Silos agricoli: progettazione e criteri di insilamento
Progettazione silo: cubatura, umidità foraggi e compressione per conservare al meglio trinciati e insilati in trincea
Silos agricoli: la loro corretta progettazione rappresenta un fattore determinante per la qualità degli insilati e, di conseguenza, per l'efficienza alimentare degli allevamenti. Parlando di trincee orizzontali, le strutture più diffuse nel panorama agricolo italiano, è fondamentale considerare la cubatura in relazione al carico zootecnico e al lordo dei cali ponderali, che si attestano mediamente intorno al cinque percento di perdita di sostanza secca.
Questa valutazione preventiva consente non solo di programmare la durata dello stoccaggio, ma soprattutto di calcolare la velocità di consumo del fronte in rapporto alla stagione prevista di utilizzo, evitando sprechi e deterioramenti che comprometterebbero il valore nutrizionale del foraggio.
La progettazione di una trincea per insilati deve considerare la cubatura in relazione al carico animale e ai cali ponderali medi del cinque percento, prevenendo il riempimento oltre le pareti laterali e garantendo una pendenza del fondo di almeno due percento per il deflusso dei liquidi di percolamento che potrebbero causare fermentazioni anomale
Criteri costruttivi e gestione operativa della trincea
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il riempimento della trincea: va assolutamente evitato superare il livello delle pareti laterali, poiché questa pratica espone il foraggio all'ossigeno atmosferico, favorendo ossidazioni e proliferazioni microbiche indesiderate. Una minima pendenza del fondo, almeno del due percento, favorisce il deflusso dei liquidi di percolamento che altrimenti potrebbero accumularsi sul fondo della trincea, innescando anomale fermentazioni e degradando la qualità della massa insilata.
La manutenzione di eventuali pozzetti di scolo diventa dunque importante così come la pulizia accurata del pavimento prima e durante le operazioni di carico, poiché le gomme dei mezzi di movimentazione non devono provocare inquinamento da terra nel silo, fonte potenziale di spore di clostridi e contaminanti che compromettono la fermentazione.
sostanza secca.
Per il trinciato di mais si raccomanda una sostanza secca tra trenta e trentacinque percento, mentre per gli insilati d'erba valori inferiori al ventotto-trenta percento causano percolamento eccessivo e fermentazioni tumultuose con perdita di sostanze nutritive, acidità eccessiva e ridotta appetibilità del prodotto finale conservato
Valutare l'attitudine dei foraggi all'insilamento
Prima di procedere con la realizzazione del silo, è necessario valutare cosa insilare e dunque l'attitudine di un foraggio alla conservazione anaerobica, destinando ai foraggi più difficili le trincee più piccole o meglio più strette e più alte per migliorare la compressione della massa e velocizzare il consumo all'apertura del silo.
Fondamentalmente, l'attitudine di un foraggio all'insilamento viene favorita dal maggior contenuto in carboidrati solubili in acqua, che rappresentano il substrato delle fermentazioni lattiche desiderate: questi risultano più elevati nelle fasi giovanili della pianta, da cui il consiglio di falciare precocemente, e nelle giornate di sole, con punte al termine della giornata per effetto dell'attività fotosintetica, da cui l'indicazione di falciare, potendo, alla sera piuttosto che la mattina.
Fattori che ostacolano una corretta conservazione
L'attitudine all'insilamento viene invece sfavorita dal maggior potere tampone della pianta, dipendente per lo più da sali e acidi organici, e in misura minore dalle sostanze azotate, che ostacolano l'instaurarsi di un ambiente acido adatto alla conservazione.
Anche il contenuto in acqua gioca un ruolo cruciale: valori troppo elevati, pur agevolando il compattamento del silo, determinano fermentazioni intense e prolungate con elevati livelli di acidi e maggior degradazione delle proteine, con il pericolo di fermentazioni indesiderate da batteri butirrici e produzione di sostanze tossiche quali le amine biogene.
Viceversa, tenori in acqua troppo bassi ostacolano il compattamento e l'espulsione dell'aria, stimolando la proliferazione di lieviti e muffe con alte temperature nella massa che favoriscono la diminuzione della digeribilità delle frazioni glucidica e proteica attraverso la reazione di Maillard.
Specie vegetali a confronto
Lieviti e muffe sono i principali responsabili delle perdite di sostanza secca e del progressivo deterioramento dell'ambiente acido, soprattutto all'apertura dell'insilato con problemi di surriscaldamento sul fronte di taglio. Ne consegue, ad esempio, che la loiessa, i prati stabili e soprattutto l'erba medica presentano non poche difficoltà alla conservazione per insilamento, in relazione ai modesti tenori di zuccheri solubili e all'elevato potere tampone con pericolo di fermentazioni butirriche indesiderate.
Per questi foraggi è bene dunque controllare anche l'umidità, effettuando un preappassimento in campo atto a favorire una conservazione ottimale anche per effetto della disidratazione a supporto della carente acidificazione. Il mais presenta invece i migliori contenuti in zuccheri, uniti a scarsa capacità tampone che lo rende adatto all'insilamento in tutte le sue forme, dalla pianta intera alla pannocchia fino alla granella.
L'attitudine all'insilamento di un foraggio dipende dal contenuto in carboidrati solubili, dal potere tampone della pianta e dall'umidità: valori troppo elevati o troppo bassi di acqua compromettono la conservazione favorendo fermentazioni indesiderate da batteri butirrici o proliferazione di muffe e lieviti con perdite di sostanza secca
Parametri di umidità e sostanza secca per una conservazione ottimale
Risulta non facile indicare valori numerici di riferimento universali per la scelta dell'umidità di raccolta del foraggio, poiché questi variano con la specie vegetale, la fase di maturità della pianta e con le specifiche condizioni di insilamento.
Considerando l'insilamento in trincea, con il trinciato di mais si ottiene un prodotto mediamente al trenta-trentacinque percento di sostanza secca in funzione della maturità. Riferendosi ai pastoni, si consiglia in genere un valore di umidità della granella attorno al trentaquattro-trentasei percento per la spiga intera e al trenta-trentadue percento per la sola granella, con maggiori garanzie di ottime fermentazioni per i valori più umidi, mentre maggiore resa in amido, maggiore impegno nel compattamento e più rischi di conservazione caratterizzano i valori più secchi.
Gestione specifica per erba e medica: evitare errori costosi
Per gli insilati d'erba, stoccare in silo a valori di sostanza secca inferiori al ventotto-trenta percento non pare conveniente a causa dell'eccessivo percolamento, con perdita di sostanze nutritive accompagnato da fenomeni fermentativi tumultuosi e potenzialmente anche putrefattivi, soprattutto se in presenza di inquinamento da terra, con un prodotto finale eccessivamente acido e poco appetibile.
Per la medica il discorso è analogo, con valori di sostanza secca preferibilmente attorno al trentacinque-quaranta percento al fine di ottenere una maggiore concentrazione di zuccheri solubili e un maggiore contenimento dei proteolitici, raccogliendo il foraggio in pre-fioritura o a non più del cinque-dieci percento di fioritura.
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