La carenza di microchip per gli autoveicoli innescata dalla pandemia di Covid-19 prosegue anche dopo la fase più acuta dell’emergenza e arriva a toccare anche il mondo dei trattori agricoli.

Quanto sta succedendo nel settore auto preoccupa non da poco tuto il mondo dell'agromeccanica, visto che proprio per le autovetture si è stimato che nel 2021 si sarà persa la produzione di 7,7 milioni di veicoli, compresi quelli per il trasporto delle merci, con un mancato introito per i costruttori di 210 miliardi di dollari.

crisi microchip e trattori nuovi

E attenzione: questo valore è già il doppio di quello previsto lo scorso maggio. Per il settore agromeccanico il contraccolpo non è stato finora così violento, complice la disponibilità di macchine sui piazzali delle concessionarie. Ma il problema legato  ai microchip c’è ed è significativo in tutti i settori della meccanica industriale, inclusa quella agricola.

 

Microchip: tanto piccoli e tanto essenziali

Il periodo peggiore per la pandemia di Microchip è stato il secondo trimestre del 2021 e la sperata ripresa della produzione di questi essenziali componenti non è neppure iniziata, a causa anche della diffusione della variante Delta del virus Sars-Cov-2 e di nuovi focolai di Covid-19 nel sud-est asiatico.

Sembra che la carenza di microchip proseguirà almeno sino al secondo trimestre del 2022, salvo altre crisi non solo nell’industria, ma anche nella filiera logistica.

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I tentativi di arginare la carenza in chips

Nella produzione di veicoli ad uso agricolo la crisi è iniziata a gennaio 2021 nell'ambito soprattutto delle potenze medie. Per soddisfare tale domanda, alcuni costruttori stanno spostando la fornitura di semiconduttori dai trattori presenti nei piazzali delle fabbriche alle linee di montaggio, così da non interrompere la produzione; altri assemblano i trattori in maniera non definitiva e li lasciano nei piazzali in attesa di completarli con i microchip.

Ma la carenza non si limiterebbe ai semiconduttori: cominciano a mancare anche cablaggi, specchi retrovisori e componenti in plastica. La ragione, anche in questo caso, sta nella scarsità e sembra che, anche in questo ambito la situazione non si risolverà prima del 2022 inoltrato.

Per affrontare anche questo gap alcuni costruttori stanno prelevando componenti da trattori completi che sono invenduti per montarli su quelli già ordinati, ma evidentemente non può essere che una soluzione temporanea. Molti i costruttori di trattori europei che stanno subendo questa crisi, hanno paventato un necessario rallentamento delle linee di montaggio che potrebbe sfociare in una chiusura momentanea di alcune linee produttive. 

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Trattori: domanda su, offerta giù

Questa è la situazione del comparto industriale agromeccanico che si scontra con una situazione di ripresa di mercato; a livello europeo la domanda di trattori medio-piccoli e e attrezzature è in costante crescita. Molti concessionari stanno lamentando la mancanza di trattori soprattutto da 60 a 100 cavalli. La testimonianza di un dealer del centro Italia (che ci ha chiesto l’anonimato) è significativa

“In un settembre-ottobre normale avrei probabilmente 30 trattori nuovi disponibili per la vendita e normalmente qualcuno avrebbe semplicemente scelto quello che voleva. Oggi stiamo lavorando di più sul prodotto in prevendita che arriverà a metà del prossimo anno se tutto va bene."

Anche il mercato dei trattori usati in difficoltà, ci dice lo stesso referente vendite della concessionaria.

"Normalmente, in questo periodo avrei a disposizione almeno una decina di usati. Sono stati tutti acquistati in brevissimo tempo. Lunedì ne ho ritirati due che a metà settimana mi sono stati bloccati”.

La carenza di acciaio

I prezzi dell'acciaio sono un altro fattore importante che influenza soprattutto alcune categorie di attrezzature agricole, in particola modo nei tempi di consegna.

Ad essere toccati dalla penuria di materia prima sono alcune sottocategorie di attrezzi, di struttura semplice come trailer o per la preparazione del terreno o anche per la fienagione, in cui l’acciaio è la componente principale.

“Le aziende che normalmente sarebbero spedirebbero entro tre o quattro settimane, in questo momento stanno allungando i tempi di consegna fino a 28 settimane - continua il dealer - e la carenza di prodotto strutturale aumenta la pressione su noi concessionari, che dovremmo vedere trailer pieni di attrezzature pronte da vendere e invece ci vediamo consegnare uno o due unità a distanza di settimane”.

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Fame di microchip per l’alta tecnologia

C'è anche una carenza conclamata di microchip per le apparecchiature satellitari che utilizzano il GPS, per cui molti di questo ordini potrebbero essere dimessi non prima del 2022.

La domanda è così forte che anche con le fabbriche che aumentano la loro capacità, non sono in grado di soddisfarla. Attualmente, i concessionari stanno vendendo seminatrici di precisione che andranno in consegna solamente il prossimo anno. Ma non si sa se in primavera o oltre.

Alle aziende agricole e ai contoterzisti non resta che pianificare gli acquisti sul medio lungo periodo: sull’anno in corso è praticamente impossibile.

Fortunatamente allo stato attuale il comparto degli pezzi di ricambio regge, ma i clienti hanno perfettamente capito che potrebbero non essere in grado di reperirne i necessari velocemente durante la campagna del prossimo anno.