Le irroratrici semoventi sono le più adatte per coltivazioni di tipo estensivo, ma che offrono interessanti prospettive di sviluppo anche in Italia, dove l'industria ha sviluppato modelli che si affiancano a quelli dei grandi marchi globali, e che bene si adattano alle esigenze delle diverse lavorazioni. Ecco come sono fatte

Sempre più indispensabili nella lotta in campo 

Si stenta a crederlo ma al 2021 ancora il 25% circa della produzione agricola mondiale viene persa a seguito di attacchi parassitari. Nel campo della difesa colturale, i continui progressi della ricerca chimica e fitoiatrica hanno portato all’introduzione di agrofarmaci sempre più efficienti e mirati verso parassiti o infestanti.

Le irroratrici semoventi

L’importanza delle macchine per la distribuzione di prodotti fitosanitari è fondamentale sia nella valutazione dell’impatto ambientale dovuta al loro utilizzo che nella gestione ottimale di un’agricoltura intensiva. È inoltre bene non dimenticare ricordare che gli operatori chiamati a effettuare i trattamenti sono fortemente esposti all’azione tossica dei prodotti fitosanitari.

È importante per l’operatore effettuare una scelta oculata della macchina più adatta alle sue esigenze per poi agire sulla stessa effettuando le regolazioni più opportune per massimizzarne l’efficienza nelle particolari condizioni in cui essa viene chiamata ad operare e ridurre al contempo l’impatto sull’ambiente dei trattamenti che effettua.

Tante le tipologie di macchine, tra le quali spiccano le irroratrici di pieno campo, per colture erbacee a distribuzione solitamente orizzontale; tali macchine vengono spesso, ma impropriamente, denominate “barre”, poiché gli organi distributori, gli ugelli, sono collocati lungo una barra metallica orizzontale.
 

Tutto in uno

Nelle irroratrici semoventi, per garantire la corretta applicazione dei fitofarmaci alle colture erbacee è necessario che si realizzi un equilibrio tra la scelta del principio attivo, la sua dose e il momento di intervento, parametri che devono essere sempre strettamente  connessi alla modalità di distribuzione.

Le irroratrici semoventi

Un denominatore comune tra tutte queste variabili è la necessità di un’esecuzione tempestiva della distribuzione, indispensabile per garantire una buona efficacia del trattamento. Proprio questa esigenza ha favorito la diffusione di macchine irroratrici semoventi in grado di garantire tempi ridotti di intervento pur su elevate estensioni.

Questa linea di macchine abbina un grossissimo vantaggio: l’unità motrice e l’unità di distribuzione sono concentrati in un unico mezzo e questo aspetto, rispetto all’accoppiamento trattore-irroratrice, porta  ad una maggiore manovrabilità e capacità di carico ed in un minore compattamento del terreno.

Di contro, ovviamente, trattandosi di macchine specializzate gli imprenditori devono sostenere un investimento economico, in cambio di prestazioni e funzioni che garantiscono una ottimale distribuzione del prodotto fitofarmaceutico ad elevata produttività.
 

Il cuore delle semoventi

Le irroratrici semoventi pur se costruttivamente è distinte nei due elementi (l’unità motrice e il sistema di distribuzione), dal punto di vista funzionale e operativo devono mantenere una perfetta integrazione fra le componenti.

Su queste macchine, così come su un trattore o su una trebbiatrice, l’unità motrice rappresenta  il cuore del sistema semovente perché deve garantire il movimento della macchina a pieno carico su terreni cedevoli e in salita e di azionare il sistema di distribuzione del fitofarmaco che può anche essere del tipo aeroassistito.

Le irroratrici semoventi

L’utilizzo dei motori di nuova generazione, con gestione elettronica dei parametri operativi dello stesso, consente il controllo attivo del suo regime di rotazione e della potenza erogata e, quindi, anche di ridurre il più possibile i consumi. In particolare tali sistemi consentono di adeguare istantaneamente le prestazioni del motore alle reali necessità della macchina erogando solo la coppia necessaria.
  

L’importanza delle ruote

Un ruolo importante è giocato inoltre dai pneumatici e dal sistema di trasmissione del moto alle ruote, poiché l’irroratrice semovente deve essere anche in grado di muoversi agevolmente su ogni tipo di terreno, con diversa pendenza e portanza. Sotto tale aspetto la scelta della dimensione dei pneumatici è spesso vincolata dall’esigenza di passare all’interno della coltura da trattare con il minimo calpestamento e, pertanto, spesso vengono impiegate ruote di ridotta larghezza.

Le irroratrici semoventi

Quando invece non ci sono problematiche di ingombro è preferibile l’utilizzo di ruote larghe, con pneumatici radiali e a bassa pressione di gonfiaggio che limitano il compattamento del terreno e ammortizzano la barra.

Nelle macchine piccole (1.000-1.200 l di capacità del serbatoio) la trazione è solo sulle ruote posteriori, mentre in quelle più grandi di adotta il 4WD.

La trasmissione può essere integralmente idraulica con motori idraulici su ruota, oppure mista con gestione idrostatica della velocità ma trasmissione meccanica fra le ruote con ponti differenziali. Questa seconda soluzione riduce la luce libera da terra ma consente una maggior sicurezza quando si opera in presenza di pendenze rilevanti.

Il raggio minimo di sterzata è l’elemento che influenza la capacità di eseguire svolte in tempi e spazi limitati e con pochi danni alla coltura. Nelle macchine più piccole ciò avviene agendo solo sull’asse anteriore, mentre in quelle più grandi sono sterzanti anche le ruote dell’asse posteriore, con le modalità di sterzata di un telehadler.

Lo sterzo posteriore, generalmente, è a controllo elettronico e viene attivato solo durante la svolta mentre nel corso della distribuzione e dei trasferimenti su strada viene disattivato per migliorare la stabilità della macchina.

Le irroratrici semoventi

La gestione elettronica dello sterzo dell’assale posteriore può essere utilizzata per evitare continui suoi inserimenti/disinserimenti ad inizio e fine svolta. In particolare la centralina elettronica può essere programmata in modo che l’idroguida sull’assale posteriore entri in funzione solo quando le ruote anteriori superano un certo angolo di sterzo.

L’utilizzo dell’elettronica agisce anche sulla gestione integrata delle sospensioni, sulla velocità di avanzamento e dello sterzo con un’unica finalità: migliorare la stabilità di queste macchine. Le irroratrici semoventi sono macchine caratterizzate da un baricentro alto e, pertanto, tali da presentare problemi di instabilità sia su terreni pendenti sia in curva, soprattutto quando si opera a velocità elevata.
  

Comodi e isolati

Anche la struttura della cabina delle irroratrici semoventi è di vitale importanza ed è tra le discriminanti che sanciscono la bontà di un progetto. Poiché è punto di interfaccia fra la macchina e l’operatore deve presentare una buona visibilità sia in fase di distribuzione che di trasferimento su strada, inoltre, deve essere facilmente accessibile sia con la barra in fase di lavoro che di trasferimento.

Le irroratrici semoventi

Il sistema di climatizzazione e di ventilazione è di primaria importanza per questa tipologia di macchina: deve essere dotato di opportuni filtri a carboni attivi per evitare che l’aerosol fitofarmaceutico passi in cabina. L’accesso e il controllo dei filtri deve essere immediato e facile.

All’interno della cabina il comfort deve essere uno standard: dal frigo all’impianto audio, passando per i vani portaoggetti  sono tante le “attenzioni” dedicate a chi passa molte ore della giornata al suo interno.
 
Legati all’abitacolo, anche se esternamente parlando, l’importanza di un ottimo sistema di illuminazione, fondamentale per la necessità di lavorare di notte per poter eseguire la distribuzione in condizioni ambientali ottimali (elevata umidità, ridotta temperatura, assenza di vento).

I sistemi di illuminazione (sempre più spesso basati su fari allo Xeno) sono fondamentali sia durante la fase di rifornimento/preparazione della miscela che durante la distribuzione. In quest’ultima fase la criticità dell’illuminazione aumenta proporzionalmente alla larghezza della barra e, soprattutto, nelle macchine a “trampolo” utilizzate nel mais.
 

Parola d’ordine: uniformità

Grande problema delle irroratrici e in generale di tutte le macchine che diffondono liquidi nebulizzati è quello dell’uniformità di distribuzione del fitofarmaco in senso sia traversale che longitudinale all’avanzamento.

Non solo. Tra gli aspetti più importanti c’è il controllo della quantità di fitofarmaco erogata. In tal senso è necessario che la portata erogata dagli ugelli sia proporzionale alla velocità di avanzamento al fine di mantenere costante il volume distribuito.

Le irroratrici semoventi

I sistemi tradizionali variano la pressione di esercizio per variare la portata, ma i range di variazione della velocità di avanzamento sono molto limitati (4 km/h max), così che diventa difficile garantire la precisione operativa, soprattutto quando si opera in appezzamenti picooli o con ostacoli.

Più precisi i sistemi in grado di gestire in maniera automatica ugelli con dimensioni diverse in modo da avere tre diverse possibili portate: ugello più piccolo per ridotte velocità di avanzamento, secondo ugello (per velocità crescenti), entrambi gli augelli aperti per velocità massime, onde raggiungere la necessaria portata.

 La stabilità della barra

Ma uniformità non fa rima soltanto con pressioni di esercizio. Per garantire una corretta uniformità di distribuzione del fitofarmaco è necessario infatti evitare sovrapposizioni, con conseguenti sovradosaggi, fra i passaggi contigui e sulle capezzagne.

La larghezza di lavoro deve essere variabile agendo sull’attivazione delle sezioni della barra: più queste ultime sono di ridotta dimensione, migliore sarà la precisione di intervento ma anche di maggiore difficoltà la loro gestione.

Per poter operare correttamente anche a velocità elevate è necessario che la gestione delle sezioni di barra sia automatica. Anche l’assetto della barra durante la distribuzione riveste un ruolo fondamentale per garantire la necessaria uniformità di distribuzione sia trasversale che longitudinale rispetto alla direzione di avanzamento.

Le irroratrici semoventi

La barra deve rimanere parallela alla coltura da trattare indipendentemente dalla posizione del telaio della macchina, e non deve oscillare logitudinalmente. Per raggiungere tali obiettivi deve essere trovato il giusto equilibrio fra elasticità e rigidezza strutturale della barra e la sua stabilità.

Ciò è ottenibile grazie all’impiego di acciai con caratteristiche specifiche (altoresistenziali) sia grazie all’integrazione fra i sistemi di sospensione degli assali e quelli della barra. Sono ormai diffusissimi anche sistemi di regolazione dell’altezza della barra in grado di gestire in modo automatico la sua distanza dalla coltura.

La guida satellitare automatica

Quasi tutti i modelli di irroratrice semovente prevedono a richiesta la possibilità di installare moduli di guida satellitare per l’esecuzione automatica della cosiddetta guida parallela. La precisione è elevata grazie alla gestione del GPS e ancora di più con dispositivi RTK.

Le irroratrici semoventi

Il livello di automazione comprende anche la gestione autonoma dell’apertura/chiusura delle singole sezioni, o anche dei singoli ugelli, in caso di trattamenti su campi di forma irregolare, evitando sovrapposizioni o zone non trattate.

E poi ci sono i trampoli

Rilanciato il mercato delle barre irroratrici semoventi scavallanti, i cosiddetti “trampoli”. Si tratta in questo caso di mezzi particolari, che differiscono piuttosto nettamente dalle classiche irroratrici semoventi  dotate di barra di distribuzione, da molto tempo diffuse soprattutto nel comprensori a coltivazione estensiva.

Infatti, sulle semoventi classiche la luce libera dal suolo è fissa (e di solito compresa tra uno e due metri circa), mentre invece, grazie a cilindri idraulici dedicati, per i trampoli la variazione di tale altezza può superare i tre metri, a partire da quote molto basse, peculiarità che tra l’altro agevola la salita e la discesa dal posto di guida. 

Le irroratrici semoventi

Una capacità lavorativa senza pari

Anche non considerando l’eclatante record mondiale di produttività fatto registrare da una macchina Spra-Coupe, con ben 102,6 ha trattati in 1 ora e 15 minuti, ottenuto distribuendo una dose di soli 16 l/ha di miscela a velocità comprese tra 28 e 37 km/h, bisogna sottolineare che queste irroratrici montano di solito barre da 24 a 36 m che, con appezzamenti opportunamente livellati, possono lavorare con buoni risultati tra 15 e 25 km/h. Inoltre, con la (ormai usuale) manichetta d’aria che riduce efficacemente la deriva, si può eseguire il trattamento a volume ultra basso (anche meno di 100 l/ha). Il montaggio di serbatoi tipicamente da 3.000-4.000 completa il quadro, che in tal modo garantisce capacità operative enormemente superiori a quelle ottenibili con le macchine tradizionali abbinate ai trattori.

Le irroratrici semoventi

 Grandi, ma agili

È quasi sempre possibile, entro limiti molto ampi, una rapida variazione della carreggiata; in più, oltre alla sterzatura classica, ovvero delle sole ruote anteriori, è prevista quella integrale sulle quattro ruote, nonchè l’andatura a granchio (o a passo di cane).

La collocazione dei serbatoi (della miscela, ma anche del gasolio) e del motore è tale che in ogni condizione di lavoro sia mantenuta una distribuzione del carico sulle ruote il più possibile paritetica.

Il possibile svantaggio – forse l’unico – delle macchine irroratrici semoventi a barra rispetto a quelle classiche è rappresentato dal ricorso alla trazione idrostatica integrale, che è caratterizzata da un rendimento inferiore rispetto alla trasmissione meccanica della maggior parte dei trattori. A parità di lavoro eseguito, ciò comporta solitamente una spesa più elevata per il gasolio consumato, spesa peraltro compensata dai minori tempi di lavoro, ma anche dalla minor resistenza all’avanzamento dovuta al montaggio di pneumatici di diametro maggiore.
 

Una vasta scelta di pneumatici

L’offerta di ruote e pneumatici è ampia: sono disponibili coperture a sezione larga per un compattamento ridotto, utili per ottimizzare la percorrenza su terreni soffici e/o bagnati, ad esempio nel caso di trattamenti invernali su grano e orzo o primaverili su colture estive.

Le irroratrici semoventi

In ogni caso, per tutte le coltivazioni dall’inizio della levata è indispensabile ricorrere alle classiche ruote strette: a tale proposito qualche produttore di pneumatici ha recentemente messo in commercio modelli con una carcassa molto flessibile, che possono lavorare a pressioni di gonfiaggio molto inferiori ai valori tradizionali, ancora una volta a tutto vantaggio di un compattamento contenuto.

Tale vantaggio non è quindi ottenuto con un incremento della larghezza della superficie di contatto, quanto piuttosto grazie ad un aumento della sua lunghezza, dovuto all’elevato diametro delle ruote, con cerchi sino a 48”. In definitiva, l’entità del compattamento si attesta su valori simili a quelli ottenibili con il tradizionale trattore accoppiato ad una barra irroratrice trainata con la medesima capacità di stoccaggio della miscela.