del Governo italiano
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presente all’evento insieme ai colleghi Bernini, Santanchè e Valentini, ha garantito l’impegno del Governo nel contrastare la proposta a Bruxelles.
Continueremo a lavorare perché l’Europa non segua una strada miope e dannosa. Serve una visione integrata con risorse dedicate, non un accorpamento che penalizza i produttori, ha dichiarato il ministro.
Una posizione condivisa da 20 ministri dell’Agricoltura dell’UE, che in un recente incontro hanno espresso formalmente il loro dissenso alla Commissione Europea.
Vino italiano sotto attacco dai dazi americani
Oltre alla questione PAC, Giansanti ha acceso i riflettori su un’altra minaccia per l’agroalimentare italiano: i dazi statunitensi.
Oltre alla questione PAC, Giansanti ha acceso i riflettori su un’altra minaccia per l’agroalimentare italiano: i dazi statunitensi
Lollobrigida ha ammesso le difficoltà nel ridurre i dazi a zero, sottolineando però la necessità di trovare soluzioni intermedie:
Anche arrivare a livelli di tassazione sostenibili sarebbe un buon risultato, ha detto.
La strategia della “bresaola”: un nuovo modello commerciale?
Nel dibattito è tornata anche la cosiddetta “strategia della bresaola”, ovvero la proposta italiana di importare carne bovina dagli Stati Uniti (anziché dal Brasile) in cambio dell’apertura del mercato americano alla bresaola italiana, oggi esclusa.
Si tratta di una proposta concreta per riequilibrare la bilancia commerciale agroalimentare con gli USA, ha spiegato Lollobrigida, aggiungendo che un modello simile potrebbe essere applicato anche ad altri comparti, come quello dei mangimi:
L’Italia importa la soia quasi esclusivamente da Brasile e Argentina. Acquistarne una parte dagli Stati Uniti potrebbe aprire nuovi spazi per le nostre esportazioni.
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