Pomodoro da industria: accordo al nord, prezzo a 142,5 euro/t
Pomodoro da industria: accordo record al nord, prezzo fissato a 142,5 euro a tonnellata. Allarme costi energetici e concorrenza estera
Pomodoro da industria: accordo record al nord, prezzo fissato a 142,5 euro a tonnellata.
Si è concluso in tempi record l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria tra le organizzazioni dei produttori e l’industria di trasformazione del nord Italia per la campagna 2025, con un valore effettivo che può arrivare a 145 euro considerando premi e ricalcoli.
Questa intesa segna un passo avanti rispetto alla campagna 2024, che si era chiusa tra difficoltà: mancato accordo sui prezzi, trattative individuali tra agricoltori e industria e un calo delle rese produttive del 15%, fermandosi a 2,4 milioni di tonnellate, tra i minimi storici.
Un accordo decisivo per il settore
Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav, sottolinea l’importanza di questo accordo:
Pur essendo oneroso per le industrie di trasformazione, rappresenta una ripresa del dialogo con gli agricoltori e garantisce una pianificazione produttiva più efficiente.
Con un contratto già definito, i produttori possono organizzare al meglio i trapianti e ottimizzare la gestione della materia prima, riducendo sprechi e carenze.
Pomodoro da industria: accordo al nord, prezzo a 142,5 euro/t
L’Italia, terzo produttore mondiale di pomodoro dopo Cina e USA, coltiva annualmente circa 5,3 milioni di tonnellate, generando un giro d’affari di circa 5,5 miliardi di euro. Il nord resta il principale bacino produttivo nonostante le difficoltà dell’ultimo anno.
Anche il sud Italia sta portando avanti le proprie trattative per la campagna 2025, e i prezzi saranno inevitabilmente influenzati dagli accordi del nord. Nel 2024, il prezzo medio per il pomodoro tondo fu di 150 euro a tonnellata, mentre per il pomodoro lungo raggiunse i 160 euro.
Minacce per il mercato italiano: energia e concorrenza estera
Nonostante l’accordo, permangono preoccupazioni per la competitività del settore italiano.
Il costo dell’energia resta elevato e paesi come Spagna e Portogallo hanno fissato il prezzo del pomodoro intorno ai 100 euro a tonnellata, rendendo i loro prodotti più concorrenziali sui mercati internazionali - avverte De Angelis.
Ancora più temibile è la concorrenza cinese, che nel 2024 ha registrato rese eccezionalmente alte.
Per proteggere la distintività del pomodoro italiano, l’Anicav sta spingendo per l’adozione di un’etichettatura d’origine a livello europeo, già in vigore in Italia da trent’anni.
Sinergie tra industria e agricoltura per il made in Italy
L’Anicav sta cercando alleati nel settore agricolo per rafforzare la tutela dell’origine della materia prima.
Abbiamo già un’intesa con Coldiretti e Filiera Italia e speriamo che anche altre rappresentanze del comparto ci supportino, conclude De Angelis.
Il settore del pomodoro da industria italiano si trova dunque di fronte a una sfida cruciale: mantenere la propria competitività in un mercato globale sempre più agguerrito, garantendo allo stesso tempo la qualità e la tracciabilità del prodotto.
Con una pianificazione più strutturata e una maggiore tutela dell’origine, il comparto potrebbe affrontare con maggiore solidità le sfide future.
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