Joskin, continua a implementare le proprie gamme con novità riguardanti componenti e sistemi innovativi per migliorare il lavoro di allevatori e conto terzisti. Sono diverse le novità tecniche apportate dal marchio a riguardo dei sistemi di distribuzione utilizzati in agricoltura.

Joskin offre una vasta gamma di soluzioni che si diversificano non solo per capacità e impiego, anche per le diverse pompe installabili a seconda dei carri botte.

Joskin: la tecnologia per i carri botte in Italia

Sono infatti ben cinque le diverse pompe applicabili sui carri botte Joskin: la pompa VACUUM crea una differenza di pressione atmosferica per riempire o svuotare i carri botte, quella volumetrica a spirale utilizza l’azione meccanica di una vite eccentrica per l’aspirazione e l’espulsione del liquido, la pompa a lobi impiega invece due rotori per creare un vuoto determinato dal senso di rotazione.

All’appello mancano il sistema Garda/Julia, che permette di lavorare in aree accidentate o di difficile accesso con un getto aereo, e la pompa centrifuga STORM, che spinge il liquame fuori dalla cisterna tramite la forza centrifuga creata dalla rotazione di un’elica attorno a un corno di pompaggio.

VACU-STORM 100% meccanico

Una delle caratteristiche tecniche più apprezzate di Joskin riguarda però i sistemi a pompa: il sistema VACU-STORM è presente da diverso tempo sui carri botte, ma è stato ulteriormente migliorato ed è ora applicabile sulle botti VOLUMETRA.

La pompa VACUUM è impiegata per l’aspirazione e quella centrifuga STORM è destinata all’alimentazione dell’attrezzo al posteriore. Il sistema diventa attivabile meccanicamente con la trasmissione monoblocco da cardano.

Joskin: la tecnologia per i carri botte in Italia

Questo procedimento limita fortemente i costi d’integrazione e garantisce performance di un sistema già testato. Per coloro che pompano fluidi più densi o che lavorano su grandi larghezze di spandimento è l’ideale. Permette una grande portanza e un riempimento rapido grazie alla grande differenza di pressione atmosferica che si crea per l’operazione di riempimento.

Creando il vuoto, il liquame viene aspirato, mentre per la distribuzione ci pensa il sistema STORM, per soddisfare i requisiti di pompaggio più esigenti che possono arrivare fino a 10.000 l/min.

Joskin: la tecnologia per i carri botte in Italia

Non solo metri cubi

Un successo per Joskin: il carro botte da 12.390 a 25.705 l è stato inizialmente concepito per permettere l’integrazione di una pompa volumetrica a spirale, lobi o centrifuga, mentre è oggi disponibile in versione VACUUM et VACU-STORM. 2 o 3 assali per tute le esigenze, rinnovati nella struttura e nelle loro sospensioni.

La struttura auto-portante in acciaio HLE permette di diminuire il peso e adattarsi a tutte le tecniche di spargimento. L

a nuova concezione del telaio con sospensioni indipendenti su ciascuna ruota e una un sistema di assali modulare permettono di sbullonare gli assali e spostarli indietro o avanti a seconda del peso dell’attrezzo al posteriore.

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Questo garantisce una ripartizione dei pesi migliore e un’associazione ottimale della botte all’attrezzo. Il sollevatore posteriore portattrezzi è completamente integrato nel telaio. Caratteristiche da non tralasciare sono la sospensione idraulica del timone in optional, la concezione con centro di gravità basso e più sicura, il braccio di pompaggio frontale o laterale.

Due in uno con X-TREM

Il carro botte senza compromessi di Joskin si chiama X-TREME è adatto agli imprenditori agricoli che desiderano una macchina con cisterna di grande diametro ma un telaio stretto che possa accogliere pneumatici di grande impatto sul suolo, fino a 850 mm di larghezza.

Il telaio ha larghezza di 760 mm a livello del sistema di trasmissione, è collegato al trattore con timone idraulico e monta sistema a sterzatura sforzata. Ma le novità riguardano soprattutto le attrezzature per lo spargimento e l’iniezione dei liquami nel terreno.

Joskin ha deciso di adottare una soluzione di precisione: i nuovi attrezzi hanno, infatti, larghezza variabile ma sempre a intervalli di lavoro fra gli organi di 37,5 cm, così da avere ogni 2 organi la larghezza di 75 cm, quella impiegata in tutta Europa per la semina del mais.

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L’iniezione precisa, dettata dalla guida satellitare sul trattore, incrementa l’efficacia del fertilizzante organico che potrà garantire il massimo apporto alla fila di mais seminata in corrispondenza di quella di spargimento del digestato.

Per la lavorazione e l’iniezione sotto la superficie ci pensa Terraflex, attrezzo portato con denti vibranti Everstrong fino a 6,5 m di larghezza, costituito da due file di organi e un telaio abbastanza alto per scartare i più fitti residui colturali. Grazie al nuovo interfila (prima era di 40 cm) il lavoro risulta più uniforme sulla stessa larghezza di lavoro e le zone tra le linee di iniezione sono considerabilmente ridotte.

Solodisc XXL e i dischi

Oltre a ciò, il liquame non entra in contatto con l’aria e quindi non si rischiano perdite ammoniacali per volatilità. Sulla stessa linea di pensiero nasce il Solodisc XXL, l’attrezzo a dischi per i passaggi sulla coltura: i singoli dischi sono distanziati 18,5 cm, perciò ogni 4 elementi si ha l’interfila di 75 cm.

Sugli altri Solodisc la distanza è maggiore, 21,5 cm. La distribuzione è quindi migliorata e il Solodisc si rivolge agli agricoltori che necessitano di una ripartizione migliore a breve distanza e a una minor profondità di lavoro rispetto ad altri attrezzi.

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Grazie comunque all’interfila da 75 cm la macchina è adatta anche alla distribuzione in pre-semina per coltivazioni a larga interfila, come il mais. I dischi sono composti in metallo e con gomme speciali NBR, per maggior resistenza all’usura – combattuta anche grazie al processo di vulcanizzazione – e maggiore leggerezza.

L’attrezzo più largo commercializzato da JOSKIN è di 8,25 m, il Solodisc XXL.

Sia il Terraflex che il Solodisc sono applicabili a più botti Joskin a seconda delle pompe installate, ma gli attrezzi sono concepiti per lavorare con X-TREM.

Tre punti di rotazione

Di tutta nuova concezione il tubo di pescaggio che viene installato sulle nuovi botti Joskin dal 2017. Joskin vuole uniformare le macchine con soluzioni che possano essere efficaci in tutte le situazioni: per questo il tubo di pescaggio dorsale sarà installato con punto di ancoraggio sull’anteriore della botte e, grazie alla sua lunghezza e a tre punti di rotazione, oltre a raggiungere profondità ragguardevoli permette di usare la massima forza di pompaggio quando si scaricai liquidi all’interno di container o fosse a bordo campo.

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Questo nuovo strumento in dotazione alle botti di grossi volumi apporta flessibilità di applicazioni e rapidità al lavoro, con una rotazione di 320° si fa uno dei bracci di pescaggio tra i più versatili e completi sul mercato.

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