Contributi INAIL agricoltura 2026: la guida
Tutto sui nuovi contributi INAIL in agricoltura: aliquote aggiornate per i lavoratori dipendenti e nuovi importi fissi per gli autonomi
INAIL 2026: il decreto firmato congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell'Economia ha ridefinito le misure dei contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nel settore agricolo, con decorrenza 1° gennaio 2026.
Il provvedimento ha recepito la delibera del Consiglio di Amministrazione INAIL del luglio 2025 e rappresenta un aggiornamento atteso da anni, che tocca in modo diretto sia le aliquote contributive per i lavoratori agricoli dipendenti sia i contributi unitari dovuti dai lavoratori autonomi. Si tratta di una revisione strutturale già operativa, che le aziende agricole e i professionisti del settore primario devono aver già recepito nella propria gestione contributiva.
Il decreto interministeriale pubblicato a fine 2025 ha fissato le nuove aliquote INAIL per il settore agricolo, operative dal 1° gennaio 2026
Lavoratori agricoli dipendenti: le nuove aliquote
Le aliquote contributive per i lavoratori dipendenti vengono calcolate sulla retribuzione imponibile e variano in base alla zona geografica di appartenenza dell'azienda agricola. Per le zone ordinarie l'aliquota è fissata all'8,50%, mentre scende al 2,72% nelle zone svantaggiate e al 2,125% nelle aree particolarmente svantaggiate, corrispondenti agli ex territori montani.
| Zona | Aliquota |
| Zone ordinarie | 8,50% |
| Zone svantaggiate | 2,72% |
| Aree particolarmente svantaggiate (ex territori montani) | 2,125% |
La differenziazione territoriale conferma la volontà del legislatore di alleggerire il carico contributivo nelle aree montane e svantaggiate, dove l'attività agricola è strutturalmente più difficile e meno redditizia. Per i datori di lavoro agricoli è quindi essenziale verificare con precisione la classificazione territoriale della propria azienda prima di procedere ai versamenti, per evitare di applicare un'aliquota errata e incorrere in sanzioni o conguagli.
Lavoratori agricoli autonomi: i nuovi contributi annui
Per i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni e gli imprenditori agricoli professionali (IAP), i contributi dovuti non sono calcolati in percentuale sulla retribuzione ma si traducono in importi fissi annui. Nelle zone ordinarie il contributo ammonta a 650,00 euro, mentre nei territori montani e nelle zone svantaggiate l'importo si riduce a 450,12 euro.
| Zona |
Contributo annuo |
| Zone ordinarie | 650,00 € |
| Territori montani e zone svantaggiate | 450,12 € |
Anche in questo caso, la distinzione per zona geografica premia le realtà agricole collocate in contesti operativamente più difficili, riducendo in modo significativo l'onere per i lavoratori autonomi di montagna. Chi opera in queste aree risparmia quasi 200 euro annui rispetto alla tariffa ordinaria, un dettaglio tutt'altro che trascurabile per le piccole imprese familiari che caratterizzano buona parte dell'agricoltura montana italiana.
Perché questo aggiornamento era necessario
L'aggiornamento delle aliquote INAIL in agricoltura era atteso da diversi anni. Nel tempo, il mancato adeguamento aveva creato uno scostamento tra i contributi versati e i costi effettivi della tutela assicurativa contro infortuni e malattie professionali, un rischio particolarmente elevato nel settore primario dove l'uso di macchinari, prodotti chimici e condizioni di lavoro fisicamente impegnative espone i lavoratori a pericoli concreti ogni giorno.
Le aliquote per i lavoratori dipendenti variano in base alla zona geografica: dall'8,50% delle aree ordinarie al 2,125% dei territori montani
Il nuovo decreto, frutto della delibera del CdA INAIL di luglio 2025 e recepito formalmente dai due ministeri competenti, riporta il sistema in equilibrio e garantisce una copertura assicurativa adeguata per tutti i lavoratori del comparto agricolo, dipendenti e autonomi.
Cosa verificare adesso
Con le nuove aliquote già operative da inizio anno, chi gestisce un'azienda agricola con lavoratori dipendenti dovrebbe controllare che i versamenti effettuati nei primi mesi del 2026 siano stati calcolati sulla base delle nuove percentuali e non di quelle precedenti. Per i lavoratori autonomi, il riferimento è l'importo del versamento annuale nelle scadenze previste dall'INAIL, che riflette ora i nuovi contributi fissi.
Per i lavoratori autonomi agricoli i contributi annui sono già in vigore: 650 euro nelle zone ordinarie, 450,12 euro nelle aree svantaggiate e montane
In caso di dubbi sulla corretta applicazione delle aliquote o sulla classificazione territoriale dell'azienda, è opportuno rivolgersi al proprio CAF agricolo, al patronato di riferimento o a un consulente del lavoro specializzato nel settore. Intervenire tempestivamente riduce il rischio di irregolarità e di eventuali conguagli a fine anno. Il testo integrale del decreto è disponibile sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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