Via libera agli abbattimenti degli storni in Puglia: cosa cambia
Deroga venatoria regionale sugli storni dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027 e impatto concreto sugli oliveti pugliesi
Circa 4,6 milioni di storni svernano ogni inverno in Puglia, e nelle aziende olivicole monitorate hanno provocato una perdita media del 12,6% delle olive. La Regione ha risposto autorizzando il prelievo in deroga della specie su tutto il territorio regionale per la stagione 2026/2027.
Il provvedimento riguarda direttamente chi gestisce oliveti in Puglia, dove nelle aree più esposte i danni salgono ben oltre la media regionale. Da novembre i cacciatori autorizzati potranno intervenire nei periodi e con i limiti fissati dal calendario venatorio, in un contesto già segnato da un'altra deroga attiva sui cinghiali.
Via libera agli abbattimenti degli storni in Puglia: cosa prevede la deroga
Il prelievo in deroga dello storno è consentito dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027, su tutto il territorio regionale e in tutti gli Ambiti territoriali di caccia pugliesi. I cacciatori autorizzati possono operare per un massimo di tre giornate alla settimana, un vincolo che limita la pressione venatoria pur estendendo la finestra temporale rispetto alla stagione ordinaria.
I numeri della stagione precedente ridimensionano l'impatto reale sulla popolazione: gli storni abbattuti sono stati 459, con un prelievo massimo individuale di 11 capi in una singola giornata. Si tratta dello 0,01% della popolazione svernante regionale, una quota che spiega perché la deroga da sola non risolva il problema dei danni in campo.
La deroga sugli storni si affianca a quella già operativa sui cinghiali, dove nel 2025 sono stati abbattuti oltre 2.700 capi con la Regione che punta ad aumentare i numeri anche tramite la caccia collettiva con cani, attiva dal 1° ottobre al 31 gennaio, secondo quanto riportato da Ansa Puglia.
Danni degli storni agli oliveti pugliesi e dati Coldiretti
Ogni esemplare di storno può consumare fino a 20 grammi di olive al giorno: moltiplicato per una popolazione che si concentra in stormi di migliaia di individui, il dato spiega l'entità delle perdite segnalate nelle aziende monitorate. Nelle aree a maggiore densità la produzione compromessa oscilla tra il 30% e oltre il 60%, una forbice che dipende dalla vicinanza ai dormitori notturni della specie.
Le concentrazioni più elevate si registrano nelle province di Bari e Brindisi e sul Gargano, aree dove gli oliveti convivono con superfici agricole estese e corridoi di svernamento consolidati. Coldiretti Puglia ha definito il provvedimento "un passo importante perché riconosce, sulla base di dati scientifici, una problematica che gli agricoltori pugliesi conoscono bene", legandolo alle difficoltà già segnalate dal settore.
Il contesto in cui arriva la deroga è quello di un'olivicoltura pugliese già sotto pressione: siccità e temperature sopra media hanno compromesso la maturazione delle olive in diverse zone della regione, aggravando un quadro di prezzi in calo e scorte accumulate nelle campagne precedenti. In questo scenario, chi pianifica la difesa del raccolto integra il calendario di abbattimento con altri strumenti, come i dissuasori acustici già impiegati contro altre specie di uccelli in fase di semina, mentre il tema più ampio della gestione di specie problematiche in agricoltura tocca anche i casi di specie esotiche invasive segnalate in altri territori italiani.
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