CNH: ricavi in rialzo, utile crolla — allarme per i concessionari
Numeri di CNH Industrial tra 4,80 miliardi di ricavi, utile in flessione e ciclo debole di trattori e mietitrebbie nei diversi mercati
CNH Industrial ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi complessivi a 4,80 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti, ma con un utile netto sceso a 141 milioni di dollari. Il fatturato delle attività industriali (agricoltura, costruzioni e voci correlate) si è fermato a 4,14 miliardi, in crescita rispetto al 2025.
Per chi vende, noleggia o gestisce macchine del gruppo, il segnale è duplice: la domanda regge meglio del previsto in alcune aree, ma il ciclo delle attrezzature agricole resta debole e comprime la marginalità. L'amministratore delegato Gerrit Marx ha parlato di un mercato "nella fase di minimo del ciclo agricolo", confermando che la pressione sui prezzi non si esaurirà nei prossimi mesi.
Risultati del secondo trimestre 2026: ricavi su, utili giù
L'utile per azione base e diluito si è fermato a 0,11 dollari, mentre la versione rettificata sale a 161 milioni di dollari di utile netto. Il divario tra le due misure racconta una redditività sostenuta più da voci contabili e controllo dei costi che da un reale recupero dei volumi venduti nel comparto trattori e mietitrebbie.
Il flusso di cassa operativo si è attestato a 145 milioni di dollari, con un flusso di cassa libero delle attività industriali di 150 milioni: numeri che indicano una gestione finanziaria ancora solida, capace di assorbire il rallentamento della domanda senza intaccare la liquidità disponibile per investimenti e rete distributiva.
Sul fronte fiscale, l'onere è stato di 43 milioni di dollari, con un'aliquota effettiva del 25,0%. Dopo la pubblicazione dei conti, la direzione ha ristretto la guidance 2026 verso la parte alta degli intervalli precedenti, un messaggio che punta a rassicurare la rete su pricing selettivo e gestione delle scorte dealer, temi già toccati nell'analisi dei margini di CNH Industrial nel trimestre.
Domanda di trattori e mietitrebbie nelle diverse regioni
I dati per area confermano un ciclo a due velocità. In Nord America le vendite di trattori sotto i 140 CV sono calate del 16% su base annua, un segmento che pesa molto sulle aziende di piccola e media dimensione e sui contoterzisti orientati a colture intensive o zootecnia.
In Europa, Medio Oriente e Africa la domanda di trattori è scesa dell'11%, un dato che si somma alle difficoltà già segnalate per il mercato dei trattori in Italia tra 2025 e 2026. Il calo più marcato resta però in Sud America, dove la domanda di mietitrebbiatrici è crollata del 29%, riflesso diretto della debolezza dei prezzi agricoli in alcune commodity chiave dell'area.
Questo scenario regionale spiega perché CNH insista su efficienze di costo e pricing selettivo piuttosto che su una crescita aggressiva dei volumi: la stessa dinamica descritta per il calo del mercato trattori USA nel 2026 si riflette ora nei conti trimestrali del costruttore, con conseguenze dirette su promozioni e supporto commerciale alla rete di concessionari.
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