La vangatrice con erpice rotante di Gramegna raccoglie meccanicamente parlano una tradizione agronomica ancestrale: la vangatura. Si tratta di una tecnica di coltivazioneche ormai data decenni se parliamo di meccanizzazione, molto di più invece se si ripensa ai lavori manuali nei campi.

Gramegna vangatrice con erpice rotante

Per mezzo di vanghe o badili l’operazione che veniva effettuata era infatti molto più simile a una vangatura che ad un’aratura. Quest’ultima ha però rimpiazzato la vangatura molto velocemente, a causa della sua produttività oraria più elevata e la possibilità di utilizzare più corpi e raggiungere larghezze di lavoro impensabili per una vangatrice.

Sicuramente uno svantaggio se la vanga è impiegata singolarmente, ma nel caso venga accoppiata ad un erpice rotante? La situazione cambia radicalmente, si arriva ad ottenere il letto di semina perfettamente affinato in un solo passaggio, rimpiazzando i diversi interventi necessari per una preparazione più tradizionale. Pro e contro, come in tutti i casi e per analizzare al meglio le capacità, i vantaggi e i punti deboli di questa operazione l’abbiamo fatto assieme a uno dei più importanti produttori europei per quanto riguarda le macchine di questa tipologia e un contoterzista che ha avuto modo di testare questo tipo di attrezzatura.

Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante

Gramegna: azienda all'insegna della tradizione

Gramegna è un’azienda con sede a Broni, nell’Oltrepò pavese, e si occupa principalmente di macchine vangatrici sia per il campo aperto sia per vigneto. La distribuzione non si limita solamente al territorio italiano ma si estende a livello internazionale in numerosi paesi e in particolare a Olanda e Francia, dove questa tecnica è piuttosto utilizzata. Gramegna propone macchine per vangatura che si possono combinare con attrezzature quali l’erpice rotante o, in alcuni casi, anche piccole seminatrici meccaniche.

Sono state fatte varie prove in alcune realtà agricole tra le province di Milano (sud milanese) Pavia e Alessandria, in diverse condizioni di lavoro e per la semina di coltivazioni differenti, con una nuova macchina vangatrice Gramegna accoppiata a un erpice rotante: questa combinazione garantisce in un solo passaggio l’ottenimento di un letto di semina ideale per la messa a dimora anche delle coltivazioni più esigenti, il mais è solo uno degli esempi. L’utilizzo dell’attrezzatura è stato affidato a Dellacà Paolo, contoterzista dell’alessandrino che sostiene i vantaggi e le potenzialità di un attrezzo che oggi ha molta concorrenza.

 

Vangatura: spesso sottostimata

La vangatura infatti è stata scartata da molte aziende agricole italiane in favore dell’aratro o di attrezzature per la minima lavorazione, che in ogni caso, però richiedono almeno due passaggi per la creazione del letto di semina o nel caso di un passaggio unico con un attrezzo combinato è richiesta una potenza di traino notevolmente superiore a quella per la vangatrice. Sono stati scordati però i diversi vantaggi che derivano da un impatto sul terreno completamente diverso rispetto all’aratro.

Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante

Quest’ultimo si sa, rivolta le zolle dal fondo della sezione lavorata mediante il taglio prodotto dalla lama del vomere, creando un fondo liscio e compatto che si accentua con il ripetersi delle arature alla medesima profondità. Questa suola di lavorazione sfavorisce il drenaggio e il risultato finale è l’interramento dei residui colturali direttamente sul fondo della porzione di terreno in seguito all’azione dell’avanvomere, anche se non sempre lo si nota e in molte situazioni quindi non sono perfettamente mescolati.

Gramegna vangatrice con erpice rotante

La vangatura invece consente un miscelamento uniforme delle sostanze organiche: la parte superficiale più fertile rimane sempre disponibile e in seguito alla lavorazione anche più ricca di sostanza organica. L’azione delle vanghe è nettamente diversa da quella dell’aratro: gli organi di lavoro strappano le zolle alla profondità di lavoro scelta (40 o più centimetri) lasciando un fondo poroso e permeabile. Si ovviano in questo modo le problematiche di drenaggio che, se effettuate assieme all’aratura, richiederebbero in prima operazione un passaggio con dissodatore o decompattatore.

Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante
Gramegna vangatrice con erpice rotante

Non servono tanti Cavalli

La forza di traino richiesta è praticamente nulla: è la vangatrice con erpice rotante di Gramegna, con il moto alternato delle vanghe, che spinge avanti la trattrice, quest’ultima ha solo il compito di azionare gli organi con trasmissione cardanica e gestirne l’avanzamento: i costi sono ridotti e, non di minor importanza, questa caratteristica unica nel suo genere permette di lavorare ottimamente anche in terreni molto umidi e allo stesso tempo compatti, dove un trattore con aratro non potrebbe intervenire.

L’unica caratteristica che deve avere il trattore – consigliati 180 - 200 CV per 3 m di lavoro – è quella di riuscire a gestire una massa totale a sbalzo sul sollevatore di quasi 40 quintali. Nella combo di Gramegna vangatrice da 3,5 m ed erpice rotante hanno infatti un peso rispettivamente di 25 e 17 quintali. Un ulteriore vantaggio nella combinazione di vangatura e affinamento è quello di non calpestare il suolo lavorato con macchine pesanti: tutte le lavorazioni si fanno in un passaggio e la semina può essere realizzata anche con macchine più leggere per ridurre il calpestamento, per la semina del mais sono sufficienti trattrici da 25-30 quintali di peso.

 

Struttura versatile

L’erpice rotante Gramegna è installato direttamente sul telaio della vangatrice e può essere alzato o abbassato idraulicamente in qualsiasi momento, con la possibilità quindi di escludere la seconda operazione quando necessario senza rimuovere l’attrezzo, anche in movimento. Questa caratteristica rende la macchina ancora più versatile: è stata provata su 4 appezzamenti diversi per tipologia e residui colturali e il risultato è stato sempre lo stesso, anche dove era distribuita una buona dose di letame.

Gramegna vangatrice con erpice rotante

Tutto perfettamente interrato e mescolato in un suolo uniformemente soffice per i 40 cm di profondità. Paolo Dellacà ha avuto modo di relazionarsi anche per quel che riguarda i consumi di carburante:

“con le prove fatte il risparmio si può attestare, a seconda delle zone, anche sui 20 l di gasolio per ettaro, perché un’aratura tradizionale a 30 cm di profondità richiede 40-50 l/ha e una successiva erpicatura almeno 20/25 l/ha. Con un passaggio unico il gasolio consumato per ettaro è inferiore, anche se la vangatura richiede tempi di esecuzione lunghi”.

La vangatura ha sicuramente lo svantaggio di non essere veloce, dove i terreni lo consentono si può lavorare a 1-1,5 km/h, difficile superare i 2 km/h se si vuole andare in profondità. Ricordiamo però che il paragone va fatto rispetto a due interventi dell’agricoltura tradizionale, aratro e erpice rotante.
 
 

PAROLA AL CONTOTERZISTA (Paolo Dellacà)

Gramegna vangatrice con erpice rotante

Usiamo questa combinazione di attrezzature Gramegna perché sono molto versatili, sia nella nostra zona che a Nord del Po’. C’è una certa richiesta anche in seguito ai benefici che derivano dall’utilizzo della vangatrice, non solamente per la riduzione dei consumi. In certe zone si raggiungono mais da 12 t/ha di granella secca o produzioni di 70 t/ha di mais insilato ed è proprio in questi casi in cui la vangatrice fa il suo dovere. È un attrezzo a cui non importa se il terreno sia compatto, umido o poco portante proprio perché ha una caratteristica che spesso non è messa in evidenza: gli elementi per questa lavorazione sono tutti anteriori all’attrezzo e quindi una volta eseguita la lavorazione nessun mezzo pesante grava sul letto di semina.