Macfrut 2025 apre i battenti: l’ortofrutta italiana a Rimini
Macfrut 2025 apre i battenti: l’ortofrutta italiana si presenta al mondo da Rimini
Macfrut 2024 apre i battenti: l’ortofrutta italiana si presenta al mondo da Rimini: dal 7 al 9 maggio oltre 1.400 espositori (di cui il 40% esteri) protagonisti del comparto ortofrutticolo italiano vale oggi più di 17 miliardi di euro.
È iniziata, quindi, la 42ª edizione dell salone internazionale dedicato all’ortofrutta, che quest’anno si conferma punto di riferimento per l’intera filiera agroalimentare. Per tre giorni, i padiglioni della fiera ospitano 1.400 aziende, con una presenza straniera che rappresenta il 40% degli espositori e l’arrivo previsto di 1.500 buyer da tutto il mondo.
Il comparto ortofrutticolo in Italia non è solo un pilastro agricolo, ma un motore economico da oltre 17 miliardi di euro, superando da solo un quarto della produzione agricola nazionale.
Macfrut 2025 apre i battenti: l’ortofrutta italiana si presenta al mondo da Rimini
Se si includono anche le conserve vegetali, l’ortofrutta copre circa il 18% dell’export agroalimentare del Paese. Un trend positivo confermato dalle esportazioni 2023, che hanno sfiorato i 6,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente e oltre il 30% rispetto a cinque anni fa.
Ma l’espansione sui mercati esteri è accompagnata anche da un’impennata delle importazioni: +8,9% in volume e +12,9% in valore, superando quota 5,6 miliardi di euro. Aumentano gli arrivi di legumi, ortaggi e patate, così come cresce il valore delle importazioni di frutta fresca (+16%) e secca (+21%). Una tendenza dettata anche dal calo della produzione interna: in un decennio l’Italia ha perso l’80% delle pere, il 75% del kiwi e un quarto delle pesche.
Per fronteggiare la sfida competitiva e rilanciare la produttività, le associazioni del settore spingono su innovazione e lobby a livello europeo, chiedendo maggiore flessibilità sull’uso dei fitofarmaci in assenza di soluzioni tecniche alternative.
Clima e risorse idriche: i temi caldi dell’edizione 2024
Quest’anno, Macfrut punta i riflettori sull’acqua, una risorsa che oscilla pericolosamente tra scarsità e distruzione, complice un clima sempre più instabile.
È iniziata, quindi, la 42ª edizione dell salone internazionale dedicato all’ortofrutta, che quest’anno si conferma punto di riferimento per l’intera filiera agroalimentare
Ne è prova la recente ondata di gelate in Turchia, che ha colpito duramente le coltivazioni di frutta secca e disidratata destinate al mercato europeo. Le albicocche hanno subito danni fino al 90%, mentre si prevede una contrazione del 60% per le nocciole e del 30% per l’uva sultanina. Dati che preoccupano anche i produttori italiani per i possibili effetti a catena sui prezzi e sull’approvvigionamento.
L’Egitto è il Paese partner, mentre il Brasile entra in gioco
Come da tradizione, ogni edizione di Macfrut elegge un Paese partner, e per il 2024 è la volta dell’Egitto: protagonista del Piano Mattei e attore strategico nell’export ortofrutticolo verso l’Europa. Ma lo sguardo è anche rivolto oltreoceano: a novembre Macfrut sbarcherà in Brasile con un evento promozionale, in un’ottica di rafforzamento dei rapporti nel quadro dell’accordo UE-Mercosur.
La fiera ospita 1.400 aziende, con una presenza straniera che rappresenta il 40% degli espositori e l’arrivo previsto di 1.500 buyer da tutto il mondo
Il Brasile è già presente a Rimini con una delegazione di 10 importatori di primo piano, a dimostrazione dell’interesse crescente per i prodotti italiani, specie in un contesto in cui le tensioni nel Golfo Persico stanno penalizzando le esportazioni verso l’Estremo Oriente. Mele e kiwi “made in Italy” guardano ora al Sud America come nuovo mercato strategico.
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