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Costruire in zona agricola: superfici e regole per le rimesse

Rimesse trattori, depositi attrezzi e strutture agricole: superfici, indici di edificabilità e requisiti per costruire in zona agricola

Costruire in zona agricola: superfici e regole per le rimesse
Foto di: OmniTrattore.it

Il decidere di costruire in zona agricola non è una scelta da prendere alla leggera, ma serve sapere per rimesse, depositi e strutture agromeccaniche.

Chi gestisce un'azienda agricola o un'impresa agromeccanica prima o poi si trova davanti alla stessa domanda: posso costruire una rimessa per i trattori, un deposito attrezzi o una struttura di servizio su questo terreno?

La risposta dipende da una serie di variabili che cambiano da Comune a Comune e da Regione a Regione, ma esistono criteri generali che orientano la valutazione.

La norma di riferimento: il D.M. 1444/1968

Il punto di partenza è il D.M. 1444/1968, che per le costruzioni in zona agricola prevede un indice massimo di edificabilità pari a 0,03 m³ per ogni metro quadro di terreno. Questo significa che su un appezzamento di 10.000 m² la volumetria massima teorica è di 300 m³ — una dimensione sufficiente per una rimessa di medie dimensioni destinata a ospitare trattori, attrezzature e ricambi.

Costruire in zona agricola: superfici e regole per le rimesse

Con 10.000 m² e indice 0,03 m³/m² si ottengono 300 m³ di volumetria: una rimessa di medie dimensioni per trattori e attrezzi

Foto di: OmniTrattore.it

La soglia dei 10.000 m² ricorre frequentemente nei regolamenti urbanistici locali come superficie minima di riferimento, ma non è un limite nazionale fisso: ogni Comune può stabilire soglie diverse attraverso il Piano Regolatore Generale o il Piano di Governo del Territorio.

Rimesse e depositi agricoli: chi può costruire

In zona agricola non basta disporre del terreno. Per costruire strutture funzionali all'attività agricola — rimesse per trattori e macchine operatrici, depositi per attrezzi e prodotti, stalle, serre o tettoie — l'intervento deve essere legato a una reale attività agricola dimostrabile. I requisiti soggettivi più comuni richiesti dai Comuni sono la qualifica di coltivatore diretto o di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), oltre alla dimostrazione che la struttura è effettivamente funzionale all'attività svolta.

Per i contoterzisti e le imprese agromeccaniche la situazione può essere più articolata: la destinazione d'uso della struttura e il legame con l'attività agricola vanno verificati caso per caso con l'ufficio urbanistica del Comune di riferimento.

Le differenze regionali 

Le variazioni tra una Regione e l'altra possono essere significative. In alcune aree, soprattutto nelle zone montane o in Regioni con normative agricole più restrittive, la superficie minima per costruire strutture residenziali o annessi può arrivare a 3 o anche 5 ettari.

Per le strutture strettamente funzionali all'attività agricola — come le rimesse per macchine — i limiti sono generalmente meno rigidi, ma occorre sempre verificare la classificazione della sottozona agricola nel piano urbanistico locale.

Costruire in zona agricola: superfici e regole per le rimesse

Coltivatore diretto o IAP: i requisiti soggettivi che molti Comuni richiedono per costruire strutture agricole sul proprio fondo

Foto di: OmniTrattore.it

Come verificare le possibilità del proprio terreno

Prima di avviare qualsiasi progetto, è indispensabile controllare il certificato di destinazione urbanistica del terreno, la classificazione della zona nel PRG o PGT, la presenza di vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici, l'indice di edificabilità applicabile e i requisiti soggettivi richiesti dal Comune. Un tecnico abilitato — geometra, architetto o ingegnere — può accedere all'ufficio urbanistica e verificare in modo preciso cosa è consentito costruire su quello specifico appezzamento.

La domanda giusta non è "quanti metri quadri servono", ma "che tipo di struttura posso realizzare su questo terreno per supportare la mia attività agricola o agromeccanica". Con il certificato urbanistico in mano e un'idea chiara delle regole locali, la pianificazione degli investimenti in strutture e infrastrutture aziendali diventa molto più solida.