Diritto di superficie su terreni agricoli: Imposta ridotta al 9%
Novità in fatto di diritto di superficie sui terreni agricoli con l'imposta che viene ridotta al 9% per la Costituzione.
Novità in fatto di diritto di superficie sui terreni agricoli con l'imposta che viene ridotta al 9% per la Costituzione.
Una buona notizia, quind, per gli agricoltori e gli imprenditori del settore agricolo interessati a investire nel fotovoltaico: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 23/E, ha ufficialmente riconosciuto che la costituzione del diritto di superficie su terreni agricoli è soggetta all'imposta di registro al 9%, e non al 15% come precedentemente indicato.
Questa novità riguarda da vicino chi intende installare impianti fotovoltaici su terreni agricoli mediante la costituzione di un diritto di superficie. La riduzione dell'aliquota rende l'operazione più sostenibile dal punto di vista economico, incentivando l’impiego produttivo dei terreni anche per la produzione di energia rinnovabile.
L'Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che la costituzione del diritto di superficie su terreni agricoli è soggetta all'imposta di registro al 9%
Impista al 15% abolita
Fino a ieri, secondo quanto previsto dalla circolare 36/E del 2013, l’Agenzia delle Entrate riteneva che a tali atti si dovesse applicare l’imposta del 15%, prevista per il trasferimento di terreni agricoli. Oggi, grazie a un orientamento consolidato della Corte di Cassazione, viene fatta chiarezza: la costituzione del diritto di superficie è un atto costitutivo di diritto reale di godimento e non un trasferimento di proprietà.
Il diritto di superficie – ovvero il diritto di costruire e mantenere un edificio su un terreno altrui – viene quindi riconosciuto come diritto reale di godimento. La Cassazione ha ribadito che, nel momento in cui il proprietario del terreno agricolo concede tale diritto, si tratta della costituzione di un nuovo diritto e non del trasferimento di uno già esistente. Questo vale indipendentemente dal fatto che il terreno sia agricolo o edificabile.
Il diritto di superficie viene riconosciuto come diritto reale di godimento
Chi fa agrivoltaico festeggia
Per chi opera nel settore agricolo, questa interpretazione ha implicazioni pratiche rilevanti: in primo luogo, i costi fiscali nella fase di costituzione del diritto di superficie risultano notevolmente ridotti; in secondo luogo, l’investimento in impianti fotovoltaici diventa più attraente anche in ambito rurale; infine, viene riconosciuta una distinzione chiara tra le diverse tipologie di atti giuridici, facilitando la pianificazione contrattuale.
Immaginiamo, ad esempio, un agricoltore che conceda a una società energetica il diritto di superficie su parte del proprio terreno per installare pannelli fotovoltaici. Grazie a questa risoluzione, l’imposta da versare sarà del 9% e non più del 15%, rendendo l’accordo economicamente più vantaggioso per entrambe le parti.
Questa novità normativa rappresenta un importante passo avanti verso la semplificazione fiscale e lo sviluppo delle energie rinnovabili nel comparto agricolo. La sinergia tra agricoltura e fotovoltaico diventa così sempre più concreta, sostenibile e conveniente.
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