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Pomodoro sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione

Strategie agronomiche, irrigue, e meccaniche per migliorare l’efficienza delle risorse nella coltivazione del pomodoro da industria

Pomodoro da industria sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione
Foto di: OmniTrattore.it

Nella gestione del pomodoro da industria in aree a forte pressione idrica ed energetica, ogni scelta agronomica e meccanica incide direttamente sulla sostenibilità tecnica ed economica della filiera.

Una progettazione accurata di lavorazioni, irrigazione, scelta varietale e logistica di raccolta permette di ridurre input e consumi senza compromettere rese e qualità, evitando l’errore di intervenire solo a valle, quando gli impianti sono già definiti e i margini di correzione sono minimi.

Ridurre passaggi e compattamento: lavorazioni minime e gestione filari

La riduzione del compattamento in coltivazione di pomodoro da industria parte dalla progettazione del cantiere di lavoro e dalla scelta delle lavorazioni. L’obiettivo è limitare i passaggi delle trattrici sulle stesse porzioni di suolo, adottando lavorazioni minime e, dove possibile, sistemi di traffico controllato.

Pomodoro da industria sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione

Coordinare le larghezze di lavoro di seminatrici, irroratrici e raccoglitrici in modo che i filari coincidano con le carreggiate permanenti è il primo passo per ridurre il compattamento del suolo: ogni passaggio su terreno non portante crea una suola che riduce infiltrazione idrica e sviluppo radicale per l'intera stagione

Foto di: OmniTrattore.it

In appezzamenti con tessiture sensibili al compattamento, se il trattore entra in campo con attrezzature troppo pesanti su terreno non portante, allora si crea una suola che riduce infiltrazione, sviluppo radicale e capacità di trattenere acqua.

Per rendere sostenibile questa fase conviene coordinare larghezze di lavoro di seminatrici, botte per trattamenti e raccoglitrici, in modo che i filari di pomodoro coincidano con le carreggiate permanenti. La gestione dei residui colturali e l’eventuale sodo su sodo vanno valutati in funzione della disponibilità di attrezzature (erpici a dischi, strip-till, ripuntatori) e della capacità delle trattrici di lavorare a regimi motore ottimizzati, evitando sovradimensionamenti che aumentano consumi e slittamento.

Un errore ricorrente è impostare la densità dei filari solo in base alla raccoglitrice, trascurando la compatibilità con irroratrici e botte per fertirrigazione.

L’impiego di barre irroratrici specifiche per il pomodoro, come le soluzioni trainate a grande larghezza, consente di coprire più file per passaggio, riducendo tempi e gasolio. In questo contesto, valutare attrezzature dedicate come l’irroratrice per pomodoro a barra larga aiuta a pianificare cantieri più efficienti e meno impattanti.

Irrigazione a goccia e fertirrigazione:collegare pompe, sensori e trattrici

L’irrigazione a goccia rappresenta uno dei principali leve per aumentare l’efficienza idrica del pomodoro da industria, soprattutto se integrata con fertirrigazione e sistemi di controllo. La scelta di pompe, filtri e linee di distribuzione deve considerare non solo la portata, ma anche l’ottimizzazione energetica dell’intero sistema.

Secondo le analisi sulla sostenibilità energetica dei processi di filtrazione per uso agricolo, l’efficienza del gruppo di pompaggio e del trattamento acqua è cruciale per ridurre consumi e impatto ambientale delle colture irrigue, comprese quelle industriali, come evidenziato da ENEA sui sistemi di filtrazione irrigua.

Pomodoro da industria sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione

 L'integrazione tra fertirrigazione, sensori di umidità e centraline di controllo automatico consente di modulare volumi e tempi irrigui in funzione del reale fabbisogno della coltura: un gruppo di pompaggio sovradimensionato o mal tarato può vanificare i risparmi idrici anche in presenza di un impianto a goccia ben progettato

Foto di: OmniTrattore.it

Dal punto di vista meccanico, il collegamento tra trattrici e impianto passa spesso per motopompe azionate dalla presa di forza o per gruppi autonomi alimentati da motori endotermici. Una gestione sostenibile prevede l’uso di sensori di umidità del suolo, misuratori di portata e centraline che modulano tempi e volumi irrigui.

Le tecnologie di Agricoltura 4.0 descritte da ENEA mostrano come sensori, controllo automatico di irrigazione e fertilizzazione e sistemi di supporto alle decisioni possano aumentare l’efficienza d’uso di acqua e nutrienti, riducendo input e perdite, come indicato nel percorso su Agricoltura 4.0.

Un caso pratico: se l’azienda utilizza ali gocciolanti stagionali, allora conviene progettare il layout in modo che il passaggio delle trattrici per trattamenti e raccolta non danneggi le linee, prevedendo corridoi tecnici e protezioni nei punti di attraversamento.

La fertirrigazione richiede inoltre una taratura accurata degli iniettori e la compatibilità chimica tra fertilizzanti e materiali dell’impianto, per evitare incrostazioni che aumentano perdite di carico e consumi energetici. I progetti ENEA su irrigazione smart, come TRAS.IRRI.MA, confermano il ruolo dei sistemi automatizzati per ridurre i consumi idrici nelle colture irrigue attraverso tecnologie di controllo avanzato, come riportato nel comunicato su irrigazione smart in Basilicata.

Scelta di varietà e portinnesti per resistere a stress idrici e termici

La scelta di varietà e portinnesti di pomodoro da industria incide direttamente sulla resilienza a stress idrici e termici e, di conseguenza, sulla sostenibilità dell’intero ciclo colturale. Materiali genetici con apparato radicale più efficiente, maggiore tolleranza alle alte temperature e resistenza alle principali avversità consentono di ridurre trattamenti, irrigazioni di soccorso e perdite produttive.

Le attività di ricerca coordinate da ENEA sul miglioramento genetico del pomodoro puntano proprio a varietà più resistenti al cambiamento climatico e con minore impatto ambientale lungo la filiera agroindustriale, come descritto nel comunicato su pomodori più resistenti al cambiamento climatico.

Dal punto di vista operativo, la scelta varietale deve dialogare con la meccanizzazione disponibile: altezza della pianta, robustezza del peduncolo, uniformità di maturazione e consistenza del frutto influenzano l’efficienza delle raccoglitrici e le perdite in campo. L’adozione di portinnesti resistenti a patogeni del suolo e virus consente di mantenere la produttività anche in rotazioni più strette, riducendo input chimici.

Un esempio concreto è l’impiego di portinnesti specifici per contrastare virus emergenti, come quelli sviluppati da aziende che lavorano su resistenze a patogeni quali ToBRFV, illustrati anche nelle soluzioni di portinnesti resistenti per il pomodoro.

Un errore frequente è scegliere il materiale genetico solo in base alla resa potenziale, trascurando la stabilità produttiva in condizioni di stress. Se l’appezzamento è in area con disponibilità idrica limitata o con ondate di calore ricorrenti, allora è preferibile una varietà con resa leggermente inferiore ma più stabile, che permetta di ridurre irrigazioni di emergenza e trattamenti fitosanitari.

Pomodoro da industria sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione

 La scelta varietale del pomodoro da industria non può basarsi solo sulla resa potenziale: in aree con disponibilità idrica limitata o ondate di calore ricorrenti, una varietà più stabile sotto stress riduce irrigazioni di emergenza, trattamenti fitosanitari e perdite produttive, migliorando il bilancio economico e ambientale della stagione

Foto di: OmniTrattore.it

Le strategie di sostenibilità agroalimentare descritte nei progetti ENEA sottolineano proprio l’importanza di integrare genetica, gestione agronomica e tecnologie per ridurre l’impatto ambientale delle filiere, come riportato nella raccolta su progetti per la sostenibilità agroalimentare.

Raccolta e trasporto: come tagliare consumi energetici per tonnellata 

La fase di raccolta e trasporto del pomodoro da industria concentra una quota rilevante dei consumi energetici per tonnellata di prodotto. L’analisi del ciclo di vita della filiera del pomodoro confezionato mostra come le scelte di meccanizzazione, logistica interna e gestione dei residui influenzino in modo significativo l’impronta ambientale complessiva, dalla coltivazione al confezionamento, come evidenziato nello studio LCA pubblicato da ENEA sulla filiera del pomodoro confezionato.

Per ridurre i consumi specifici è fondamentale ottimizzare il cantiere di raccolta: regolazione accurata della raccoglitrice, velocità di avanzamento adeguata, sincronizzazione con i mezzi di trasporto e scelta di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento.

L’impiego di raccoglitrici di nuova generazione, progettate per ridurre perdite e migliorare la selezione in campo, consente di aumentare la quantità di prodotto commerciabile per ora di lavoro. Un esempio è rappresentato dalle macchine specializzate per il pomodoro da industria, come la raccoglitrice semovente per pomodoro, che integra soluzioni per efficienza e qualità di raccolta.

La scelta degli pneumatici per trattrici e rimorchi incide sia sui consumi sia sul compattamento residuo a fine ciclo. Pneumatici specifici per colture di pieno campo, con carcassa flessibile e disegno del battistrada ottimizzato, permettono di lavorare a pressioni più basse, migliorando trazione e riducendo slittamento.

In scenari in cui i rimorchi percorrono lunghe distanze tra campo e stabilimento, se si adottano coperture con buona efficienza su strada allora si riducono consumi e usura, come mostrano le soluzioni di gamma agricola avanzata, ad esempio quelle illustrate per gli pneumatici BKT Agrimax Spargo.

Pomodoro da industria sostenibile: irrigazione, suolo e meccanizzazione

Ottimizzare il cantiere di raccolta significa sincronizzare velocità di avanzamento della raccoglitrice con i mezzi di trasporto e scegliere pneumatici a bassa resistenza al rotolamento: ogni ora di lavoro non sfruttata al massimo della capacità operativa aumenta il costo energetico per tonnellata di prodotto conferito allo stabilimento

Foto di: OmniTrattore.it

Un ulteriore margine di miglioramento riguarda la gestione dei residui colturali e delle biomasse di scarto. Tecnologie per il recupero e la valorizzazione delle biomasse residuali dell’agroindustria, come quelle sviluppate in progetti dedicati alla sostenibilità, consentono di ridurre rifiuti e impatti ambientali lungo la filiera, trasformando parte degli scarti in risorsa energetica o ammendante.

Se l’azienda conferisce il pomodoro a un trasformatore che valorizza sottoprodotti e residui, allora l’intera filiera può beneficiare di un bilancio ambientale migliore, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e uso efficiente delle risorse promossi nei progetti ENEA sulla sostenibilità dei sistemi produttivi.