Ddl Tutela Agroalimentare: introdotta l'Agripirateria
Ddl Tutela Agroalimentare: nuovi reati, aggravante di agropirateria e sanzioni più dure per chi contraffà i prodotti Dop e Igp
Ddl Tutela Agroalimentare: cosa cambia per le imprese agricole con Dop e Igp
Le imprese agricole italiane che producono sotto denominazione d'origine protetta ottengono finalmente uno scudo giuridico concreto. La Camera ha approvato in via definitiva il Ddl Tutela Agroalimentare con 154 voti a favore, 110 astenuti e 1 contrario. Un provvedimento atteso da oltre dieci anni, che nasce dal lavoro di una task force coordinata dall'ex magistrato Giancarlo Caselli e promossa da Coldiretti, e che oggi cambia le regole del gioco per chi lavora onestamente nel settore primario.
Le imprese agricole italiane che producono sotto denominazione d'origine protetta possono ora contare su sanzioni più severe contro chi contraffà o imita i loro marchi Dop e Igp.
Sanzioni più dure per chi contraffà Dop e Igp
Il cuore della norma, per le aziende agricole produttrici, è l'inasprimento delle pene per la contraffazione di prodotti a indicazione geografica. Chi imita, falsifica o sfrutta abusivamente un marchio Dop o Igp rischia ora la reclusione da 1 a 4 anni (il vecchio limite era di 2 anni) e multe comprese tra 10.000 e 50.000 euro (prima il massimo si fermava a 20.000 euro). Misure pensate per essere un deterrente reale nei confronti di chi sottrae valore e reputazione alle filiere certificate.
Introdotta anche la confisca obbligatoria dei prodotti sequestrati: quelli commestibili saranno destinati, attraverso enti del terzo settore, alle persone in difficoltà, evitando ogni forma di reimmissione nel mercato.
Due nuovi reati a tutela della filiera produttiva
Il provvedimento introduce due nuove fattispecie di reato che interessano direttamente chi opera nella filiera agroalimentare.
La frode alimentare, innanzitutto, che punisce chi commercializza consapevolmente alimenti non genuini o con origine falsamente dichiarata. Pena: da 2 mesi a 1 anno di reclusione. In secondo luogom il commercio di alimenti con segni mendaci: colpisce chi usa indicazioni ingannevoli su qualità o quantità degli alimenti per trarre in errore il consumatore. Pena: da 3 a 18 mesi di reclusione.
L'aggravante di «agropirateria»
Del tutto nuova è la figura dell'agropirateria, aggravante che scatta quando le violazioni vengono commesse in modo organizzato e continuativo — il modello tipico delle frodi industriali a danno delle denominazioni italiane. In questi casi le pene previste aumentano di un terzo, colpendo le organizzazioni che vivono sistematicamente di imitazione e contraffazione del made in Italy agroalimentare.
Con l'introduzione dell'aggravante di agropirateria, chi organizza in modo sistematico la contraffazione di prodotti a indicazione geografica rischia pene aumentate di un terzo rispetto ai reati base previsti dal nuovo provvedimento
Sanzioni proporzionali al fatturato delle imprese
Una delle novità più rilevanti per il mondo produttivo è l'introduzione di sanzioni graduate sul fatturato delle imprese coinvolte. L'obiettivo dichiarato dal ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida è che le pene economiche siano un deterrente credibile, proporzionato alle dimensioni di chi commette la violazione, e non una voce di costo prevedibile e assorbibile.
Cabina di regia per i controlli in filiera
Il Ddl istituisce una cabina di regia permanente sui controlli, con il compito di coordinare i vari organi ispettivi ed eliminare sovrapposizioni. Per le imprese agricole significa un sistema di vigilanza più efficiente e meno dispersivo, con una catena di responsabilità chiara lungo tutta la filiera — dalla stalla e dal campo fino al confezionamento.
Filiera bufalina e uso del termine «latte»
Due misure complementari completano il quadro: un giro di vite sulla tracciabilità nella filiera bufalina, settore strategico per il Sud Italia, e nuove norme sull'uso improprio del termine «latte», che d'ora in poi non potrà essere utilizzato per prodotti di origine vegetale. Una tutela linguistica che rafforza la riconoscibilità dei prodotti animali d'origine nei confronti del consumatore finale.
Settore pesca: revisione delle sanzioni
Riviste anche le sanzioni nel comparto della pesca, settore primario che rientrava nel perimetro del provvedimento ma che negli anni aveva accumulato normative frammentate e scarsamente proporzionate.
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