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Allarme Xylella in Calabria: abbattimenti e crisi dell'olio

Taurianova, Masaf, Lollobrigida, Coltivaitalia: 7 olivi positivi, 300 milioni programmati e olio sotto pressione

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il tavolo convocato al Masaf il 7 settembre 2026 nasce da una richiesta ufficiale delle Regioni Puglia e Calabria, il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario. All'incontro con il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Patrizio La Pietra hanno partecipato gli assessori all'agricoltura di Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia, chiamati a fare il punto su due emergenze che si sovrappongono, il crollo dei prezzi dell'olio e l'avanzata della Xylella fastidiosa.

Per la Calabria il tavolo arriva pochi giorni dopo l'individuazione del primo focolaio regionale, a Taurianova, che ha già portato a delimitare un'area infetta e a programmare l'abbattimento delle piante positive. L'assessore regionale Gianluca Gallo ha illustrato le azioni in corso e presentato proposte sul fronte del mercato, impegnandosi a informare gli olivicoltori sulle misure che il ministero definirà nelle prossime settimane.

Crisi dell’olio e Xylella in Calabria, effetti su oliveti e frantoi
La comparsa della Xylella fastidiosa in Calabria aggiunge una nuova emergenza fitosanitaria alla crisi economica dell'olivicoltura meridionale OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il confronto nazionale con la Calabria protagonista

L'8 settembre Lollobrigida ha annunciato l'avvio di un piano straordinario di controlli sulla filiera oleario-olivicola e nuove campagne di promozione per l'olio italiano, dichiarando di voler restare "al fianco dei territori". Nel confronto con le Regioni sono state approfondite le dinamiche di prezzi, giacenze e liquidità degli operatori in vista della campagna che si apre nelle prossime settimane, un nodo che riguarda direttamente frantoiani e cooperative del comparto olio tra Calabria e Puglia.

Il ministro ha indicato che il disegno di legge Coltivaitalia, in fase di approvazione al Senato, prevede 300 milioni di euro per l'attuazione del Piano olivicolo nazionale e l'istituzione di un commissario straordinario per arginare la Xylella. Si tratta di un provvedimento annunciato ma non ancora in vigore, l'iter parlamentare è aperto e le risorse restano, per ora, uno stanziamento programmato più che disponibile.

Il quadro finanziario su cui si innesta Coltivaitalia comprende già 100 milioni di euro del PNRR per l'ammodernamento dei frantoi e 30 milioni da un decreto dell'11 febbraio 2025 destinati alle imprese danneggiate dalla diffusione del batterio. A questi si aggiungono contratti di filiera come Radici virtuose, mentre i dati Ismea su elaborazioni Agea segnalano una produzione 2025/26 di circa 325 mila tonnellate, il 31% in più della campagna precedente, con un recupero concentrato per oltre metà al Sud.

La situazione Xylella in Calabria e nelle altre Regioni del Sud

Il focolaio di Taurianova, in località Olivetella, riguarda sette piante di olivo risultate positive alla sottospecie pauca, la stessa che ha devastato il Salento. Le prime avvisaglie risalgono a metà luglio, segnalate da un agricoltore e confermate dai campionamenti del Crea, il decreto regionale n. 14746 ha già istituito zona infetta e zona cuscinetto, estesa anche a Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

Nella zona infetta la Regione ha approvato il 2 settembre l'indicazione di reimpianto con cultivar ritenute più tolleranti al batterio, Leccino, Lecciana, Leccio del Corno e Favolosa (FS17), una scelta agronomica che incide direttamente sui piani di rinnovo varietale delle aziende colpite. È un indirizzo tecnico operativo già in vigore, non una raccomandazione generica, e riguarda chi deve decidere ora cosa reimpiantare dove gli olivi sono stati abbattuti.

In Basilicata il quadro fitosanitario si è complicato con il ritrovamento, nell'agro di Matera al confine con Altamura, di una pianta di mandorlo positiva alla sottospecie multiplex, ceppo ST26. Secondo le informazioni riportate da InfoXylella e ribadite da Cia Basilicata in una nota ripresa dall'Ansa, questo ceppo non attaccherebbe l'olivo, un elemento che ridimensiona l'allarme specifico per gli oliveti pur confermando l'estensione geografica del batterio verso il Mezzogiorno interno.

La gestione del batterio in Italia discende dal Regolamento (UE) 2016/2031 sulla salute delle piante e dalle decisioni di esecuzione della Commissione europea adottate dal 2015, che impongono monitoraggio, delimitazione delle aree e misure di eradicazione per gli organismi da quarantena. A questo si somma un fattore che aggrava il quadro produttivo, caldo e stress idrico stanno colpendo gli oliveti del Sud, con perdite stimate tra il 20% e il 30% nelle aree non irrigate secondo Coldiretti.