Agrivoltaico: costituzione e trasferimento differenziati per le imposte dirette, a esclusione del registro per soggetti non Iacp o coltivatori diretti.

Alla luce dei fondi Pnrr messi a disposizione (decreto 3 aprile 2023 con 1,1 miliardi di euro per coprire fino al 40% dei costi di investimento, oltre a 560 milioni di euro), per l’erogazione della tariffa incentivante, le linee guida emanate da un gruppo di lavoro coordinato dal ministero per la Transizione ecologica prevedono che gli unici impianti che possono accedere agli incentivi sono l’“agrivoltaico avanzato” (tariffa incentivante) e il “sistema agrivoltaico” (tariffa incentivante + contributo).

Agrivoltaico: il doppio standard fiscale

Queste tipologie di impianti inquadrano il concetto di agricoltura sostenibile; tuttavia, la loro effettiva realizzabilità presenta molte incognite tecniche, dovute al fatto che i pannelli devono essere posizionati a un’altezza considerevole ma, al contempo, devono essere privi di fonda- menta e facilmente amovibili.

I "contoterzisti" dell'agrivoltaico

In considerazione dell’evoluzione tecnica e normativa che dovrebbe consentire alle aziende agricole di realizzare impianti agrivoltaici in autonomia, al momento la transizione energetica è attuata da grandi investitori che realizzano impianti su terreni altrui grazie alla costituzione del diritto di superficie.

Come si legge da "Il Sole 24 Ore",

I diritti reali assumono, pertanto, un ruolo fondamentale in queste operazioni; spesso, però, si registrano contrasti interpretativi e modifiche normative che potrebbero ostacolare queste nuove forme di investimento.

Ai fini dell’imposta di registro, l’Agenzia (risposta a interpello 365/2023) ha affermato che, in caso di costituzione del diritto di superficie a favore di soggetti diversi da imprenditore agricoli professionali (Iap) o coltivatori diretti, dovrebbe applicarsi l’aliquota del 15 per cento. Una presa di posizione che contrasta con l’orientamento della Corte di cassazione, che ritiene applicabile l’aliquota del 9% (ordinanza 3461/2021) a prescindere dai requisiti soggettivi del beneficiario.

La Corte (diversamente dal Notariato, studio 35-2011/T) distingue tra “costituzione” e “trasferimento” del diritto, prevedendo una diversa imposizione; mentre per le Entrate la “costituzione” dei diritti è ricompresa nel concetto di “trasferimento” (si ve- da anche la circolare 18/E/2013).

Agrivoltaico: il doppio standard fiscale

Le imposte

Sul fronte delle imposte dirette, la legge di Bilancio 2024 (articolo 1, comma 92) modifica il Tuir prevedendo che la costituzione di diritti reali venga in ogni caso (purché al di fuori del reddito d’impresa) assoggettata a tassazione come reddito diverso (articolo 67, comma 1, lettera h) in forma autonoma rispetto alla plusvalenza da cessione del medesimo diritto o del bene, e che la base imponibile sia costituita dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione, senza consentire la rideterminazione di valore né l’imposta sostitutiva del 26 per cento.

In quest’ambito, quindi, costituzione e trasferimento prendono strade diverse, senza distinzione tra trasferimento provvisorio (ad esempio per un tempo determinato) e definitivo. Si avverte quindi la necessità di un intervento che inquadri la materia sotto tutti gli aspetti, coordinando tra loro le varie fattispecie e ricordando che potrebbe essere poco coerente incentivare un sistema e, nel contempo, appesantirne la fiscalità per chi vi investe.

La tassazione del fotovoltaico secondo la circolare 32/E/2009

 

I primi 200 kW

Secondo la circolare n. 32/E del 2009, par. 4, la produzione di energia fotovoltaica derivante dai primi 200 kW di potenza nominale complessiva, si considera in ogni caso connessa all’attività agricola.

La produzione di energia fotovoltaica eccedente i primi 200 kW di potenza nominale complessiva, può essere considerata connessa all’attività agricola nel caso sussistano alcuni requisiti. Ad esempio, che la produzione di energia fotovoltaica derivi da impianti con integrazione architettonica o da impianti parzialmente integrati, come definiti dall’articolo 2 del Dm 19 febbraio 2007, realizzati su strutture aziendali esistenti.

Oppure che il volume d’affari derivante dell’attività agricola (esclusa la produzione di energia fotovoltaica) deve essere superiore al volume d’affari della produzione di energia fotovoltaica eccedente i 200 kW. Questo volume deve essere calcolato senza tenere conto degli incentivi erogati per la produzione di energia fotovoltaica.

O infine che, entro il limite di 1 MW per azienda, per ogni 10 kW di potenza installata eccedente il limite dei 200 kW, l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro di terreno utilizzato per l’attività agricola.