Dazi USA: Cina risponde con tariffe sull'agroalimentare americano
Dazi USA di Trump su Canada, Messico e Cina: la Cina risponde con tariffe sull'agroalimentare americano
Dazi USA su Canada, Messico e Cina: Pechino risponde con tariffe sull'agroalimentare americano
Commercio internazionale: escalation delle tensioni tariffarie
La giornata di ieri ha segnato l’avvio delle nuove tariffe commerciali statunitensi su 1.500 miliardi di dollari di merci si apre con tensioni crescenti a livello globale. Mentre il presidente Donald Trump conferma l’applicazione di dazi del 25% sulle importazioni da Canada e Messico, e del 10% aggiuntivo sui prodotti cinesi, la risposta di Pechino non tarda ad arrivare.
La reazione cinese sull'agroalimentare
Secondo quanto riportato dal Global Times, organo di stampa vicino al Partito Comunista cinese, il governo di Pechino sta preparando contromisure mirate all’industria agroalimentare statunitense. Già lo scorso anno, le esportazioni americane di prodotti agricoli verso la Cina sono diminuite del 14%, dopo un calo del 20% l’anno precedente.
Nonostante le difficoltà, il mercato cinese resta il principale sbocco per gli agricoltori USA: basti pensare che il 50% della soia statunitense ha generato esportazioni per 12,8 miliardi di dollari.
Trump, dal canto suo, non sembra arretrare. «Ai grandi agricoltori americani: preparatevi a produrre di più per il mercato interno», ha dichiarato il presidente, anticipando ulteriori tariffe dal 2 aprile su tutti i prodotti agricoli.
Dazi USA su Canada, Messico e Cina: Pechino risponde con tariffe sull'agroalimentare americano
Canada e Messico: il momento della verità
Per i partner commerciali più vicini agli Stati Uniti, la situazione è altrettanto critica. I dazi al 25% confermati da Trump entreranno in vigore oggi, e il governo canadese parla di una «minaccia esistenziale» per la propria economia.
Mélanie Joly, ministro degli Affari Esteri canadese, ha sottolineato che migliaia di posti di lavoro sono a rischio. Gli analisti di Bernstein stimano che solo nel settore automobilistico i prezzi potrebbero aumentare del 7%, colpendo direttamente i consumatori americani.
L'India cerca il dialogo
Nel frattempo, l’India tenta di mantenere aperti i canali diplomatici. Il ministro del Commercio Piyush Goyal ha annullato tutti i suoi impegni fino all'8 marzo per volare a Washington e cercare un compromesso. L’amministrazione Trump minaccia infatti tariffe reciproche a partire da aprile, un provvedimento che potrebbe costare all’India fino a 7 miliardi di dollari di esportazioni.
Le mosse di Trump stanno ridefinendo gli equilibri del commercio internazionale. Se da un lato la politica protezionistica mira a rilanciare la produzione interna, dall’altro rischia di innescare una spirale di ritorsioni che potrebbe frenare la crescita globale. La partita è appena iniziata, e i prossimi mesi saranno decisivi per capire se prevarrà il dialogo o se la guerra commerciale si intensificherà ulteriormente.
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