Questa vespa potrebbe salvare i tuoi grappoli dalla cocciniglia
Planococcus ficus, Anagyrus vladimiri, Isonet PF plus: nei vigneti fino a 1.000 individui/ha contro la cocciniglia
La diffusione della cocciniglia farinosa della vite (Planococcus ficus) sta mettendo sotto pressione molti vigneti, con ricadute dirette sulla qualità dei grappoli e sulla loro valorizzazione in cantina. Per affrontare questa avversità in un’ottica di difesa integrata e riduzione degli insetticidi, CBC BIOGARD®, divisione di CBC Europe S.r.l., propone l’impiego di Anagyrus vladimiri, imenottero parassitoide utilizzato come antagonista naturale specifico di P. ficus, inseribile nei moderni programmi di difesa sostenibile.
Cocciniglia farinosa, danni su qualità e valore dell’uva
Negli ultimi anni le cocciniglie cotonose sono state osservate con crescente frequenza nei vigneti e, tra queste, Planococcus ficus si è affermata come una delle principali avversità della vite per l’impatto sulla qualità dell’uva e sulla sua destinazione commerciale o enologica. La presenza del fitofago porta alla produzione di secrezioni cerose e melata che imbrattano i grappoli, favoriscono lo sviluppo di fumaggini e rendono l’uva meno idonea alla commercializzazione o alla vinificazione. A questo si aggiunge il rischio legato alla capacità della specie di trasmettere virosi, con conseguente possibile necessità di rimozione delle piante colpite, con costi strutturali per l’azienda. In questo quadro, la pianificazione di strategie di difesa contro le cocciniglie della vite assume un ruolo centrale nella gestione tecnica del vigneto.
Per il controllo di Planococcus ficus, CBC BIOGARD® indica come soluzione di tipo biologico l’introduzione di Anagyrus vladimiri, commercializzato come ANAGYRUS, che viene impiegato in forma di adulto parassitoide. Secondo l’azienda, questa scelta consente di intervenire sulla popolazione del fitofago in modo mirato, con un approccio compatibile con i disciplinari di difesa integrata. L’utilizzo di un antagonista naturale viene proposto in affiancamento alle altre misure di gestione dell’infestazione, con l’obiettivo di contenere i danni su grappoli e vegetazione e di preservare la redditività della produzione, inserendo la soluzione nei programmi di difesa già adottati dalle aziende viticole.
Anagyrus vladimiri, biologia e ruolo nei programmi integrati
Anagyrus vladimiri è descritto da CBC BIOGARD® come un imenottero parassitoide originariamente diffuso nell’area mediterranea, utilizzato come antagonista naturale specifico di Planococcus ficus. L’attività dell’insetto si concentra tra la primavera e l’autunno e, in presenza di condizioni favorevoli, può completare più cicli generazionali durante la stagione, con tempi medi di sviluppo di circa 3–4 settimane. Sul piano biologico, A. vladimiri è un parassitoide solitario obbligato: una sola larva si sviluppa in ogni cocciniglia, portando alla morte dell’ospite, e il ciclo dell’antagonista dipende quindi strettamente dalla presenza della cocciniglia stessa nel vigneto. Queste caratteristiche ne orientano l’uso in fasi precise dell’annata agraria e in funzione della pressione del fitofago.
Secondo CBC BIOGARD®, il rilascio in campo degli adulti di Anagyrus vladimiri consente un’azione relativamente rapida nei confronti delle popolazioni di P. ficus e si integra con facilità nei programmi di difesa integrata, anche in presenza di insetticidi, a condizione di rispettare adeguati intervalli tra i trattamenti chimici e l’introduzione degli ausiliari. L’impiego del parassitoide viene proposto come strumento da combinare con altre tecniche di gestione del vigneto, compresa la confusione sessuale, inserendosi nel quadro più ampio della difesa integrata già ampiamente adottata anche contro altre patologie e parassiti della vite, come illustrato nei percorsi per pianificare la difesa integrata contro peronospora e oidio.
Strategia di rilascio: momenti chiave e dosaggi
Per impostare una strategia razionale, viene ricordato che Planococcus ficus sverna soprattutto come femmina fecondata, mentre il volo dei maschi, che si colloca indicativamente a partire da metà aprile, può essere utilizzato come riferimento tecnico per calibrare gli interventi di difesa. Dalla primavera all’inizio dell’autunno la cocciniglia può compiere tre o quattro generazioni, in funzione dell’area e dell’andamento climatico, con un potenziale incremento delle popolazioni in assenza di misure di contenimento adeguate. La definizione delle epoche di rilascio di A. vladimiri viene quindi agganciata a questi momenti fenologici e alla storia di infestazione del vigneto, con particolare attenzione alle situazioni in cui si siano registrati livelli di presenza elevati nell’annata precedente.
In caso di forte infestazione rilevata nella stagione precedente, CBC BIOGARD® indica di programmare un primo lancio di Anagyrus vladimiri dopo l’installazione del sistema di confusione sessuale Isonet PF plus, in genere tra aprile e maggio. Un secondo rilascio può poi essere previsto tra pre e post-raccolta, quando la minore pressione insetticida favorisce l’insediamento del parassitoide e la formazione di una popolazione utile anche per la stagione successiva. Per infestazioni elevate di P. ficus viene consigliato un dosaggio complessivo fino a 1.000 individui per ettaro, da suddividere nei due lanci indicati, in modo da distribuire l’azione di controllo nel corso dell’annata e consolidare la presenza dell’ausiliare nel vigneto.
Dosi per P. ficus e adattamenti con P. comstocki
Nei vigneti in cui, oltre a Planococcus ficus, sia stata rilevata una forte presenza di Pseudococcus comstocki (P. comstocki), CBC BIOGARD® propone un adattamento della strategia di lancio. In queste situazioni, viene giudicato opportuno raggiungere già con il rilascio primaverile il dosaggio di 1.000 individui di Anagyrus vladimiri per ettaro, da integrare poi con un ulteriore rilascio di 500 individui per ettaro tra pre e post-raccolta. Questa modulazione dei dosaggi è indirizzata a gestire contemporaneamente la pressione delle due specie di cocciniglia, sfruttando la capacità dell’ausiliare di insediarsi in vigneti caratterizzati da infestazioni più complesse. Anche in questo caso, il rispetto delle finestre temporali e degli intervalli con eventuali trattamenti insetticidi è indicato come condizione tecnica essenziale.
Secondo quanto riportato da CBC BIOGARD®, Anagyrus vladimiri ha mostrato buone performance di controllo proprio nei confronti di Pseudococcus comstocki, cocciniglia citata come sempre più presente nei comprensori viticoli del Nord Italia. In presenza di focolai localizzati e particolarmente intensi di cocciniglie cotonose, la strategia può essere ulteriormente integrata con l’impiego di Cryptolaemus montrouzieri, predatore riconosciuto come efficace nel contenimento di questi fitofagi. L’azienda evidenzia che la combinazione di parassitoidi e predatori, pianificata in modo coordinato, offre una possibilità aggiuntiva per rafforzare il controllo biologico nei vigneti a maggiore rischio, in linea con l’evoluzione delle tecniche di viticoltura di precisione applicata ai trattamenti in vigneto.
Soluzioni BIOGARD® per una difesa sostenibile
Nel presentare ANAGYRUS e le relative strategie di impiego, CBC BIOGARD® inserisce questa proposta all’interno di una gamma di soluzioni descritte come sostenibili, efficaci e semplici da integrare nei moderni programmi di difesa, con attenzione alla tutela dell’ambiente. L’azienda sottolinea che tali strumenti sono pensati per affiancare le misure già in uso nelle aziende viticole, dall’impiego di sistemi di confusione sessuale alla scelta mirata degli insetticidi, contribuendo a ridurre la pressione chimica complessiva sui vigneti. In quest’ottica, la gestione della cocciniglia farinosa e delle altre cocciniglie cotonose viene vista come parte integrante di una strategia di difesa che tenga conto delle esigenze produttive e qualitative, ma anche delle richieste di sostenibilità e di rispetto degli equilibri dell’agroecosistema viticolo.
Per chi coltiva la vite in aree dove Planococcus ficus e Pseudococcus comstocki stanno diventando avversità ricorrenti, l’opzione di introdurre ausiliari come Anagyrus vladimiri e, se necessario, il predatore Cryptolaemus montrouzieri offre quindi uno strumento ulteriore per contenere i danni e salvaguardare la qualità dell’uva. L’integrazione di queste soluzioni biologiche con i piani di difesa esistenti richiede una valutazione puntuale della storia del vigneto, dei livelli di infestazione e delle finestre di intervento, in linea con l’impostazione generale della lotta integrata nei frutteti e nei vigneti, orientata a un uso mirato e combinato degli strumenti disponibili.
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