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Società semplici agricole: come funziona la detassazione Irpef

Società semplici agricole: detassazione Irpef, istruzioni (complicate) per l’uso. Attenzione al quadro RA nel modello Redditi 2025

Società semplici agricole: come funziona davvero la detassazione Irpef
Foto di: OmniTrattore.it

Nelle Società semplici agricole la detassazione Irpef richiede un'attenta procedura, sopratutto un'attenzione alla compilazione del quadro RA nel modello Redditi 2025.

La detassazione Irpef per i redditi dominicali e agrari può diventare infatti un vero e proprio rompicapo nel caso di società semplici con soci agricoltori professionisti o coltivatori diretti (Iap e CD). A chiarire i criteri, una recente FAQ dell’Agenzia delle Entrate (24 giugno), che entra nel dettaglio delle modalità di calcolo delle soglie di esenzione.

Il nodo: la presenza di un solo socio Iap

Quando una società semplice agricola è composta da più soci ma solo uno ha la qualifica di Iap o CD, è comunque possibile accedere alla detassazione, ma solo se viene indicato correttamente nel modello Redditi SP 2025.

Nel quadro RA, la società dovrà barrare la colonna 10, segnalando il possesso della qualifica agricola. Questo adempimento produce due effetti diretti: in primo luogo, i redditi dichiarati non saranno soggetti alla rivalutazione automatica del 30% prevista per i soggetti non qualificati. In secondo luogo, si applica la detassazione parziale del reddito fondiario, che dovrà quindi essere suddiviso nel rigo RA27 tra quota imponibile e quota non imponibile.

Società semplici agricole: come funziona davvero la detassazione Irpef

Quando una società semplice agricola è composta da più soci ma solo uno ha la qualifica di Iap o CD, è comunque possibile accedere alla detassazione

Foto di: OmniTrattore.it

Esempio pratico: come si ripartisce il reddito

Supponiamo che la società dichiari un reddito dominicale pari a 12.000 euro e un reddito agrario di 8.000 euro, per un totale fondiario di 20.000 euro. Applicando le soglie stabilite dalla legge 232/2016, i primi 10.000 euro risultano completamente esenti.

La fascia compresa tra 10.000 e 15.000 euro è esente per il 50%, quindi su 5.000 euro si considerano non imponibili 2.500 euro. Infine, la parte eccedente i 15.000 euro (cioè 5.000 euro) è totalmente imponibile. Ne deriva un reddito non imponibile pari a 12.500 euro e un reddito imponibile pari a 7.500 euro.

Dominicale vs Agrario: la chiave è la proporzione

Per riportare correttamente le quote nel quadro RN, è necessario calcolare l’incidenza percentuale dei due tipi di reddito sul totale. Il reddito dominicale, che ammonta a 12.000 euro, rappresenta il 60% del totale fondiario, mentre il reddito agrario, pari a 8.000 euro, incide per il restante 40%.

Quindi, la quota non imponibile di 12.500 euro verrà suddivisa in 7.500 euro per il dominicale e 5.000 euro per l’agrario. Allo stesso modo, la parte imponibile di 7.500 euro sarà ripartita in 4.500 euro sul dominicale e 3.000 euro sull’agrario.

Attenzione alla trasparenza fiscale tra soci

Il reddito complessivo deve poi essere attribuito ai soci per trasparenza, tenendo però conto della loro posizione fiscale. Se, come nell’esempio, uno dei soci non è Iap, non può usufruire della detassazione né dell’esenzione dalla rivalutazione.

Perciò, la società dovrà calcolare e assegnare un maggior reddito al socio non qualificato, riportando gli importi specifici nel quadro RO, sezione II, ai campi 15 e 16.

Nel caso specifico, il socio non Iap riceverà un maggior reddito dominicale pari a 5.550 euro. Questo importo si ottiene considerando il 50% della quota dominicale imponibile (cioè 3.750 euro) e aggiungendo il 50% della rivalutazione del 30% sull’intero reddito dominicale (pari a 1.800 euro). Per il reddito agrario, applicando lo stesso metodo, il maggior reddito da attribuire sarà di 3.700 euro.

Società semplici agricole: come funziona davvero la detassazione Irpef

Il socio con qualifica Iap non riceve alcun maggior reddito, ma può compensare – entro il limite del proprio reddito imponibile – parte del reddito che il socio non Iap non può detassare

Foto di: OmniTrattore.it

E il socio Iap?

Il socio con qualifica Iap non riceve alcun maggior reddito, ma può compensare – entro il limite del proprio reddito imponibile – parte del reddito che il socio non Iap non può detassare. Nel nostro esempio, invece di dichiarare un reddito imponibile di 3.750 euro e uno non imponibile di 6.250 euro, il socio Iap potrà dichiarare direttamente 10.000 euro come reddito non imponibile, beneficiando così della piena esenzione disponibile.