Bonus Sud, ok anche alle società agricole senza impresa
La Cgt Bari riconosce il credito d’imposta anche a chi dichiara solo reddito agrario, superando la prassi dell’Agenzia
Il Bonus Sud viene concesso anche alle società agricole senza impresa.
Con la sentenza n. 1942/5/2025, la Commissione tributaria di Bari ha ribadito un orientamento innovativo in materia di agevolazioni fiscali per il settore agricolo. Il collegio ha infatti riconosciuto che il Bonus Sud, previsto dalla legge 208/2015 per incentivare gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, spetta anche alle società agricole che dichiarano esclusivamente reddito agrario, e non soltanto a chi produce reddito d’impresa.
La controversia con l’Agenzia delle Entrate
Il caso nasce dal recupero da parte del Fisco di un credito d’imposta utilizzato da una società semplice agricola. Secondo l’Agenzia delle Entrate – in linea con una prassi consolidata (circolare 34/E del 2016 e risposta a interpello del 2020) – gli agricoltori con solo reddito agrario non possono accedere al beneficio, in quanto la norma sarebbe destinata a soggetti produttori di reddito d’impresa. Di conseguenza, il credito utilizzato era stato considerato indebito.
Bonus Sud, ok anche alle società agricole senza impresa
L’interpretazione dei giudici
La Cgt di Bari ha però respinto questa impostazione, sostenendo che il termine “impresa” contenuto nell’articolo 1, comma 98, della legge 208/2015 vada inteso nella sua accezione civilistica, includendo anche l’imprenditore agricolo definito dall’articolo 2135 del Codice civile.
La sentenza sottolinea che: la norma non contiene un’esclusione espressa dei soggetti con reddito agrario; la finalità del Bonus Sud è quella di rafforzare la capacità produttiva delle aziende situate nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno; negare il credito significherebbe ridurre l’impatto positivo della misura proprio nei territori che più necessitano di investimenti.
La ratio dell’agevolazione
Il collegio ha quindi riconosciuto che anche gli agricoltori senza reddito d’impresa possano beneficiare del credito d’imposta se effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, coerenti con la finalità della norma: stimolare crescita e modernizzazione in agricoltura, pesca e acquacoltura nelle regioni del Sud.
La posizione del Mef e le incertezze interpretative
Da ricordare che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con un intervento del 2022, aveva confermato la linea restrittiva dell’Agenzia delle Entrate, sostenendo che il beneficio spettasse solo a chi produce reddito d’impresa. La pronuncia della Cgt Bari, quindi, si pone in contrasto con tale indirizzo, aprendo nuovi scenari di contenzioso e possibili sviluppi giurisprudenziali.
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