Furti di trattori. Una piaga che sembra inarrestabile. leggiamo da un quotidiano locale:

Tre trattori sono letteralmente spariti da un’azienda di Roncade. Potrebbero essere già stati immessi nel mercato dell’Est Europa. Indagano i carabinieri. Torna l’incubo della banda dei trattori. (...) Servivano per la vendemmia i trattori rubati nella notte tra il 4 e il 5 ottobre a Roncade, in un’azienda agricola nel pieno della stagione del raccolto. Decine di migliaia di euro il loro valore sul mercato, mezzi recenti e pienamente funzionanti. La scoperta di primo mattino quando i lavoratori si stavano dirigendo nei campi. I trattori – regolarmente chiusi – erano stati parcheggiati la sera prima in un’area scoperta adiacente all’azienda, forse – anche per questo – è stato più facile portarli via. Resta da capire quale soluzione sia stata escogitata per farli sparire, se siano stati caricati su un tir – come spesso avviene in questi casi – o se prima siano stati parcheggiati in qualche vicino capannone, magari dismesso. I carabinieri della stazione di Roncade con i colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Treviso stanno ricostruendo l’accaduto, sia cercando tracce sul terreno che eventuali testimonianza. Un aiuto potrebbe arrivare dal sistema di videosorveglianza.Furti di questo tipo non sono affatto rari, l’anno scorso, in agosto, si erano verificati nella zona di Silea.Le macchine agricole italiane spesso vengono rivendute nei paesi dell’Est Europa, un vero e proprio fenomeno monitorato dalle forze dell’ordine. 

(fonte Antennatre)


Il furto dei trattori e delle attrezzature agricole continua a rappresentare una vera e propria emergenza. Normalmente i malviventi si scatenano di notte e con una serie di escamotage riescono a trasferire la refurtiva nell’est Europa e su altri mercati bisognosi di innovazione. Difendersi si può?

Furti trattori

Una piaga non solo italiana 

Il furto di trattori è un male che si sta diffondendo virilmente: tutti i paesi europei sono vittime dell’odiosa piaga dei furti dei macchinari agricoli, chiunque può svegliarsi una mattina e non trovare più il suo (o suoi!) trattore.

A quanto pare il sistema è in mano per lo più a bande di europei dell’est - ma spesso sono coinvolti anche ambigui personaggi locali… - che procedono più o meno sempre allo stesso modo: rubano la macchina, la nascondono per qualche giorno in modo da guadagnare il tempo per eliminare eventuali sistemi satellitari, o per modificare il numero di telaio, o per ottenere nuove immatricolazioni e poi via… il bottino viene caricato su tir diretti chissà dove, ma che con buone probabilità si fermeranno a est, in Romania, Bulgaria.

L’altra via di fuga sono i traghetti: con questa modalità i mezzi arrivano in Russia, in Africa, nel Medio Oriente, e li troveranno un nuovo padrone e una nuova vita. In altri casi, invece, i mezzi vengono cannibalizzati e i pezzi vengono rivenduti un po’ ovunque, anche in Italia.

Furti trattori

I numeri di Europol, l’agenzia per la lotta contro la criminalità internazionale, negli ultimi tempi non fanno che denunciare un cospicuo incremento della scomparsa di macchine agricole. Per esempio, nel Regno Unito, negli ultimi quattro anni è stata sottratta ai legittimi proprietari una media di quattro trattori al giorno, per un valore stimato in più di 30 milioni di sterline. E non è andata meglio in Francia: in 18 mesi sono stati rubati trattori per un valore complessivo di 2,6 milioni di sterline.

Italia furtarelli e maxi-furti

Venendo a noi, all’Italia, i numeri sono altrettanto preoccupanti e si vanno ad affiancare a quelli tipici del fenomeno dell’abigeato degli animali, o furti di minore entità, come può essere la sottrazione di gasolio, di attrezzature, di pannelli fotovoltaici, ma anche di frutta, verdura, materie prime.
A essere maggiormente colpite sono le aziende agricole più isolate, ma nessuno può dirsi esentato, in nessuna provincia, in nessuna regione.

Certo le zone che fanno più gola sono quelle dove vi è un’innovazione più spinta e dove dunque trovano ragion d’essere i trattori più nuovi, i più appetibili.

Trattori per tutti i furti

A proposito: non esiste una marca o un modello più rubato di altri, ma va detto che i mezzi di media potenza sono forse quelli più a rischio, poiché sono tutto sommato facilmente caricabili e, in prospettiva, trovano un mercato interessante.
Per esempio in Piemonte c'era stato il caso di un filetto di colpi messi a segno – almeno 38 i trattori spariti nel nulla, per un valore molto prossimo al milione di euro - che grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali, video e ai navigatori Gps, sono poi confluiti nell’operazione denominata Tractor, il cui risultato sono state una serie di ordinanze di custodia cautelare. Ma i casi sono davvero tanti.

Furti trattori

Eclatante il caso del Consorzio agricolo di Siena – un vero e proprio commando è entrato in azione nottetempo e che aveva sottratto quattro trattori nuovi di zecca, per un totale di 170mila Euro – ,a c'era anche il caso dell’albanese trentunenne arrestato dai Carabinieri di Borgo Panigale, mentre tentava di dileguarsi alla guida di un autocarro con targa albanese che trasportava un trattore che pochi giorni prima era stato rubato a un imprenditore agricolo di Castello di Serravalle (BO).

Il furto aveva seguito il solito clichè: il mezzo agricolo era nascosto nel cassone del veicolo, dietro a una catasta di vecchi mobili. Perlustrando l’area, gli inquirenti hanno poi individuato anche un altro trattore, nascosto nei pressi di un casolare abbandonato, di cui il titolare di un terreno di Crespellano aveva denunciato il furto pochi giorni prima.

Ovviamente la refurtiva - del valore complessivo di 60.000 euro - è stata restituita ai legittimi proprietari e l’albanese è stato fermato.

Dalle ronde ai microchip

Come reagire a questa seria e lesiva problematica? Il coso di istituzioni, forze dell'ordine e associazioni è unanime e tutto sommato facilmente intuibile e immaginabile: le singole imprese devono fare sistema e collaborare affinchè i furti siano diradati.

Qualora si verificassero, sempre le imprese – e in particolare i contoterzisti – devono (e già lo fanno!) collaborare con le forze dell’ordine e le istituzioni nella ricerca dei trattori rubati. A più riprese e quando il problema si accentua viene chiesta, da un po' tutti gli attori del settore, la realizzazione di un piano sicurezza per le aree rurali.

L’idea è quella di creare una rete di videosorveglianza in cui le imprese agricole diventino alleate per dare sicurezza al territorio ed eventualmente elementi utili alle forze dell’ordine; una sorta di presidio nei punti strategici della viabilità delle zone rurali in cui ci sono più rischi, visto l’isolamento, di essere oggetto di attenzione da parte dei malavitosi.

Furti trattori

In pratica, le forze dell’ordine non possono garantire un monitoraggio continuo e costante del territorio, dunque spetta agli imprenditori agricoli e alle Associazioni di categoria il controllo quotidiano. O forse sarebbe il caso di dire il controllo notturno, poiché il momento peggiore, quello in cui davvero non si può stare tranquilli, è la notte.

È li che si concentrano il maggior numero di furti: complice il buio, i malviventi si appostano, aspettano che i mezzi vengano ricoverati e che in azienda non circoli più nessuno. Poi entrano in azione. Nella maggior parte dei casi non è nemmeno cosi difficile entrare nei capannoni, e cosi, in pochi minuti, il trattore è fuori dall’azienda, pronto per partire per nuovi e sconosciuti lidi.

Non sempre, però. Perché soprattutto negli ultimi anni, grazie alla tecnologia annessa alle macchine e a quella in dotazione alle forze dell’ordine, molti casi di furto sono stati risolti in extremis, ma comunque prima che le macchine venissero imbarcate per chissà dove. Dunque la tecnologia funziona e può fare qualcosa in questo senso.

Chip nascosti e sistemi di sicurezza hi-tech non saranno la panacea di tutti i mali, ma aiutano. Perché è vero che in presenza di professionisti del crimine, non c’è antifurto che tenga: se vogliono, sono capaci di violare anche i sistemi più sofisticati.

Ma è pur vero che questi sistemi possono comunque contribuire a far desistere i criminali: nel dubbio, soprattutto su trattori nuovi e costosi, conviene metterli. Cosi come non dovrebbe mai mancare l’assicurazione contro il furto. Difendersi, o per lo meno provarci, si può.

Furti trattori

Le modalità di furto più diffuse

Il più semplice: i ladri salgono a bordo, riescono a mettere in moto, e spariscono alla guida del trattore. Ovviamente per far si che questo furto avvenga, significa che il trattore non è minimamente dotato di sistemi contro il furto. Soprattutto se il mezzo non è nuovissimo, non occorre acquistare tecnologie sofisticate: talvolta è sufficiente staccare un fusibile. 

Il più frequente: il trattore viene agganciato con un grosso mezzo e trainato. Per evitare questa tipologia di furto, conviene adottare un sistema che blocchi le ruote anteriori: con le ruote anteriori completamente girate, lo spostamento del trattore risulta decisamente più complesso.

Il più temuto: il trattore viene caricato direttamente sul camion. In questi casi l’unica soluzione che funziona è l’antifurto satellitare. Bisogna solo sperare nell’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
 

Furti trattori: le sei regole d'oro

1. Ricoverare sempre le macchine. Lasciarle nei campi durante la notte, significa aumentare i rischi di furto

2. Monitorare il territorio e denunciare subito qualsiasi situazione sospetta. Fare sistema con gli altri imprenditori agricoli, contribuisce a far desistere i malviventi

3. Assicurare la macchina, anzi le macchine. Oggi con una sola polizza, si assicura tutto il parco
4. Utilizzare la tecnologia. Soprattutto sui mezzi nuovi e di un certo valore, non si dovrebbe mai rinunciare all’antifurto satellitare
5. Svuotare il serbatoio del gasolio a fine giornata: non risolve, ed è scomodissimo. Ma può aiutare a complicare la vita ai ladri
6. Denunciare l’agri-sequestro. Pagare un riscatto per poter rientrare in possesso del proprio trattore, significa rendersi complici della malavita e di conseguenza aggravare la situazione

Polizza: mai più senza

Sono in tante le compagnie assicurative che si occupano di stipulare polizze per trattori agricoli. Oltre all’RCA, propongono prodotti per tutelare i mezzi dai furti. Per esempio Fata Assicurazione, che propone una linea di servizi creati ad hoc per chi possiede questa categoria di veicoli, tra gli altri prodotti ha recentemente presentato Multiveicolo, la polizza che con un unico contratto consente di gestire l’intero parco. Anche Groupama ha un prodotto ad hoc: si chiama Agrirama ed è un pacchetto che permette di tutelare contro furti e gli incidenti sia le macchine agricole semoventi, sia i trattori.

Agri-sequestro: non rendersi mai complici

Senza troppi giri di parole, il cosiddetto agrisequestro funziona cosi: malavitosi locali (si, perché non è sempre colpa degli altri…) si impossessano indebitamente di un mezzo agricolo, e dunque chiedono un riscatto al padrone defraudato. Il quale – purtroppo – troppo spesso preferisce non denunciare e assecondare la richiesta, in modo da evitare altre ritorsioni. E cosi c’è chi ha sborsato somme ingenti per ritornare a essere il padrone del proprio trattore. Ma oltre al danno economico, occorre considerare il danno che si fa a se stessi e alla collettività: chi sta al gioco dei sequestratori, di fatto, si rende loro complice. E di fatto non fa che incrementare questa odiosa pratica.