Il sollevatore telescopico o telehandler, all'interno dell0azienda agricola, non smette di guadagnarsi ruoli e rubare al classico trattore mansioni operative.

Alla base di tale successo, come abbiamo più volte ripetuto, c'è la spiccata capacità di svolgere lavori delle più svariate tipologie e l’ampia fascia di prestazioni raggiunte.

Queste due caratteristiche hanno reso i telescopici dei mezzi utili, oltre che nel construction, anche nell’azienda agricola.

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Multifunzionalità nell'impresa agricola

L’azienda agricola nel corso degli anni si è sempre più avvicinata al concetto di multifunzionalità.

Da qui la necessità dei costruttori di progettare macchinari in grado di soddisfare più mansioni come il trasferimento di materiali e oggetti anche se ingombranti, fino a divenire la macchina regina all’interno delle aziende in cui esiste un impianto per biogas. Il sollevatore telescopico d’altro canto è una macchina nata all’interno del settore edile, che tra i settori industriali è quello che più sta soffrendo la crisi degli ultimi anni.

Ecco che molti costruttori hanno cercato di proporre alcune loro versioni funzionali al settore agricolo, laddove alcune funzioni operative potevano essere di utilità comune.

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I costruttori stessi cercano di far leva sulla spiccata versatilità di impiego che tale mezzo consente, soprattutto se, come spesso è avvenuto, i costruttori lo hanno arricchito con le principali funzioni tipiche del trattore, pur mantenendo integralmente quelle originali. Non solo. L’importanza e il valore strategico di queste macchine è dimostrato dal fatto che tutti i costruttori di trattori tradizionali del mercato hanno una propria linea di telehandler, spesso realizzata dai costruttori leader nel settore dei telescopici.

Del resto alcune delle mansioni del telehandler possono essere svolte dal trattore di classe media stesso, se dotato di caricatore frontale.

Dal canto suo il sollevatore, oltre a movimentare carichi con il classico braccio può anche trainare al gancio e allargare le proprie potenzialità grazie al sollevatore idraulico per mezzo di un attacco a 3 punti e la presa di potenza, che gli consente di agganciare una vasta gamma di attrezzature.

Ascensioni senza esitazioni

Non c’è dubbio però che i sollevatori telescopici sono nati per movimentare carichi

La funzione di sollevamento è regolata da alcuni parametri di primaria importanza che fanno la differenza. Primo fra tutti il massimo carico gestibile messo in relazione con la massima altezza raggiungibile (t/m). In base a questi due parametri si ricavano gamme medio basse tra 2 e 6 t con un’altezza tra i 5 e i 10 m.

Dieci Hybrid Boost System per sollevatore telescopico

Il parametro è molto importante non solo per quanto concerne le prestazioni di sollevamenti della macchina, ma in particolar modo per quelli che sono i parametri di sicurezza del cantiere. Ne è una riprova che molti costruttori hanno sviluppato sistemi per il controllo attivo del carico, anche con il riconoscimento automatico delle attrezzature per evitare il superamento dei limiti operativi della macchina.

Si tratta di centraline, ad esempio che gestiscono in automatico l’azione del braccio, monitorando istante dopo istate il peso del carico, lo sbalzo e l’angolo di inclinazione dell’utensile terminale accoppiato, Viene creato in questo modo un diagramma di carico continuo che blocca la macchina se ci si avvicina al limite di ribaltamento.

Un campione nello stretto

La struttura del telehandler è votata alla manovrabilità. La necessità di muoversi nello stretto di un cantiere edile è risultata utile anche negli spazi stretti della stalla e dell’azienda agricola in generale.

Su tutti i sollevatori telescopici sono presenti tre modalità di sterzo: la prima, impiegata principalmente durante la marcia su strada, consente di sterzare le sole ruote anteriori; la seconda permette di azionare contemporaneamente le quattro ruote e di ridurre al minimo il raggio di rotazione della macchina; la terza, denominata “a granchio” consente di orientare le quattro ruote in una stessa direzione e far traslare il mezzo mantenendo sempre la stessa direzione longitudinale.

Fendt Cargo t955: il sollevatore telescopico

Al vantaggio della manovrabilità va aggiunta la possibilità di allestire la macchina con numerosissime dotazioni agricole collegate ad una Pto meccanica tradizionale e a un gancio di traino di tipo agricolo, operazione semplice quest’ultima visto la presenza di ruote isodiametriche e con una distribuzione delle massa uniforme che consente di viaggiare a 40 km/h. La trazione dei “tele” è invece affidata ai motori idraulici rispetto ad una driveline meccanica delle macchie agricole.

Si iniziano vedere in questi ultimi anni nuove soluzioni che prevedono trasmissioni semiautomatiche e o simil-CVT. La trasmissione idrostatica consente di realizzare una guida semplice, un elevato effetto frenante, una buona distribuzione dei componenti e dei pesi sul mezzo, nonché delle buone prestazioni generali.

Fisso o rotante

Una delle differenze più importanti che possono caratterizzare l’operatività di un sollevatore telescopico è data dal tipo di telaio impiegato. In particolare, esistono mezzi a telaio fisso e altri equipaggiati con ralla.

I primi possono essere eventualmente dotati di stabilizzatori frontali che devono garantire, una volta impiegati, una base anteriore stabile e una geometria di appoggio tale da consentire il raggiungimento delle prestazioni massime della macchina soprattutto per gli elevati valori dello sbraccio.

Sollevatore telescopico compatto JCB 525-60

I secondi, denominati rotativi (più diffusi in edilizia), sono invece equipaggiati con quattro stabilizzatori, per garantire la superficie di appoggio su 360°. Gli stabilizzatori possono essere di diverse tipologie, pur avendo in comune la stessa esigenza: ridurre quanto più possibile, una volta chiusi in posizione di marcia, gli ingombri del mezzo.

Nel caso dei sollevatori a telaio fisso sono state sviluppate delle geometrie che permettono di raggiungere le necessarie superfici d’appoggio consentendo al contempo una posizione di fuori ingombro in prossimità degli pneumatici anteriori.

Sollevatore telescopico compatto JCB 525-60

Nei sollevatori rotativi gli stabilizzatori sono generalmente a compasso, quando viene impiegata un’articolazione e un azionamento idraulico per realizzare la rotazione degli stessi e il conseguente sollevamento della macchina, e a estrazione telescopica, quando viene impiegata la trave scatolata con l’appoggio terminale.

Un braccio, tante operazioni

Il braccio telescopico può essere a due, tre o quattro elementi, consentendo di realizzare le necessarie lunghezze di lavoro.

Il punto di cerniera è ricavato nella parte posteriore del telaio a una quota generalmente non elevata per consentire una buona visibilità durante la marcia, quando il braccio stesso è in posizione di riposo.

All’estremità anteriore del braccio è sempre presente un azionamento idraulico per la rotazione dell’utensile sul piano verticale.

Sollevatori telescopici: perchè aumentano in azienda agricola

Flussi da grande

Queste macchine sono state concepite alla stregua di veri e propri portattrezzi. Ecco perchè nei telehandler sono presenti sollevatore e prese idrauliche; l’impianto di cui da sempre sono dotati è sovrabbondante ed evoluto in tal senso: si arriva fino a maxi-impianti idraulico che sfiorano i 200 litri/min, con sensore di carico a centro chiuso gestito da un joystick  load sensing, in modo tale da permettere un funzionamento contemporaneo e senza compromessi di tutte le utenze.

La stalla a 360°

La cabina è ricavata su un lato del braccio (quindi è molto meno spaziosa di quella di un trattore), è dotata delle protezioni ROPS e FOPS ed è sempre caratterizzata da un’ampia superficie vetrata.

Decisi passi avanti sono invece stati compiuti in tema di comfort del posto di guida del sollevatore telescopico: sono state installate delle sospensioni, è spesso presente un joystick e un ampio display, l’abitacolo è condizionato e pressurizzato.

Sollevatori telescopici: perchè aumentano in azienda agricola

Sul lato della visibilità, anteriore, posteriore, laterale e verso l’alto i telehandler eccellono: la configurazione del veicolo permette un controllo visivo del carico decisamente migliore rispetto a quello permesso dal classico caricatore frontale del trattore.

Inoltre, sui modelli più recenti sono stati razionalizzati gli ingombri (parafanghi e cofani sagomati e spioventi), in modo da ottimizzare anche la visuale a terra, a tutto vantaggio delle fasi di aggancio, presa e raccolta di materiali.