Il Lemken Rubin 10 nasce da una premessa molto semplice. A causa di costi spesso molto elevati a livello di tempistiche e consumi di carburante raggiunti da certe operazioni agronomiche, quali aratura ed affinamento del terreno con attrezzi alla PTO, l’agricoltura odierna si sta spostando sempre più verso lavorazioni del terreno che permettano di risparmiare denaro, tempo e nondimeno ridurre l’impatto sull’ambiente.

Lemken Rubin 10

La minima lavorazione sembra ormai avere la strada spianata, infatti, sono sempre di più gli agricoltori che scelgono tecniche conservative rispetto a quelle tradizionali, almeno in parte sulle proprie superfici aziendali.

Un buon compromesso tra la classica aratura e la semina su sodo sembra essere a tutti gli effetti proprio la minima lavorazione, che viene effettuata ad una profondità variabile da qualche centimetro a circa 20 cm, con l’obbiettivo di preparare il letto di semina in uno o due soli passaggi a seconda delle condizioni in cui si va ad operare.

Data la crescente diffusione di queste tecniche sono numerosi i costruttori che si sono mossi in questa direzione, creando attrezzature adatte ad essere impiegate in questo regime. Forte di una lunga esperienza maturata nel corso degli anni, Lemken produce oggi numerose attrezzature per la minima lavorazione; tra le quali l’ultima arrivata è stata presentata ad agosto e si chiama Rubin 10. Si tratta di un coltivatore a dischi che è stato messo in produzione a partire dal 2019 e che ha sostituito Rubin 9.

 Un degno erede

il Lemken Rubin 10 arriva dopo il successo a livello mondiale del Rubin 9; questo nuovo modello è stato rivisto in molti particolari e migliorato per avere una lavorazione del terreno ancora più ottimale e uniformare le forze di trazione in gioco.

Il Rubin 10 nella versione semi-portata si compone di una doppia fila anteriore di denti strigliatori, che possono essere sollevati o abbassati idraulicamente per diminuire o aumentare il loro angolo di incisione e variare il flusso di residui agli organi posteriori.

L’intervento di questi denti è esclusivamente sul residuo colturale e non sul terreno, in quanto la loro azione permette un abbattimento di stoppie alte e un primo impatto sulle loro radici.

Subito dopo di essi troviamo la prima fila di dischi seguita da un’ulteriore fila di strigliatori rigidi che hanno il compito di inviare la stoppia sotto al terreno sollevato dai dischi per favorirne il rimescolamento. A chiusura, nella parte finale dell’attrezzo è installata un’altra fila di dischi e un rullo a doppio anello. Tra i due, per un pareggiamento uniforme di tutta la superficie lavorata, è posta una barra con organi livellanti che distribuiscono e spianano il suolo mosso e garantiscono che si possa seminare anche solo dopo un singolo passaggio di Rubin 10.  

Lemken Rubin 10

 Simmetria perfetta

Sul Lemken Rubin 10 servesottolineare che, rispetto al nuovo Rubin 12 e come nel precedente Rubin 9, la disposizione dei dischi è simmetrica su entrambi i lati dell’attrezzo. Osservando l’erpice nel senso di marcia è evidente che i dischi della prima fila, sia della metà di sinistra sia nella metà destra, lavorino la terra muovendola verso l’esterno, mentre la seconda dischiera lavora in modo opposto, portando la terra lavorata verso l’interno dell’attrezzo.

Tra le due dischiere sono posti da entrambi i lati, leggermente verso l’esterno, due dischi piatti che hanno il compito di fermare e contenere il terreno o i residui mossi che altrimenti andrebbero a uscire dalla striscia lavorata.

Lemken Rubin 10

Vengono proposte due versioni di aggancio, un gamma con modelli portati e una gamma con attacco semiportato a tre punti, i quali differiscono ovviamente solo per i vari ingombri in fase di trasporto, larghezze di lavoro e per la mancanza nel modello portato dell’erpice strigliatore anteriore. Nelle versioni semi-portate i denti strigliatori possono essere richiesti ed installati come optional. Per il resto entrambe le versioni sono uguali in ogni dettaglio.
 

Dritti anche senza GPS

La disposizione dei dischi su entrambi i lati del Lemken Rubin 10 non è affatto una scelta casuale, essi sono infatti predisposti per produrre delle forze simmetriche su entrambi i lati. Grazie a questa combinazione si ha la maggior stabilità direzionale possibile, si riduce la trazione laterale e quindi la lavorazione procede più fluida.

Le due file di dischi creano forze uguali e contrarie e questi fattori permettono di ridurre la forza di trazione necessaria per lavorare con il Rubin 10 rispetto ad altri coltivatori a dischi di pari larghezza e a parità di peso.

Lemken Rubin 10

Di conseguenza si può lavorare con trattrici di potenze ridotte, diminuendo così anche i consumi di carburante. Grazie a questi sistemi è possibile anche godere di un allineamento più preciso sul passaggio successivo, anche utilizzando sistemi di guida GPS.
 

Perfezionamento dei dischi

I dischi del Lemken Rubin 10 sono dotati di un trattamento termico DuraMaxx, che consiste in una tempra superficiale in grado di aumentare la loro durata del 30% rispetto a dei dischi tradizionali e inoltre, sempre nell’ottica di aumentare la resistenza complessiva, ogni elemento è dotato di un sistema di lavoro no-stop indipendente a molla, fissato al telaio con un’angolazione tale d’avere un allineamento ottimale costante anche in fase di sollevamento del disco.

Lemken Rubin 10

I dischi hanno un diametro standard di 645 mm e vengono disposti a una distanza di 12,5 cm, una soluzione brevettata che ottimizza il flusso del terreno e garantisce una lavorazione uniforme su tutta la larghezza di lavoro a partire da una profondità di 7 cm, intervento minimo che si possa effettuare con questi dischi di grande diametro.
 

Ruota di appoggio

Come di consueto Lemken non ha lasciato nulla al caso, sul Rubin 10 nella versione portata è stato studiato un particolare molto interessante che gli permette di lavorare anche in combinazioni con trattrici di potenze più contenute e con capacità di sollevamento ridotte, anche al limite con il peso dell’attrezzo.

Si tratta di una ruota di trasporto pivotante a 360°. Grazie ad essa è possibile ridurre il carico sull’asse posteriore del trattore e consentire anche di utilizzare rulli più pesanti per ottenere un migliore consolidamento del terreno. Il sistema è completamente meccanico e si basa su una molla ed un pistone. Quando l’attrezzo viene posto in posizione di lavoro la molla mantiene chiuso il pistone; mentre quando l’attrezzo viene sollevato il pistone si abbassa, forzando l’appoggio della ruota e sollevando l’intero telaio.

Lemken Rubin 10

Il sistema non richiede l’intervento dell’operatore ed è immediato: non ci sono attese da quando il trattore solleva o abbassa l’attrezzo al momento in cui la ruota inizia a muoversi. Questo permette un rapido funzionamento anche durante le manovre in capezzagna: per il 100% del tempo in cui il Rubin 10 rimane sollevato la ruota appoggia e garantisce anche di effettuare retromarce. Il meccanismo è completamente disinseribile per lavorare con la ruota sollevata anche quando si solleva l’attrezzo.
 

Lemken Rubin 10

Regolazioni: poche e semplici

Un’altra novità esclusiva montata sul Lemken Rubin 10 è la regolazione in altezza dei denti rimescolatori centrali e degli organi di livellamento posteriori che possono essere settati tramite le apposite leve meccaniche ad esse dedicate. Niente di più semplice ed efficace senza bisogno di utensili.

Tutte le versioni pieghevoli sono dotate di regolazione idraulica della profondità di serie, mentre le versioni semi-portate possono dotarsi in optional delle ruote di controllo della profondità, per un’uniformità di lavoro costante anche in appezzamenti con condizioni di suolo variabili e alle alte velocità.s Il Rubin 10 verrà immesso sul mercato con telaio fisso o pieghevole, portato e semi-portato e con larghezze di lavoro da 2,5 a 7 metri.

Fotogallery: Lemken Rubin 10